Sniper: Ghost Warrior – Recensione


sniper-ghost-warrior-coverINTRODUZIONE

Esattamente come l’astronauta è il mestiere più amato dai bambini e pilota di Formula Uno il più invidiato dagli amanti delle quattro ruote, impersonare un cecchino è quanto di più gratificante ci sia per un amante degli sparatutto. Ogni FPS che si rispetti ha in se qualche missione specifica in cui il giocatore deve o può impersonare un cecchino, ma sino ad oggi pochissimi sono stati i titoli a trasformare come compito primario quello del cecchinaggio.


Dopo il grosso passo falso del primo capitolo, i ragazzi di City Interactive hanno deciso di riprovarci pubblicando il secondo episodio della serie Sniper, denominato questa volta Sniper: Ghost Warrior. Dopo aver provato la demo promettente, vediamo insieme cosa effettivamente offre questo gioco.

CECCHINANDO PER LA LIBERTA’!!

In Sniper: Ghost Warrior impersoneremo due diversi personaggi con abilità e caratteristiche differenti in un totale di sedici missioni, che in soldoni sono da tradurre in una decina di ore di gioco – con un paio d’ore in più se si completano anche tutti gli obiettivi secondari che danno accesso a dei bonus definiti segreti. I due personaggi sono entrambi soldati inviati nella sudamericana isola Trueno per abbattere il regime dittatoriale che minaccia gli “States”. Se la trama non offre nulla di particolarmente nuovo nel campo degli FPS, la novità sta nella suddivisione delle missioni tra i due personaggi, il primo un cecchino che punta tutto sull’infiltrazione dove minori sono i nemici uccisi, minori i possibili danni e l’altro invece, un soldato di prima linea, armato di bombe, mitragliatori ed armi scassa timpani il cui solo intento è abbattere il nemico con la forza e non con l’astuzia – sia il primo che il secondo personaggio comunque sono capaci di cambiare tipologia di attacco all’occorrenza.

Come accennato saranno dunque due i personaggi di cui potremo indossare i panni. In primis c’è il soldato di prima linea che oltre ad essere presente in missioni specifiche, si attiverà in alcuni casi anche quando il lavoro del cecchino fallirà trasformando così la missione da infiltrazione ad azione pura. Per una scelta stilistica di City Interactive, risulterà molto importante per il soldato sfruttare le coperture dato che a differenza di tutti gli FPS di ultima generazione, in Sniper: Ghost Warrior la rigenerazione della salute è legata all’uso di medikit e non sarà dunque automatica. Una scelta del genere ha aumentato decisamente il livello tattico con cui bisogna affrontare il gioco, non solo infatti non possiamo permetterci di restare in campo aperto, ma dovremo anche individuare obbligatoriamente le migliori coperture, scegliere vie più lunghe ma più sicure e scegliere se raccogliere un medikit rischiando che il nemico faccia fuoco o proseguire con la barra della vita ai minimi storici.

      

