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Rivelate le cifre che Microsoft paga per portare i giochi su Game Pass: i prezzi fanno impallidire quelli delle case a Milano

Quanto costa a Microsoft, portare i giochi sul Game Pass al day one? A rivelarlo, un dirigente di Microsoft e le cifre, se reali, sarebbero da capogiro.

Game Pass si o Game Pass no? Sin dal primo annuncio di questo rivoluzionario modo di intendere il consumo videoludico, contando più su un abbonamento che sull’acquisto vero e proprio, sono state le voci discordanti: se da una parte si levava la gioia di molti videogiocatori, che avrebbero potuto usufruire di un catalogo enorme e in continua espansione, a un prezzo decisamente conveniente, dall’altro lato gli esperti del settore avevano sollevato delle perplessità sulla sostenibilità di un modello simile, totalmente inedito per il mercato dei videogiochi.

Rivelate le cifre che Microsoft paga per portare i giochi su Game Pass: i prezzi fanno impallidire quelli delle case a Milano (player.it)

A riaccendere la diatriba, mai realmente placatasi, è stato il comportamento tenuto da Microsoft negli ultimi mesi. No, non stiamo parlando del sostegno della casa statunitense al progetto genocida israeliano, come documentato da Francesca Albanese; ciò a cui ci riferiamo, è l’infilata di licenziamenti che, da inizio 2025 a oggi, ha portato Microsoft a lasciare a casa ben 15mila persone circa, con annessi progetti cancellati e studi di sviluppo chiusi.

E proprio in questo marasma mediatico che ha avvolto Microsoft, un ulteriore dato riguardante il Game Pass ha generato più di una polemica, riguardo alla sua sostenibilità.

Game Pass costa poco a tutti… tranne che a Microsoft

Nelle ultime ore, un nuovo dato è emerso online, andando a riaprire una ferita mai del tutto sanata e che può essere condensata nella domanda: il Game Pass di Microsoft, è sostenibile? A riaccendere la polemica, ci ha pensato Iain MacIntyre, ex Senior Business Manager di Microsoft che, in un post di LinkedIn ha spiegato come, durante il suo periodo di lavoro, avrebbe negoziato accordi per Game Pass per cifre davvero elevate.

Si parla, secondo quanto riportato da MacIntyre, di cifre che vanno da 50mila a 50milioni di dollari, utili a garantire non solo un rapporto di esclusiva, ma anche una copertura per le case produttrici, una sorta d’assicurazione: dato che il Game Pass può spesso tradursi in una riduzione delle vendite dei giochi, dato che sono comodamente giocabili tramite abbonamento, sono previsti indennizzi per le aziende, per riuscire a coprire il lucro cessante cui vanno incontro.

Game Pass costa poco a tutti… tranne che a Microsoft (player.it)

È molto probabile che le cifre più importanti, magari proprio quei 50 milioni, siano stati impiegati per titoli la cui fanbase di giocatori è già parecchio nutrita e che rappresentano dei successi assicurati, come League of Legends, Valorant e Fortnite. Nel 2025 poi, gli investimenti si sono concentrati tanto, per offrire titoli rivelatisi poi, di qualità eccezionale come Clair Obscur: Expedition 33, Rematch e Blue Prince oltre a  Indiana Jones e l’antico Cerchio, Avowed, Doom: The Dark Ages e The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered.

Parrebbe che, grazie ai 35mila abbonati al servizio (di cui molti ai tier più costosi), Microsoft arrivi ad accumulare entrate mensili stimate al ribasso per 340 milioni di dollari. Nonostante i numeri elevati però, c’è chi manifesta ancora delle perplessità, in ottica di una svalutazione del mezzo videogioco. Inoltre, da alcuni documenti emersi, Microsoft parrebbe non avere un tetto prefissato per gli investimenti, dato che si stima un investimento di circa 100 milioni di dollari per portare sul Game Pass Assassin’s Creed Mirage, circa 300 milioni per Star Wars Jedi: Survivor e un canone mensile che oscillerebbe tra i 12 e i 15 milioni di dollari, per il mantenimento di Grand Theft Auto V .

This post was published on 13 Luglio 2025 18:30

Pietro Falzone

Redattore Appassionato di videogiochi sin dal sempre più lontano 2002, quando per festeggiare i 5 anni ricevette una copia di Crash Bandicoot per la prima PlayStation. Il richiamo dell'avventura digitale lo fece innamorare di un mondo fatto di pixel, più o meno definiti. E l'amore non si è mai fermato. Inizia così a tastare tutti gli aspetti del mondo videoludico. Tra le sue più grandi passioni, si piazzano in ordine gli MMORPG (con sempre meno per giocarli, purtroppo), gli sparatutto in prima persona e, doprattutto, giochi di ruolo single player. Così si spiegano le più di mille ore, spalmate sui vari titoli From Software, da Demon's Souls in poi. Dalla fine delle medie, scopre una nuova passione: la scrittura. E come se non bastasse, scopre che nel mondo c'è chi scrive riguardo ai videogiochi, come se fosse un lavoro vero. Cosa fare di due passioni del genere dunque? Inizia così la ricerca disperata del giusto vascello, che riuscisse a convogliare voglia di fare, idee e tempo. Dopo un periodo passato a peregrinare, tra siti e sitarelli, approda su Player.it dove trova una casa in cui convogliare idee e spunti, al fianco di un team solido e costruttivo.

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