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Gotham City: Impostors – Recensione


gotham-city-impostors-coverE’ indubbio che l’uomo pipistrello sta vivendo una nuova rinascita in questi ultimi anni, grazie soprattutto ai due titoli della serie Arkham sviluppati dai ragazzi di Rocksteady. Se poi qualcosa va di moda, ecco che ci si tuffano tutti a pesce sulla nuova preda e l’ultimo ad aver preso e reinventato il mondo di Batman è Monolith attraverso Gotham City: Impostors. Il basso prezzo vale già l’acquisto, ma il titolo vale il tempo necessario per giocarci? Scopritelo in questa nostra recensione.

SONO BATZMAN…

Gotham City: Impostors ci porta in una Gotham dove Joker, Batman e tutto il mondo che circonda questi due personaggi è scomparso. La città è nel caos e tutti se la sono filata, tutti tranne due vere e proprie bande di strada, i Batz e i Jokerz, due gruppi che come il nome stesso dice, patteggiano per Batman e per Joker. Non è presente nel titolo una modalità giocatore singolo né una storia, anche se a dire il vero in solitaria dovremo affrontare un ampio tutorial che ci spiegherà in una piccola arena l’uso e le funzioni dei gadget a nostra disposizione e delle sfide da giocare contro dei bot e che richiedono azioni specifiche per essere completate e portare a casa delle medaglie – la cui funzione resta fine a se tuttavia, non otterremo infatti bonus esperienza o altro da queste medaglie.

Partiamo dall’aspetto più profondo e allo stesso tempo intrigante del gioco, ossia l’editor dei personaggi. Come accennato in precedenza, non indosseremo i panni di Batman o Joker, ma quelli di un membro di una banda che vive la causa dell’una o dell’altra sponda tra bene e male. Scelta la nostra mentalità, si aprirà di fronte a noi un profondissimo editor grazie al quale potremo creare qualunque tipo di personaggio. Possente, atletico, ciccione, uomo, donna, bianco o nero e tanto, tanto altro. Non solo potremo controllare quasi ogni aspetto del fisico del nostro alter ego, ma potremo soprattutto gestire il suo abbigliamento attraverso oggetti e abiti di ogni tipo. Potremo utilizzare maschere che sono in realtà ricavate da scatole, mantelli di plastica o cartone dalle forme e dai colori più disparati e maggiore sarà il nostro livello di esperienza online, maggiori gli oggetti che potremo indossare o utilizzare per personalizzare il nostro alter ego. Stessa cosa vale poi anche per la nostra carta giocatore, un piccolo riquadro all’interno del quale sono presenti i nostri dati statistici – uccisioni, morti, livello, etc – anch’essa altamente personalizzabile grazie all’esperienza online. Warner poi, per i giocatori con poca voglia di fare esperienza e tanta di personalizzare subito il proprio personaggio, offre anche l’opportunità attraverso micro transizioni di acquistare prima le personalizzazioni bloccate.

Detto dell’editor, passiamo al gameplay vero e proprio, frenetico e immediato come il migliore Call of Duty in circolazione. Come accennato il modello di gioco è votato quasi esclusivamente al mondo online. Avremo a disposizione cinque differenti mappe con diverse varianti in cui potremo avviare o partecipare a tre diverse tipologie di combattimento. La prima tipologia è il classico deathmatch dove ognuno gioca per se e per il proprio valore. A questa si aggiungono poi Battaglia psicologica e Suffumigazione, la prima è una modalità basata sul classico gameplay da Re della collina in cui bisogna conquistare e mantenere il controllo di un’area, la seconda invece una variate del classico Cattura la bandiera in cui dovremo raccogliere e portare a casa le bandiere per ottenere punti. Oltre agli obiettivi principali delle modalità e all’obiettivo fondamentale di fare più uccisioni che morti, il gioco ci offre anche di affrontare delle missioni speciali denominate Imprese. Si tratta di obiettivi aggiuntivi da ottenere all’interno delle partite così da chiudere il match con un bonus aggiuntivo di esperienza. Varie e divertenti anche le armi e i gadget, le prime inizialmente non presentano particolari innovazioni, ma sempre attraverso l’esperienza ne sbloccheremo di nuove e sempre più potenti. Pazzi e divertenti i gadget ottenibili attraverso perks specifiche, si va da rampini a trampolini, per passare a mantelli e pattini, tutti oggetti che di volta in volta ci forniranno un aiuto in più per battere i nemici o fuggire al loro attacco – rampini e trampolini ovviamente ci permettono di muoverci verticalmente sulle mappe, mentre ad esempio i mantelli ci consentono di eseguire uccisioni dall’altro e i pattini di velocizzare la nostra corsa.

Una volta in campo però cominciano a nascere i problemi, quando si affrontano infatti giocatori italiani e europei, il netcode realizzato dai ragazzi di Monolith è in grado di mantenere il lag al minimo consentendoci così uno scontro ad armi pari. Stessa cosa non avviene quando invece si trovano giocatori americani. In questi momenti il lag diventa pesante e il gioco ne risente parecchio e sfortunatamente non esiste all’interno della lobby un’opzione che consenta di partecipare a partite localizzate geograficamente – e speriamo che tale opzione venga aggiunta il mese prossimo nell’aggiornamento che inserirà anche la possibilità di rimuovere il volume ad altri giocatori nella lobby.

In conclusione dunque, lag permettendo, il gioco risulta sempre divertente e vario e maggiore sarà la nostra esperienza, maggiori le nostre abilità e possibilità di muoverci sulle mappe in piena libertà. Purtroppo, come accennato, le mappe sono solo cinque, con una sesta gratuita che si aggiungerà a fine mese. Troppo poco e con troppe poche varianti per permetterci di giocare tanto senza sentire dopo poco un senso di ripetitività. Siamo sicuri che con il tempo nuove modalità e nuove mappe saranno aggiunte, ma forse era meglio partire con qualche mappa e modalità di gioco in più se si voleva ottenere da subito il massimo.

NON E’ BELLO CIO’ CHE E’ BELLO…

Dal punto di vista tecnico il gioco non offre il meglio, è graficamente interessante, ma in genere spoglio e povero di tutti quei dettagli che lo avrebbero reso irresistibile.

A smorzare molto questi difetti c’è una palette di colori sgargianti, una buona gestione delle luci e un motore in grado comunque di mantenere il frame rate stabile a 30fps, per azione ci possa essere sul campo. Discreto e nulla più il comparto audio che offre al giocatore una colonna sonora mai fastidiosa ne memorabile e buoni effetti sonori e frasi casuali che si sentiranno qui e lì.

CONCLUSIONE

Gotham City: Impostors è un gioco che non chiede molto e offre tante ore di divertimento non solo in multiplayer, ma anche con l’editor. Il comparto tecnico mostra un po’ il fianco e la quantità di mappe presenti sono forse il maggiore difetto dell’opera di Monolith. Difetti a parte, il gioco diverte e attrae e il prezzo budget è senza ombra di dubbio quanto di meglio si possa chiedere in un “periodo di crisi”. Altamente consigliato!

 
VOTO: 7.5 SU 10


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