La vera parte divertente del titolo però è ovviamente la fase in cui si impersona il cecchino, personaggio che rispetto al soldato di prima linea, ha subito una maggiore cura e ricchezza di dettagli. La prima cosa che si può notare è la ricchezza dell’HUD con moltissimi indicatori che vanno da una barra di stealth ad un cardiofrequenzimetro che ci indica il livello di stress del personaggio, livello di stress che si riflette nelle sue abilità di cecchino e sulla sua respirazione – più o meno affannosa – ma andiamo con ordine. Il più importante indicatore per il cecchino è ovviamente la barra di stealth posizionata in basso al centro dello schermo, con indicato anche all’estremo sinistro anche la posizione del giocatore (sdraiato, in ginocchio, in piedi). Questa barra se completamente bianca indica che il nemico è totalmente ignaro della nostra presenza e dunque posizione, ciò ci permette di muoverci con una maggiore velocità e tranquillità sul campo. Nel momento in cui invece un nemico trova prove della nostra presenza, come il corpo di un compagno o individua la nostra posizione per l’errato camouflage utilizzato – ad esempio verde foresta al centro di una spiaggia dorata – la barra andrà a riempiersi pian piano di colore rosso. Non appena la barra si sarà riempita di rosso, il nemico che ci ha individuato e tutti i compagni ci attaccheranno direttamente e senza sosta finché non saremo esanimi noi o loro – ovviamente la barra può anche essere svuotata raggiungendo una zona adatta al camo usato e scomparendo dalla vista del nemico. Il secondo indicatore più importante invece è il cardiofrequenzimetro che si attiverà quando guarderemo nel mirino del nostro fucile di precisione. Questo indicatore è come una sorta di livello di precisione, maggiore sarà il nostro battito, maggiori saranno le possibilità di fallire il colpo, è dunque importante fermarsi sempre prima di far fuoco, lasciare che il battito scenda sugli ottanta e solo in questo momento dare un’occhiata a tutti gli altri indicatori che influenzano il tiro come velocità e direzione del vento, oltre a movimento e posizione del nostro bersaglio. Per annullare in parte questi valori ci sarà la modalità Focus, un bullet time che ci permette di rallentare il tempo per qualche secondo, prendere la mira e far fuoco così da non dover prendere in considerazione il movimento del nemico e tutti gli altri valori – altamente spettacolare poi la telecamera che si fisserà sul proiettile dalla sua partenza all’arrivo nel caso in cui il colpo sparato nella modalità Focus andrà a segno.
Tutte le fasi di gioco in cui è coinvolto il cecchino comunque si possono sintetizzare in una singola parola: tempismo. E’ tutto qui, bisogna infatti calcolare i giusti tempi per passare tra due nemici senza esser visti, i giusti tempi per far fuoco con la certezza che il colpo vada a segno, i giusti tempi e la giusta sequenza di eliminazione dei nemici sparando prima a quelli più vicini a noi e pian piano a quelli più lontani così da evitare che un nemico più avanti rispetto all’altro morendo allerti tutto il resto del gruppo. Si tratta dunque di fasi di gioco in cui, a differenza dei normali FPS, l’importante è la calma e non la foga del combattimento e dello scontro in campo aperto.

      

A tutto il comparto single player si aggiunge poi una interessante, anche se un po’ povera, modalità multiplayer sia online che attraverso LAN con i giocatori che potranno scontarsi su mappe create dagli sviluppatori o create dal giocatore selezionando zone specifiche delle ambientazioni in cui giocheremo la storia. Le modalità di scontro sono le più classiche, si va dal Deathmatch puro tutti contro tutti al Deathmatch a squadre senza ovviamente lasciare da parte modalità come VIP, dove un giocatore a caso viene segnalato come preda con una parte di giocatori occupati a scortarlo sino al punto di fuga e l’altra squadra invece intenzionata a fargli la pelle.


IL RAGAZZO SI APPLICA, MA POTREBBE FARE DI MEGLIO

A livello tecnico Sniper: Ghost Warrior è un promettente nuovo passo per la creazione di un nuovo FPS che riesca a trovare uno spazio tra i maggiori capisaldi del genere. Come già accennato non siamo ancora ad un titolo definibile di alta fascia, alcune scelte tecniche seppur motivate danno un po’ il senso di vecchio mentre il motore fisico non sempre sembra rispettare i dettami della fisica con comportamenti dell’IA e delle armi del giocatore che lasciano un po’ l’amaro in bocca. Si tratta però di piccoli difetti che nel complesso non danno fastidio o problemi.
Graficamente il titolo sfrutta lo stesso motore grafico del più noto ultimo capitolo della serie Call of Juarez, CoJ: Bound in Blood, un motore grafico non ai livelli dei titoli di alta fascia, ma che riesce comunque nel suo piccolo a mostrare ambientazioni e personaggi con buona qualità e profondità di dettagli.

      

Il comparto audio è buono con una discreta caratterizzazione dei personaggi che, per sfortuna dei non anglofoni, discutono esclusivamente in inglese offrendo dunque per la comprensione ai soli sottotitoli in lingua italiana. Effetti sonori e musiche si attestano poi sulla sufficienza, il tutto praticamente senza infamia e senza gloria.

CONCLUSIONE

L’ultima fatica di City Interactive non è assolutamente malvagia, sicuramente un passo avanti nella giusta direzione rispetto a quanto realizzato in passato sempre sotto il brand di Sniper. Il nuovo capitolo, Sniper: Ghost Warrior, fonde in un buon equilibrio le fasi dedicate totalmente al mondo dei cecchini con alcune più classiche da FPS di soldato in prima linea dando come risultato un titolo equilibrato e divertente da giocare.

In conclusione Sniper: Ghost Warrior è un buon gioco e grazie alla scelta di puntare sul prezzo budget, diventa un appetibile acquisto per chiunque sia un divoratore di FPS ed amante del mondo fatto di precisione, calma e cura del cecchini


Sniper: Ghost Warrior è disponibile per sistemi Xbox 360 e Personal Computer.

VOTO: 7 su 10

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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