Lost Saga – Recensione


Il genere dei MOBA free to play è un fenomeno in continua ascesa. Lost Saga rientra parzialmente nella categoria, proponendosi sì con sfide in arena, ma con meccaniche pù simili ai picchiaduro 3D o brawler. Al giocatore è data la possibilità di interpretare uno tra i tantissimi eroi presenti nel gioco, cambiandolo in quasiasi momento durante la partita. Il controllo diretto sul personaggio e una grafica molto “pucciosa”, che ricorda molto da vicino quella adottata da molti giochi di ruolo di stampo orientale, potrebbero far sembrare Lost Saga un gioco dalle poche pretese: tutt’altro. Nascosto dietro a simpatici visini ed armature buffe, c’è un gioco valido, con meccaniche curate al quale potete giocare gratuitamente registrandovi qui.
Free to Play o Free to PAY?
Il gameplay di Lost Saga può apparire in un primo momento molto semplicistico, ma non lo è affatto. Ci si sposta per le mappe di gioco con controllo diretto del personaggio, premendo le frecce direzionali sulla tastiera. I tasti A, S e D fungono rispettivamente da salto, attacco e difesa, mentre la loro pressione contemporanea attiva specifiche abilità dei singoli eroi a disposizione, con meccaniche simili a quelle dei MOBA più celebri. Comandi a tastiera, eventualmente sostituibili dall’uso del controller. Approfondiremo a seguire lo scopo delle singole modalità offerte, ma in generale, lo scopo è quello di combattere usando abilità, tattica e riflessi per abbattere i nemici ed aiutare i compagni.
La formula Free to Play scelta per il titolo consente di iniziare a giocare senza spendere un euro, decidendo se investire o meno moneta reale per elementi che, diversamente, andrebbero acquistati con i crediti di gioco, che necessitano qualche partita o la risoluzione di specifiche quest per essere guadagnati. Niente paura, però: nella nostra prova abbiamo constatato che la moneta di gioco è facilmente accumulabile per migliaia di unità in pochi minuti di gioco, e che i tantissimi eroi disponibili (e molti altri verranno rilasciati a seguire) sono non solo sbloccabili a pagamento, ma anche ottenibili per un tempo determinato come premio, oppure estratti a sorte utilizzando pergamene vinte negli incontri. Tali pergamene possono regalare un eroe per un tempo determinato o, se si è fortunati, persino sbloccarlo permanentemente. Un’altra possibilità di sblocco è legata a meccaniche di farming di facile concezione: si ottiene l’anima di un personaggio ed i relativi “frammenti” giocando, dopodiché li si combina dal menù per sbloccare per sempre l’eroe del caso.
Fortunatamente anche qualora ci si accontentasse di usare gli eroi a tempo, il timer a loro assegnato verrebbe scalato solo per gli effettivi minuti d’utilizzo, pertanto avere a disposizione un campione per, ad esempio, otto ore, significa una grande quantità di partite.
A differenza di altri titoli di combattimento in arena, ciascun eroe può essere personalizzato nell’estetica e migliorando specifici valori quali attacco, difesa, velocità ed altri. In merito a questi valori, si tratta di potenziamenti permanenti che non vengono cancellati anche qualora il tempo di “noleggio” di quel determinato eroe dovesse scadere. Nel caso dell’estetica, invece, il focus è rivolto agli acquisti, con valuta in game o reale, di oggetti sostitutivi per ciascuno di essi. La cosa divertente è che le abilità degli eroi di cui parlavamo inizialmente, sono legate ai singoli capi di vestiario indossati, e quindi cambiano se gli si cambia d’aspetto. Immaginiamo per esempio di prendere un mago e di privarlo del suo cappello, sostituendolo con l’elmo di un cavaliere, ottenendo la possibilità di dare una poderosa testata con l’elmo, in cambio della specifica skill del cappello. Questa idea consente di creare eroi unici e personalizzati non solo sul piano visivo, ma anche sul quello del gameplay, consentendo a ciascun giocatore di trovare le proprie build preferite di vestiario ed abilità. Il bilanciamento tra gli elementi a pagamento e quelli acquistabili con moneta in-game, allo stato attuale, c’è parso buono, sebbene desti qualche preoccupazione la presenza di eroi “Premium” sbloccabili solo con moneta reale, attualmente non troppo sovradimensionati, ma che gli sviluppatori dovranno avere il buonsenso di tenere bilanciati anche nel passare dei mesi.

