Cuphead: the Delicious Last Course| Nuova tazzina, nuovi problemi | Recensione (PC)

Sembra ieri, e invece sono già passati quasi cinque anni dal rilascio di Cuphead nel 2017. Dopo le estenuanti battaglie contro Re Dado ed il Satanasso, che mi rubarono decine di ore di vita e una buona dose di sanità mentale, mai avrei pensato che avrei rimesso le mani sul titolo di Studio MDHR e invece eccomi qui nel 2022 con questo nuovissimo e freschissimo Delicious Last Course.

Una nuova… Tazza scende in campo

Delicious Last Course si concentra sul personaggio di Chalice, la tazzina fantasma che è stata incontrata nei vari mausolei presenti in ogni isola.
Chalice entrata in possesso di un biscottino magico ottiene la capacità di recuperare il proprio corpo fisico, a discapito di colui che ha addentato il biscotto, che si ritroverà in forma di fantasma al suo posto.

Questa meccanica si traduce in gioco con un nuovo amuleto, il biscotto appunto, che equipaggiato su Cuphead o Mugman li trasformerà in fantasmi dopo averlo addentato all’inizio di ogni battaglia contro i boss, facendo scendere in campo Chalice.
La perdita di uno dei potenziamenti equipaggiabili mediante gli amuleti è ben ricompensata se si sceglie di giocare come Chalice. La donzella è infatti dotata di una serie di abilità peculiari che la contraddistinguono nettamente da Cuphead e Mugman che erano invece identici tra di loro in abilità e capacità.

Le sue abilità sono in parte riconducibili ad alcuni amuleti presenti nella versione base del gioco, come un punto salute in più ed il dash che effettua una parata automatica, mentre altre sono esclusive, è infatti dotata di un doppio salto, che è bilanciato dalla scarsa elevazione che si ottiene compiendone uno solo, ed una capriola a terra che la rende invincibile.
Quest’ultima abilità in particolare non mi è quasi mai stata utile se non contro un boss “segreto”.
A differenza della bomba fumogena di cui dispongono i due protagonisti infatti compiere la capriola da terra ci porta il più delle volte in posizioni scomode ed è quasi controproducente usarla sulle piattaforme più piccole, pena la caduta dalle stesse o addirittura fuori dall’arena.
Un’abilità sicuramente forte ma molto situazionale.

Anche la modalità aeroplanino di Chalice differisce da quelle di Cuphead e Mugman, presentando uno sparo “triforcuto” e delle bombe differenti.

Tirando le somme sul nuovo personaggio di Chalice la sensazione che si ha giocando con lei è un po’ quella di una easy mode. Il doppio salto, in combinazione con il dash ci permette sempre di riposizionarci e di evitare tutti i colpi in quelle situazioni di “bullet hell” senza troppa fatica.

Molti dei nuovi boss hanno poi pattern che sembrano studiati appositamente per essere affrontati con Chalice, specialmente quando si tratta di effettuare i parry, che risultano molto più semplici con il suo scatto piuttosto che con la tradizionale capriola in aria.

Ho affrontato alcuni dei boss sia con Chalice che con Mugman (sì perché blu > rosso), e la sensazione di semplificazione che ho provato controllando Chalice è stata innegabile.

Un dolce midquel

Per quanto sia stato rilasciato anni dopo la prima uscita del gioco, il DLC non si pone cronologicamente dopo il termine della campagna principale e può essere affrontato già dopo una breve esplorazione della prima isola del gioco.

Mi sento di poter affermare che la difficoltà in questa espansione sia stata decisamente attenuata rispetto a quella che ci si trovava ad affrontare nella terza isola e contro gli ultimi due boss, ponendo questa nuova isola in una posizione intermedia tra la seconda e la terza in termini di difficoltà.

Non toccavo Cuphead ormai da almeno 4 anni e fatta eccezione per il primo boss che ho affrontato, con il quale ho dovuto riprendere un po’ la mano, mi ci sono sempre voluti meno di una decina di tentativi per imparare e battere ognuno dei boss, (compreso il boss finale dell’espansione) ed un paio di altri tentativi per ottenere la valutazione di grado A in ogni scontro.

