Mario e Luigi: Dream Team Bros. – Recensione


L’annuncio di Mario & Luigi: Dream Team Bros., quarto capitolo della saga di giochi di ruolo con protagonisti i due fratelli più famosi del settore, è arrivato come un fulmine a ciel sereno nel corso di uno dei recenti Nintendo Direct. E, come un fulmine a ciel sereno (ed è proprio il caso di dirlo vista l’estate “pazza” in cui ci troviamo) arriva la release sul mercato e quasi nel silenzio generale il Nintendo 3DS mette di fila una serie di colpi ed esclusive niente male che stanno velocemente risollevando le sorti della macchina dopo un inizio particolarmente difficile. La nostra copia review è arrivata con due settimane di anticipo e possiamo già dirvi che se amate la serie o siete comunque in cerca di un titolo leggero da affrontare nei caldi pomeriggi estivi avete trovato il prodotto che fa per voi.
Nel mondo dei sogni di Luigi
Il nuovo Mario & Luigi non smentisce i suoi predecessori ma questa volta punta parecchio sulla figura del fratello minore, a testimonianza di come il 2013 debba essere davvero l’anno di Luigi. L’incipit della storia è sempre lo stesso: il fiabesco e splendido Regno dei Funghi si sa, è un luogo tanto splendido quanto poco tranquillo, ma questa volta le minacce del male si spostano sull’Isola Guanciale, verso cui i nostri protagonisti si recano per una visita di cortesia. Neanche il tempo di arrivare che la Principessa Peach viene subito rapita e toccherà come sempre a Mario e Luigi riuscire a sbrogliare la matassa per svelare il mistero che si cela dietro il ritorno del male e soprattutto salvare la sempre sfortunata Principessa.
Come si diceva in apertura, con questo episodio Nintendo ha voluto rivestire Luigi di un ruolo di primaria importanza e sarà infatti grazie ai suoi sogni che il fratello Mario potrà recarsi nel mondo onirico per sconfiggere il male e salvare l’Isola Guanciale dall’oscurità eterna. Non vogliamo raccontarvi troppo della storia e del perché Mario debba recarsi all’interno dei sogni di Luigi per risolvere gli enigmi dell’avventura e salvare gli abitanti dell’isola imprigionati da Inkubak, vero antagonista principale dell’avventura, ma quel che conta sapere è che il sistema funziona e tanto basta per dare quel pizzico di freschezza a una saga che giunta al quarto capitolo comincia a dover essere in grado di offrire qualcosa di più rispetto al solito.
Il mondo di gioco si divide essenzialmente in due sezioni. Quella del mondo reale, in cui Mario e Luigi si muovono regolarmente insieme intrattenendo rapporti con gli abitanti del luogo, facendo acquisti, risolvendo enigmi ambientali dal sapore platform (è pur sempre Super Mario!) e soprattutto combattendo i nemici. C’è però una importante modifica che riguarda appunto la presenza di un mondo onirico. In diversi momenti dell’avventura, Luigi si addormenterà per dare la possibilità al fratello di recarsi nei suoi sogni e risolvere così le varie situazioni che si troveranno ad affrontare. Dal punto di vista dell’esplorazione cambia poco e nulla, perché Mario incontrerà una speciale versione onirica di Luigi che lo accompagnerà anche nel mondo dei sogni. L’unica, ma grossa differenza è il ruolo preso dal fratello minore che nel mondo onirico diventerà spesso letteralmente parte del mondo di gioco per dare una mano a Mario nel superare ostacoli altrimenti insormontabili. Il volto di Luigi viene sistemato nello schermo inferiore e tramite il touchscreen sarà possibile interagire per dare vantaggi al fratello maggiore. Ad esempio, tirando i baffi si potrà allungare una sorta di liana nei confronti di Mario per aiutarlo a superare voragini troppo ampie o per risalire verticalmente i livelli. Grattando il naso invece si costringerà Luigi a starnutire, effetto che nel mondo onirico diventa una vera e propria tempesta di vento in grado di avvicinare utili oggetti in lontananza e per spostare elementi del mondo di gioco per la risoluzione di enigmi ambientali. Insomma, quella di Mario e Luigi è una coppia speciale che opera in perfetta sinergia e medesimo discorso vale chiaramente per i combattimenti.
Gli scontri in Dream Team Bros. riprendono lo stile dei vecchi episodi, con un sistema a turni tipico dei giochi di ruolo giapponesi. Anche in questo caso sono previste differenze tra il mondo reale e quello onirico. Nel primo caso, entrambi i protagonisti sono presenti sul campo di battaglia e si muovono a turni per colpire i nemici. Nel mondo onirico invece si vede fisicamente soltanto Mario, ma la cui forza è arricchita dalla presenza onirica di Luigi che incrementa i punti vita del fratello e soprattutto potenzia particolarmente le mosse di attacco. È una differenza che costringe il giocatore a mutare tattiche di combattimento, visto che in caso di sconfitta di Mario nel mondo onirico si avrà subito la schermata del “Game Over”, mentre nel mondo reale un fratello può comunque riportare in piedi l’altro tramite l’utilizzo dei classici oggetti speciali acquistabili in negozio o reperibili in battaglia. 