Gamplay immediato e divertente, ma profondo
Tutte queste meccaniche sarebbero andate sprecate se, alla base, non vi fosse un gioco di qualità. La nostra impressione è che il team di sviluppo abbia dedicato molta attenzione ad elementi fondamentali per questo genere di titoli, soprattutto nell’ottica del gioco competitivo. Avere a disposizione un gran numero di eroi è un vantaggio, in quanto grazie al tastierino numerico è possibile richiamarne uno istantaneamente anche durante il combattimento, in ogni momento. L’energia residua resta la stessa, pertanto la sfida tra chi ne possegga molti e chi molti meno -fatto salvo per la possibilità di scelta tattica differente- resta bilanciata. Abbiamo notato alcune ottime scelte come il penalizzare fortemente i giocatori AFK, sottraendo valuta di gioco dal proprio conto nel caso di allontanamento antisportivo dal gioco. L’aver inserito la necessità di compiere basilari operazioni matematiche per dimostrare di essere tornati, impedisce altresì l’utilizzo truffaldino di bot ed automatismi, i quali vengono peraltro combattuti da un software anti-cheater automaticamente installato dal client di gioco. Inoltre, abbiamo apprezzato come le classifiche post partita rispecchino con attenzione la qualità del giocato dei singoli partecipanti, non premiando solamente chi mette a segno più uccisioni, ma soprattutto chi partecipa attivamente al gioco di squadra, salvando compagni in difficoltà, interrompendo le mosse avversarie o altro. Le discussioni da “kill steal”, ovvero l’uccidere un nemico solo dopo che un compagno l’ha combattuto fino a portarlo in fin di vita, qui dovrebbero lasciare il tempo che trovano, giacchè chiunque viene oggettivamente premiato dalle classifiche per quanto concretamente fatto in partita. Certo il gameplay non è esente da difetti: come avviene normalmente nei giochi competitivi in arena, solo un uso prolungato dei personaggi da parte dei tantissimi utenti iscritti può evidenziare le anomalie di bilanciamento. Nel caso di Lost Saga, due o tre eroi si stanno dimostrando più proficui di altri in combattimento, grazie a mosse con raggio d’azione fin troppo elevato, o perché dotati di build apparentemente senza i difetti di quelle di altri, oppure ancora perché semplicemente troppo dannosi. E’ giusto notare però, che questi personaggi fanno parte di quelli acquistabili con moneta di gioco o ottenibili dalle pergamene, in entrambi i casi gratuitamente, e che non si tratta dei Premium a pagamento. Speriamo comunque in un celere intervento dei developers.
 
Tante modalità divertenti
Le modalità PvP offerte da Lost Saga sono tante e ugualmente ben strutturate. Se il Deathmatch non si discosta dal classico tutti contro tutti con respawn, nel quale vince il team che raggiunge il punteggio predeterminato, Raid Boss pone invece i partecipanti contro un singolo giocatore selezionato casualmente, il quale interpreta il boss nemico, diventando decisamente più grosso e potente di tutti gli altri. Qualora il boss venisse battuto, il giocatore che ha fatto più danni, e non semplicemente quello che ha dato l’ultimo colpo, diventa il nuovo boss. Pietra della potenza è una sfida che ben si adatta al contesto di tornei: l’obiettivo è distruggere la pietra avversaria attaccandola, al contempo è possibile riparare la propria semplicemente colpendola. Vince la squadra che distrugge per prima la pietra nemica: una modalità che richiede molta più tattica di quanto ci si aspetterebbe. In Prigioniero la sfida ricorda molto quella del Deathmach, con una importante variazione: i nemici sconfitti non muoiono, ma restano legati a terra. Un compagno, colpendoli, può liberarli, mentre nel caso di caduta all’esterno dell’arena quel giocatore viene direttamente sconfitto. Scopo finale è quindi far cadere o legare tutti i componenti della squadra avversaria, senza possibilità di respawn. Ruba Corona è una ulteriore valida alternativa: nella mappa è presente una corona che, una volta raccolta, inizia ad attribuire punti alla squadra del giocatore che la conserva. il Re non può fare doppi salti ed è quindi limitato nei movimenti sulla mappa. I compagni devono perciò proteggerlo, al fine mantere la corona più a lungo possibile. Colpendo il Re la corona cade e chiunque altro, compagni o avversari, può raccoglierla iniziando ad accumulare immediatamente punti per il proprio team.
Fortunatamente i creativi non ssi sono dimenticati della presenza di sfide PvE, per permettere ad amici di cooperare in-game. In questo caso la scelta è tra Crociata e Palude Profonda. Crociata è una modalità che porta i giocatori alla base di un’altissima torre da scalare, sconfiggendo i nemici di ogni singolo piano. Sino al ventesimo piano è possibile giocare in due, dal ventunesimo in poi fino a quattro. Nella nostra prova, in due giocatori, siamo arrivati sino al piano numero venti senza grosse difficoltà, iniziando a trovare una sfida valida intorno al quarantesimo. Da li fino al sessantesimo le battaglie si fanno molto ardue, e avanti così a salire. Fortunatamente anche in caso di abbandono o sconfitta si può tornare a scalare da dove si era arrivati. Palude Profonda è invece una sorta di dungeon da affrontare in squadra, nel quale i componenti partono sempre tutti a livello 1. Lo scopo è affrontare l’intero percorso distruggendo le basi nemiche per ottenere avamposti alleati, che iniziano così a generare unità comandati da CPU pronte ad affiancare la squadra. Ogni nemico sconfitto aiuta a far incrementare il livello dei singoli personaggi, pertanto è importante che il team distribuisca le uccisioni intelligentemente. Nel momento in cui scriviamo, il singolo dungeon disponibile è affrontabile in quattro livelli di difficoltà, Facile, Medio, Difficile o Maestro. Se a modalità Facile o Medio è possibile arrivare al boss finale e sconfiggerlo senza grosse difficoltà, a Difficile diventa necessario un gruppo ben bilanciato, e a Maestro anche una buona commistione di ruoli tra personaggi più predisposti ad incassare i danni, a colpire corpo a corpo o dalla distanza.

