F1 2013 – Recensione


La Formula 1 di Codemasters compie quest’anno il salto di qualità definitivo per la generazione corrente di console. Presa in mano la licenza nel 2010 con il lancio del primo episodio della serie, con il passare degli anni si è registrato un costante miglioramento qualitativo che ha portato fino all’ottimo F1 2012, e che oggi partorisce F1 2013, in grado di conquistare senza troppi problemi la palma come miglior gioco di Formula 1 degli ultimi anni e di inserirsi con merito tra i grandi del genere.

Quelle gomme colabrodo…
Codemasters ha aspettato il lancio di GRID 2 prima di parlare finalmente del nuovo Formula 1, ma nel frattempo ha lavorato tanto, ascoltando soprattutto i tanti feedback in arrivo dagli appassionati, sempre piuttosto precisi nell’indicare le lacune dei precedenti episodi. Il team britannico ha fatto tesoro di questi suggerimenti e, mescolandoli con l’ottima struttura di gioco di base di F1 2012 e con le migliorie in ogni caso già previste per il nuovo episodio, è riuscito a convincerci sin dal primo momento in cui ci siamo seduti all’interno di una monoposto virtuale di F1 2013.

A sorprendere è l’enorme duttilità della struttura di gioco, in grado di trasformarsi da semplice arcade semplicemente attivando tutti gli aiuti e disabilitando le regole ferree del circus mondiale, a simulatore nudo e crudo, forse non ai livelli di Forza Motorsport e Gran Turismo, ma certamente in grado di soddisfare gli appassionati in cerca del realismo. Ovviamente ci siamo concentrati su quest’ultimo aspetto e, sfruttando la caratteristica tanto attesa che permette adesso di salvare in qualsiasi momento durante la sessione per riprendere in un secondo momento, abbiamo valutato l’efficienza della struttura di gioco effettuando una serie di gare al 100% di durata.
Aldilà del feeling di guida che migliora quanto fatto con F1 2012 restituendo nelle mani del giocatore, via pad, vetture più pesanti sollecitate realisticamente da ogni minimo movimento del volante, Codemasters ha comprensibilmente lavorato tantissimo sul fattore gomme, uno degli aspetti più delicati e criticati della stagione 2013 di Formula 1. E, in nome del realismo, il giocatore deve ovviamente fare i conti con questo problema e accettare il fatto che il consumo dei pneumatici Pirelli è eccessivo, talvolta in maniera grave, esattamente come nella Formula 1 reale.

In media, per tutte le gare che abbiamo disputato a bordo di una Toro Rosso, ci siamo trovati a organizzare tre soste per evento. Non sono mancate situazioni in cui siamo tornati ai box addirittura quattro o cinque volte, o in altri casi solamente due: questo a testimoniare di quanto il consumo non sia un fattore prestabilito pre-gara, ma vari continuamente durante la corsa tenendo conto di diverse variabili. Uno stile di guida particolarmente aggressivo o prudente, il peso dell’auto dato dal carico di benzina (maggiore ovviamente a inizio gara), la temperatura dell’asfalto, eventuali contatti con gli avversari, assetti bilanciati e quant’altro ancora compongono un quadro estremamente realistico di quella che è l’esperienza di gioco di F1 2013. Potremmo effettivamente fare decine di esempi per rendervi conto di quanto il consumo delle gomme sia da considerare come la variabile impazzita e decisiva di ogni gara, esattamente come accade nella Formula Uno moderna.

Un grado di realismo elevato che è confermato per fortuna anche da altre caratteristiche del gameplay. Le condizioni atmosferiche ad esempio sono state migliorate e rese più consone ai periodi dell’anno in cui si disputa un Gran Premio nei determinati circuiti. In Malesia è praticamente scontato aspettarsi l’acquazzone in qualsiasi momento, mentre in Ungheria bisogna fare i conti con torride temperature estive che portano a loro volta a livelli di consumo maggiori, ricollegandoci ancora una volta al discorso gomme. Migliorata anche l’intelligenza artificiale, con piloti avversari aggressivi e con un bilanciamento tra i vari livelli finalmente efficiente grazie a una nuova difficoltà intermedia. Ancora, pollice su per il sistema delle penalità, che non punisce più ingiustamente il giocatore per contatti su cui non ha alcuna responsabilità, anche se manca ancora la regola che penalizza i piloti che tentano di evitare un sorpasso con traiettorie a “zig-zag”.