I combattimenti sono leggeri e particolarmente divertenti, anche se la difficoltà salirà soltanto dalla seconda metà del gioco in poi, senza essere mai veramente irresistibile. Interessante ad esempio è la possibilità di raddoppiare la potenza d’attacco premendo semplicemente il pulsante giusto nel momento in cui uno dei protagonisti sta per colpire l’avversario. Da notare peraltro la presenza di speciali spille che, combinate tra loro, potranno restituire effetti diversi con cui ottenere vantaggi, molto utili specialmente quando si tratterà di affrontare i canonici boss. Infine, c’è quella speciale sinergia tra Mario e Luigi di cui si parlava per l’esplorazione degli ambienti ma che vale ovviamente anche per i combattimenti, grazie a speciali attacchi combinati che diventano praticamente “folli” nel mondo onirico. Uno dei più famosi in queste settimane che hanno preceduto il lancio riguarda la possibilità di sfruttare tanti cloni di Luigi a mo’ di sfera in stile Katamari, e, con la forma definitiva colpire il nemico. 
Mario & Luigi: Dream Team Bros. è un titolo che riesce a catturare immediatamente e che diviene poi difficile mettere via, anche perché è stato progettato perfettamente per offrire un’esperienza di gioco gradevole e mai frustrante su una console portatile. Lo dimostrano i numerosi punti di salvataggio disseminati sulla mappa e, in caso di sconfitta in battaglia, la possibilità di ripartire proprio dall’inizio dello scontro. Inoltre, per i giocatori meno esperti, viene data la chance di attivare una modalità facile che potenzia attacco e difesa dei protagonisti rendendoli praticamente invincibili.
E qui nasce probabilmente il difetto peggiore di questo Dream Team Bros. Nintendo ha pensato il gioco non soltanto per accontentare i vecchi fan, ma soprattutto per avvicinarne di nuovi, ed è una sensazione che si respira fino al termine dell’avventura. Tolta la semplicità di fondo che come detto viene gradualmente meno con il prosieguo della storia, forse Nintendo avrebbe dovuto dare la possibilità ai giocatori più esperti di disattivare i troppi e spesso addirittura stancanti tutorial che vengono proposti non appena viene scoperto qualcosa di nuovo. L’aspetto paradossale della vicenda è che sebbene si rifiuti una spiegazione da uno dei personaggi incontrati nell’avventura, questi insisterà chiedendo una seconda volta e, in caso di ennesimo rifiuto, farà comunque una veloce sintesi pur di spiegare quel che aveva dire. Alcuni potrebbero interpretarlo come una sorta di parodia dei videogiochi moderni ormai zeppi di tutorial e spiegazioni anche fin troppo scontate, ma se la cosa si ripete praticamente per ogni novità che si incontra nel corso dell’avventura si capisce che è una impostazione user-friendly voluta proprio dallo sviluppatore.
Logorroici sono spesso anche i semplici dialoghi della storia. Ora, non ci aspettiamo una trama dalla profondità di un Planescape: Torment e certe conversazioni sono talmente lunghe quanto banali che il giocatore viene spinto a premere il pulsante di “skip” velocemente per di tornare in azione. Forse si sarebbe potuto alleggerire un po’ la sceneggiatura lasciando spazio, come giusto che sia, al gameplay. E sebbene qualche piccolo colpo di scena sia presente, di certo non vi ricorderete di questo Mario & Luigi per una storia indimenticabile.
Infine, una analisi sul comparto tecnico che vede finalmente un utilizzo intelligente e soprattutto compatibile con i fini di gioco del 3D. La visione auto-stereoscopica in Mario & Luigi Dream Team Bros. non è soltanto un orpello tecnologico bello da vedere, ma un supporto utile sia per la risoluzione di alcuni enigmi ambientali, sia per calcolare l’effettivo posizionamento dei nemici anche in battaglia. Addirittura, alcuni attacchi speciali combinati tra Mario e Luigi trarranno notevole vantaggio dall’utilizzo del 3D, spingendo finalmente il giocatore a utilizzarlo non soltanto per farsi belli con gli amici, ma soprattutto per avere vantaggi tangibili in-game. In generale poi la grafica ha il solito stile visivo unico dei titoli Nintendo abbellita da una serie di effetti speciali ben fatti impreziositi, anche qui, dal 3D. La colonna sonora presenta generalmente musiche gradevoli e orecchiabili, con interessanti picchi per certi dungeon e soprattutto per le boss fight, cui tema vi rimarrà in testa per diverso tempo.

Commento finale
Mario & Luigi Dream Team Bros. non è probabilmente quella rivoluzione per la serie che tutti si aspettavano con il primo episodio per Nintendo 3DS, ma siamo di fronte a un videogioco divertente, ricco e leggero con cui affrontare con serenità la stagione estiva. Un titolo che riesce a catturare dall’inizio alla fine, propone uno stile azzeccato e un paio di idee niente male che donano freschezza all’intera struttura di gioco sfruttando sapientemente le peculiarità della console portatile. Consigliato senza riserve agli amanti della serie e a chi è in cerca di un bel videogioco da portare in vacanza

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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