Tecnicamente
Lo stile visivo di Lost Saga si rifà fortemente ai giochi di ruolo con grafica super deformer in voga prima dell’avvento delle grafiche super realistiche, e ancora oggi nelle produzioni più umoristiche. I personaggi, che non possono essere descritti da termine migliore se non “pucciosi”, scatenano forte tenerezza nell’osservarli, grazie ad uno stile cartoonesco con espressioni tipiche del mondo dei manga. Non mancano personaggi tetri e spaventosi, senza sorriso e con smorfie inquietanti, ma le loro fattezze li rendono sempre e comunque simpatici. Le espressioni dei combattenti cambiano a seconda di quanto avvenga in partita, e le loro animazioni si dimostrano di buona qualità, sia in battaglia che nei momenti di pausa, in allenamento, o mentre si pesca per farmare materiali da vendere. Questo considerando il contesto di un comparto grafico semplice, che non punta a stupire per dettagli ma per caratterizzazione. Buona la cura dei singoli eroi e dei capi di vestiario che li compongono, numerossissimi. Elementi che permettono di dar vita a repliche fedeli di personaggi famosi o di stereotipi quali ninja, samurai, soldati, e molti altri generici, passando anche da personalità specifiche come Zorro o Robin Hood.
La presentazione delle arene e degli spazi di gioco è buona, ma c’è un netto contrasto tra alcune, dotate di buon level design, ambientazione e musiche a tema (tra tutte quelle ispirate al Far West), ad altre troppo semplici o composte da strettissimi passaggi, che portano ad eccessiva cadute nel vuoto sottraendo attenzione alla battaglia in se’. Buone le musiche, legate perlopiù allo scenario dello scontro, molto caratteristiche anche nel caso di quelle a tema fantasy, apprezzabili nei menu’. Com’è lecito aspettarsi quando si tratta di free to play che puntano ad una distribuzione massiva, l’intero comparto tecnico non pesa particolarmente sulle risorse dei PC, consentendo al gioco di essere fruibile anche su configurazioni più datate, al limite abbassando di qualche livello la grafica, che resta comunque apprezzabile nella sua semplicità anche se non settata al massimo.
Importante nota finale va alla mancanza di LAG. Abbiamo affrontato lunghe sessioni di gioco divise in più giornate, in compagnia di altri giocatori amici, e ne’ noi ne’ altri partecipanti alle battaglie, hanno mai lamentato problemi nella connettività evidenti.

Lost Saga è un buon Free to Play. Divertente, immediato ed inaspettatamente profondo. Gli elementi per divertire a lungo ci sono tutti: campioni buffi e divertenti, alta possibilità di personalizzazione, buon bilanciamento tra elementi a pagamento e gratuiti. Qualche personaggio da ricalibrare e alcune arene poco attraenti sono i difetti principali della produzione. Si tratta, allo stato attuale, ancora di una beta, che quindi può ulteriormente migliorare, oppure peggiorare: speriamo che tali elementi positivi si conservino bilanciati a lungo, e che la tentazione di rendere più forti personaggi ed elementi a pagamento non vinca sul buonsenso. Sarebbe una tattica utile per soldi facili, ma deleteria neanche troppo a lungo termine.


Ringraziamo Pier Giulio Zatti e Samuel Zatti per la partecipazione alle lunghe sessioni di gioco e test di modalità e personaggi.

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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