Redout – Anteprima Hands On


Articolo a cura di Pietro Gualano 


Avete mai rimpianto i cari vecchi e folli giochi di corse con navicelle sparate a 800 Km/h e piste sospese nel vuoto? Anche noi l’abbiamo fatto ed è per questo che la prima volta che abbiamo sentito parlare di Redout abbiamo provato un misto di speranza e diffidenza. Realizzare un titolo basato sulla pura velocità in grado di essere tecnicamente all’altezza, con un numero di modalità e di varianti adeguato per non risultare noioso non è semplice. Oggi però, dopo aver provando a fondo il gioco in una versione ancora non definitiva, siamo pronti a darvi il nostro primo parere sul titolo in attesa del lancio previsto per il 2 settembre. Pronti a scendere in pista?

Propulsori e navicelle

Redout è un gioco di corse fortemente adrenalinico che propone gare velocissime. Nel corso di una partita si possono facilmente toccare gli 800 Km/h e, di conseguenza, è necessario avere degli ottimi riflessi e imparare a conoscere le piste presenti.

Dal punto di vista del gameplay il gioco è abbastanza classico, la gestione della corsa si basa principalmente sull’approccio alle curve presenti e sull’utilizzo del turbo, ma non mancano alcune interessanti sorprese da scoprire: è infatti presente un sistema di potenziamenti per le nostre navicelle grazie al quale potremo migliorare il mezzo in nostro possesso e ottenere strumenti da usare in maniera attiva o passiva. I miglioramenti sono piuttosto vari: abbiamo semplici modifiche a parametri come l’accelerazione o la ricarica del turbo, ma sono presenti anche dei power up pensati principalmente per mettere in difficoltà i nostri avversari. Sfruttare i potenziamenti attivi in corsa richiede molta pratica dal momento che Redout è un gioco velocissimo e i secondi a disposizione per agire sono veramente pochi, ma con un po’ di pazienza e con un’adeguata conoscenza della navicella è possibile ottenere ottimi risultati.

Le piste offerte sono piuttosto interessanti e molto diverse tra loro, sono quasi sempre presenti grossi rettilinei in cui sfruttare tutta la potenza dei propulsori per toccare velocità folli, ma non mancano nemmeno circuiti con un numero maggiore di curve in cui il giocatore è costretto a dosare benissimo il turbo. Il team di sviluppo nella realizzazione delle piste ha scelto di puntare su salti spettacolari, giri della morte, strade che si attorcigliano con un vero e proprio disprezzo per la gravità e molto, molto altro ancora. Abbiamo apprezzato veramente tanto i tracciati offerti dal gioco, sono divertenti da affrontare e mai banali, con le curve segnalate in modo (quasi) sempre chiaro e segreti da scoprire.

Sulla strada (se così possiamo definirla) sono anche presenti, a seconda della modalità, alcuni bonus o malus da colpire o da evitare: detta così sembra semplice, ma provate a farlo in rettilineo con degli avversari alle costole calcolando il tempo di entrata nella curva successiva… vi assicuriamo che avrete pane per i vostri denti.


Parlando dell’intelligenza artificiale dei nostri antagonisti, invece, possiamo ritenerci soddisfatti solo parzialmente: gli avversari non fanno né errori clamorosi né gare perfette in serie, sia chiaro, ma abbiamo riscontrato una certa mancanza di equilibrio tra corridori assolutamente troppo molli e altri decisamente troppo attivi. L’AI proposta da Redout tirando le somme non è malvagia, ma crediamo ci sia ancora spazio per migliorare (è sempre una versione non definitiva…)

Varietà assicurata?

In un gioco di questo tipo il rischio ripetitività e veramente alto ma, fortunatamente, ci sono alcuni elementi che rendono Redout interessante anche dopo molte ore di gioco.

Partiamo dalle protagoniste assolute del titolo: le navicelle. Il team di sviluppo ha deciso di non proporre un gran numero di “veicoli” diversi tra loro, il giocatore ha a disposizione un numero piuttosto limitato di modelli base con alcune varianti da sbloccare nel tempo. Fortunatamente le navicelle disponibili sono tutte molto diverse tra loro (anche esteticamente) e il feeling in pista cambia notevolmente: non perdete troppo tempo a guardare le statistiche dei mezzi perché solo in gara si riescono a percepire le reali differenze tra una navicella e l’altra.

