For Honor – Closed Alpha provata


Articolo a cura di Domenico De Rosa


Prima di iniziare a parlare di For Honor, è doveroso aprire l’articolo facendo i complimenti a Ubisoft, che nonostante le tante e immeritate critiche riesce sempre a sfornare titoli innovativi e molto coinvolgenti. Negli ultimi anni infatti, i tanti studi di sviluppo appartenenti al publisher ci hanno regalato franchise superbi, Assassin’s Creed e Watch Dogs su tutti, ripetendosi nuovamente con il pazzesco e mostruoso (in senso positivo) For Honor. Grazie alla nuova IP di Ubisoft, ci proietteremo in avvincenti duelli medievali, vestendo i panni di potentissimi combattenti, scendendo poi sul campo di battaglia e cercando di uscirne vincitori. Ciò sarà complicatissimo, perché essendo un titolo multiplayer, anche altri giocatori aspireranno alla vittoria e alla gloria.

Tre fazioni, un solo obiettivo

For Honor è un gioco action-hack ‘n’ slash-multiplayer dove i giocatori hanno la possibilità di combattere scegliendo tra le tre fazioni presenti nel gioco: i Cavalieri, combattenti equipaggiati con armature pesanti e difficili da abbattere; i Vichinghi, spietati combattenti abili nei combattimenti a brevedistanza; i Samurai, che con la loro agilità possono passare dalla difesa all’attaco in pochissimi istanti. Ogni fazione offre ai giocatori quattro classi, anche se nella Closed Alpha è possibile provarne solo due. Ciò che subito ci fa capire le potenzialità del gioco è la caratterizzazione dei personaggi, proposti in maniera impeccabile, altamente personalizzabili e potenziabili mediante equipaggiamenti (ottenibili alla fine dei match tramite “loot” oppure acquistabili in-game) e nuove abilità. Queste ultime saranno fondamentali durante i match, perché garantiranno potenziamenti o diversivi sia per singolar tenzone, sia per l’intera squadra. La scelta della fazione e del personaggio influirà molto sullo stile di gioco: ognuno potrà scegliere se impostare una strategia di duello difensiva, offensiva oppure a metà tra le due cose

Duelli all’ordine del giorno

Quando parliamo di For Honor, parliamo indiscutibilmente di duelli! Ubisoft è stata maestra nel creare delle meccaniche di gioco che permettono di mettere in scena duelli epici uno contro uno o tra più combattenti, garantendo allo stesso tempo tatticismo e velocità d’azione. Le meccaniche dei duelli sono semplici, ma allo stesso tempo coinvolgono più fattori: riflessi, velocità e pazienza. Basato fondamentalmente sul PvP, un duello prevede l’aggangio dell’avversario e la scelta (mediante stick analogico) della direzione dove bloccare gli attacchi e al tempo stesso, direzionare i nostri colpi. Ciò determinerà l’esito degli attacchi, che potranno essere parati o andare a segno, infliggendo danni all’avverario. Ovviamente è possibile anche evitare i fendenti nemici oppure rompere per breve tempo la loro difesa ed eseguire attacchi rapidi e mettere a segno colpi sicuri. Tuttò ciò può essere appreso nel piccolo tutorial (presente nell’Alpha), ma la realtà dei fatti è che in guerra tutto sarà permesso. Già, perché nel peggiore dei casi ci ritroveremo anche da soli contro quattro nemici e in questa circostanza, bisognerà affidarsi solo al nostro spirito combattico. Tutte queste meccaniche però funzionano e garantiscono un gameplay davvero innovativo e che difficilmente stancherà gli utenti, nonostante la ripetitività delle azioni di gioco. Parliamo infatti di un gameplay talmente coinvolgente che ci farà rivivere l’emozionante periodo medievale… e difficilmente vorrete tornare alla realtà.

Duelli, Risse e Dominio

Nella Closed Alpha è possibile provare solo tre modalità di gioco, basate su combattimenti uno contro uno, due contro due e quattro contro quattro (con tanto di esercito di soldati). La modalità Duello (Duel) e la modalità Rissa (Brawl) sono pressochè uguali: nella prima bisogna affrontare un avversario in un duello per singolar tenzone e uscire vittoriosi al meglio dei cinque incontri. Le Risse invece prevedono duelli due contro due (sempre al meglio dei cinque), ma sono leggermente più tattici. Possiamo infatti decidere se attaccare subito il nostro diretto avversario, oppure correre verso il nostro alleato e trasformare il tutto in una rissa vera e propria. Ma la modalità di spicco di questa Closed Alpha (ma anche del gioco finale) è sicuramente Dominio (Dominion): questa è una vera e propria guerra che vede coinvolti team da quattro giocatori, con esercito al seguito. Lo scopo è quello di conquistare e difendere tre zone (A, B e C), accumulando così punti per la propria squadra. Finché il contatore dei punti resta sotto i mille, i giocatori possono respawnare dopo la morte e tornare subito sul campo di battaglia. Le cose si fanno più interessanti dopo aver raggiunto i mille punti: la squadra perdente (in quel momento) si ritroverà infatti senza respawn e la sconfitta di tutti gli elementi del team porterà alla vittoria degli avversari. Questa è veramente la modalità per eccellenza, dato che i giocatori possono mettere in scena duelli epici, utilizzare tattiche e abilità del proprio personaggioe addirittura parlare con gli alleati grazie alla Quick Chat che incorpora comandi e frasi basilari, ma molto utili. Anche i soldati semplici fanno il loro sporco lavoro: anche se abbattibili con un solo colpo, questi sono tanti e non essendo agganciabili, trasformano il gioco in una specie di musou, infliggendo anche numerosi danni, che possono risultare fatali durante i duelli contro gli altri giocatori. 

For Honor convince, ma…

Tirando le somme da questa prima Closed Alpha, quello che si è visto del gioco è da promuovere a pieni voti. For Honor è quella classica IP che può attirare a sé molte tipologie di giocatori, soprattutto coloro che con i loro amici sono alla disperata ricerca di un multiplayer di squadra frenetico e coinvolgente (un po’ come accadde per il multiplayer online di Assassin’s Creed). For Honor è uno spettacolo anche per gli occhi: personaggi e ambienti di gioco sono definiti in maniera impeccabile e anche la risoluzione giova molto per quanto rigarda l’impatto visivo. Ciò che però lascia perplessi è il solito problema dei server di Ubisoft: il matchmaking va sicuramente rivisto, dato che spesse volte è molto difficile trovare posti liberi o match pronti a partire (soprattutto per Dominion). Inoltre, sono da segnalare molti cali di frame rate, soprattutto quando su schermo ci sono molti avversari reali e comandati dall’IA. Ovviamente Ubisoft ha dalla sua il tempo necessario per correggere queste piccolezze, dato che mancano ancora diversi mesi all’uscita di For Honor. Per allora ci aspettiamo almeno una Beta con maggiori contenuti sia per quanto riguarda i personaggi e le loro abilità, sia per quanto riguarda le modalità di gioco. Per adesso però siamo contenti così!

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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