Il tutto, sommato alla possibilità di usare Chalice, con il suo punto ferita in più, rende l’espansione veramente un viaggio rilassante (almeno a difficoltà normale), che affrontata durante un playthrough “pulito” permette di spezzare la tensione con un po’ di battaglie meno toste e caotiche, che permettono inoltre di mettere mano a nuovi potenziamenti utili per la campagna principale, sempre acquistabili all’emporio di Porkrind dopo aver raccolto le monete nascoste per l’isola.

La nuova isola si compone di sei nuovi boss e sei mini boss, oltre ad uno segreto affrontabile dopo aver risolto un breve enigma e che permetterà di mettere mano ad una “modalità hardcore” veramente folle.

Lo stile resta sempre impeccabile con le animazioni stile cartoon anni ’30 realizzate a mano che abbiamo già visto nel gioco base qualche anno fa e la strepitosa colonna sonora orchestrale che riempie l’atmosfera delle frenetiche battaglie.

Una nota un po’ amara è la mancanza dei classici livelli run’n gun presenti in ciascuna delle isole del gioco base, che andavano un po’ a smorzare la monotonia delle battaglie contro i vari boss.
Al suo posto è stata introdotta una nuova modalità in cui andranno affrontati dei mini-boss basati sulle pedine degli scacchi.

La peculiarità di queste battaglie è che non è possibile utilizzare alcuna arma né amuleto, le uniche mosse a nostra disposizione saranno il salto e la parata. Per sconfiggere ciascuno dei pezzi sarà necessario mettere a segno un sufficiente numero di parate, letteralmente prendendo a schiaffi il boss, deflettendo alcuni dei suoi proiettili o attivando dei cannoni.

Sicuramente un modo fantasioso per sfruttare una meccanica secondaria che non è quasi mai necessaria per sconfiggere alcun boss.

La modalità maledetta-mente difficile

Ho parlato prima di una modalità hardcore, ebbene al negozio di Porkrind è possibile acquistare una reliquia apparentemente inutile, che sbloccata in un certo modo si trasformerà in un amuleto maledetto equipaggiabile.

L’effetto dell’amuleto sarà quello di farci iniziare ogni boss con soltanto 1 punto vita ed ignorerà completamente i due tipi di armi equipaggiate.
Il tipo di colpo che verrà lanciato sarà randomizzato ogni volta che molliamo e premiamo nuovamente il tasto, ottenendo un risultato veramente caotico che metterà alla prova la capacità di adattamento del giocatore, e anche la sua fortuna.

Sconfitti un determinato numero di boss questa reliquia si trasformerà, perdendo il suo effetto maligno di riduzione del giocatore ad 1 punto ferita, ma mantenendo la casualità del colpo sparato, oltre ad ottenere numerosi bonus.

Ci sarà veramente da sudare per poter ottenere questi preziosi miglioramenti, ma è sicuramente un incentivo a rigiocare anche i boss già sconfitti in precedenza per mettersi alla prova.

Cuphead ritorna in pompa magna dopo tanti anni di assenza ed altrettanti di hype per questo nuovo Delicious Last Course, un’espansione… deliziosa che ha saputo saziare il nostro appetito da videogiocatori. Mantenendo la qualità impeccabile e il peculiare stile cartoon anni ’30 del titolo originale questo DLC introduce Chalice il nuovo personaggio giocabile, e con lei un modo tutto nuovo di vivere le battaglie.

Seppur non molto lungo in termini di tempo la qualità eccellente compensa questa piccola mancanza portandoci con le varie battaglie in ambientazioni sempre ottimamente caratterizzate ed ispirate, a dimostrazione della continua passione e della dedizione che Studio MDHR mette nella sua opera.

Infine i giocatori più hardcore che avranno percepito come fin troppo facile questa espansione potranno sbizzarrirsi con l’amuleto maledetto che porterà le capacità di qualsiasi giocatore al limite assoluto.

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