Inizialmente il giocatore ha accesso solo ai modelli base meno potenti ma poi si sbloccano modelli più avanzati e le cose cominciano a farsi più interessanti. La vittoria delle gare e il completamento dei contratti (speciali sfide proposte al giocatore nel corso della sua carriera) vi consentono di accumulare denaro da spendere in power up e navicelle: i prezzi non sono bassi e ci vuole parecchio tempo per acquistare i bolidi più potenti, ma abbiamo apprezzato molto la scelta, sempre più rara in questa industria, di non offrire tutto e subito al giocatore. Chi vuole le navicelle migliori con tutti i potenziamenti se le deve guadagnare e vi assicuriamo che la strada non sarà in discesa.

Oltre al sistema basato sulla valuta in-game Redout propone anche una crescita del giocatore strutturata su livelli: alcuni veicoli (e non solo) non sono accessibili senza aver accumulato un certo grado di esperienza e l’unico modo per salire di livello, naturalmente, è affrontare e vincere gare.


La scalata verso il successo

Parlando delle modalità presenti non ci si può lamentare: il gioco non propone niente di particolarmente originale da questo punto di vista, questo è vero, ma la carriera realizzata dagli sviluppatori riesce a catturare e divertire, con obiettivi sempre nuovi e miglioramenti da sbloccare. Oltre alla modalità appena citata sono presenti la classica gara rapida, in cui possiamo scendere in pista in pochi secondi e senza troppi pensieri, e la modalità online, in cui possiamo sfidare gli altri giocatori (fino a 12) in giro per il mondo.

Andando più nello specifico, le tipologie di gara proposte da Redout sono piuttosto interessanti: oltre alle classiche prove a tempo e gare a più giri abbiamo anche alcune aggiunte sfiziose, come competizioni con ostacoli speciali sulla mappa o partite basate sui punteggi. Il team di sviluppo non si è limitato al compitino e ha inserito diversi elementi che rendono questo titolo interessante e avvincente anche per una semplice serata con gli amici.

FPS che passione

Dal punto di vista tecnico il gioco non delude, lo abbiamo provato su un PC di fascia medio alta e non abbiamo mai riscontrato particolari problemi. Nelle fasi più concitate (praticamente tutta la corsa quindi) non ci sono vistosi cali di frame rate e gli effetti di luce sono stati gestiti bene. I modelli delle navicelle non sono proprio il massimo, ma sono estremamente dinamici e vederli cambiare in tempo reale durante la corsa è veramente una gioia per gli occhi.

Parlando delle ambientazioni non ci possiamo lamentare, le varie mappe sono state realizzate bene dal punto di vista tecnico e gli elementi sullo sfondo sono generalmente ben curati. Difficilmente vi metterete a guardare i palazzi mentre siete sparati a 800 Km/h ma è comunque bello sottolineare la cura riposta nei dettagli dal team di sviluppo. I tempi di caricamento sono nella norma, senza infamia e senza lode, mentre per quanto riguarda l’interfaccia utente ci sono ancora margini di miglioramento.


Parlando del comparto audio, infine, non siamo completamente convinti. Mettiamo le cose in chiaro: la qualità delle musiche presenti e degli effetti è eccellente e tecnicamente ineccepibile, ma in un gioco di questo tipo avremmo gradito qualcosa di diverso è un po’ più veloce (naturalmente è anche una questione di gusti personali in questo caso).

Conclusione

Redout sembra una piccola perla nell’immenso mondo dei videogiochi, il prodotto non è perfetto ma ci ha convinti e crediamo che sia molto divertente. Realizzare un titolo di questo genere senza scadere nel banale o in un mero copia incolla non è semplice, ma questo gioco sembra avere una sua identità nonostante sia un evidente omaggio al passato. E’ presto per dirlo, ma abbiamo grande fiducia nel progetto e a questo punto aspettiamo solo la versione definitiva.

Articolo a cura di Redazione Player.it

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