Vero difetto della produzione è da ricercare invece nel sistema dei danni. È un peccato notare come un gioco così curato in tanti aspetti, si perda in un dettaglio che conta parecchio in un gioco di corse, specialmente se si tratta della Formula Uno. I miglioramenti da F1 2012 sono talmente leggeri che è come fossero assenti: gli alettoni posteriori di ogni vettura sono praticamente indistruttibili e solo con impatti veramente violenti si ha un danno importante su tutta la macchina. I contatti poi profumano ancora troppo di arcade e il brivido naturale che nasce da un eventuale “tocco” ruota a ruota svanisce non appena si nota come le due monoposto coinvolte restino ancorate sul terreno. È necessario fare molto di più, specialmente quando si perdono gare a causa di contatti che, realisticamente, sarebbero finiti in altra maniera. Va meglio per quanto riguarda i danni meccanici, che possono essere causati anche da errori del giocatore.

Grossa novità di questa produzione è la modalità F1 Classic, che permette agli appassionati di mettersi alla guida di monoposto che hanno fatto la storia del settore, con piloti entrati nella leggenda (prima che ve lo domandiate, purtroppo manca Senna per una questione di licenze). Sono presenti alcuni piloti e vetture degli anni ’80, insieme ai circuiti di Jerez e Brands Hatch. Per ottenere invece altri protagonisti, monoposto e tracciati tratti dagli anni ’90 è necessario prenotare la F1 2013: Classic Edition o acquistarli separatamente come DLC in un prossimo futuro. Una scelta che siamo sicuri comporterà qualche polemica.
In ogni caso, la modalità si rivela volutamente nostalgica e volta a far assaporare la Formula Uno di una volta: quella senza KERS, DRS ed elettronica invasiva. Sicuramente si poteva fare di più dal punto di vista dei contenuti, magari con qualche pista aggiuntiva, ma per quel che riguarda il gameplay e quindi il feeling di guida restituito da queste vetture storiche c’è poco da lamentarsi: la differenza con le monoposto moderne è tangibile fin dalla prima curva, specialmente in fase di controllo e accelerazione. Tocco di classe la tinta giallastra dell’interfaccia utente, studiata per riprendere la grafica TV dell’epoca.

Il resto delle modalità di gioco comprende il ritorno della Carriera anticipata dai “Test per Giovani Piloti“, una sorta di tutorial in cui apprendere gli aspetti basilari del gioco e nel frattempo stabilire dei risultati con cui ottenere il primo contratto in Formula Uno. Migliori saranno i risultati, più importante sarà la scuderia disposta a offrire un contratto. Presente anche la modalità Scenario, dove completare obiettivi specifici per gara a seconda delle situazioni proposte, e le varie prove a tempo, insieme alla possibilità di disputare un mini campionato di dieci gare per conquistare la monoposto più ambita partendo da uno dei team inferiori.
Per chiudere, il comparto tecnico si mantiene in linea con i predecessori, con qualche miglioramento per quel che riguarda l’illuminazione, con raggi solari che finalmente si riflettono in maniera realistica sulle monoposto. Il frame rate su console è per fortuna fluido in fase di gara e si lascia andare a qualche incertezza solo nei replay, mentre non manca un po’ di aliasing che sporca l’immagine, anche se non in maniera grave o fastidiosa. Ad alti livelli il comparto sonoro, semplicemente perfetto per le vetture e con buone musiche di accompagnamento nei menù.

Commento finale
F1 2013 non rivoluziona la serie, ma presenta quei miglioramenti mirati e tanto richiesti dagli appassionati che lo decretano di fatto come il migliore dell’epoca Codemasters e tra i migliori di sempre nella storia dei giochi dedicati allo sport automobilistico più famoso al mondo.
Con la nuova generazione di console sarà lecito attendersi molto di più, soprattutto per quel che riguarda danni e contatti, ma il gioco ha finalmente raggiunto quel grado di realismo che si attendeva da F1 2010, per un pacchetto completo sotto ogni punto di vista. La modalità F1 Classic è quella chicca in più, non perfetta, che farà la gioia dei veri appassionati di Formula 1.

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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