Contrast – Recensione


Stiamo vivendo una fase in cui il mercato dei prodotti indipendenti, i cosiddetti “indie game“, vive quasi in una bolla di protezione generata da chi vuole far emergere un tipo di videogioco più romantico e d’altri tempi rispetto la vagonata di produzioni AAA che è ormai l’indistinguibile forza economica dell’industria dei videogiochi moderna. Non che sia un male, chiaro, chi vi scrive è praticamente un fan accanito di queste piccole produzioni, per una fame che ha potuto alimentare prima su Xbox 360, ora su PC grazie principalmente a STEAM e presto anche su PlayStation 4, per merito della rinnovata politica di Sony volta a favorire il mercato degli indie game, tanto che per il momento la maggior parte delle esclusive (console) della nuova macchina arriva proprio da questa parte del settore.
E qui si inserisce Contrast, interessante produzione sviluppata da Compulsion Games che sarà il secondo gioco in regalo per gli acquirenti di PlayStation 4 già abbonati o che si abboneranno a PlayStation Plus. Non è una esclusiva nel senso vero del termine visto che è attualmente disponibile già su PC (versione da noi testata) e console di vecchia generazione, ma ha comunque destato l’interesse dei futuri possessori di PS4 grazie al suo stile unico e particolare. Basta però a conquistare ottime valutazioni? Ovviamente no.
Le idee e l’originalità certo non mancano a questo Contrast. Siamo di fronte a un prodotto che richiama lo stile architettonico degli anni ’20, arricchito da una atmosfera da film noir che colpisce subito a primo impatto. Vista l’esigua durata del gioco (abbiamo completato la nostra prova in appena due ore), non sveleremo praticamente nulla della trama, lasciando scoprire a voi le particolarità dei personaggi protagonisti della storia. Diremo soltanto, poiché ci serve a raccontarvi del gameplay, che la protagonista del gioco controllata dal giocatore ha la capacità di spostarsi nella dimensione delle ombre, ovviamente da formare con i relativi fasci di luce che troverete nei vari livelli, così da aiutare la co-protagonista, una bambina di nome Didi, a superare ostacoli altrimenti insormontabili e completare così gli obiettivi proposti dal titolo. 
In buona sostanza, le due o tre ore che passerete in compagnia di Contrast si svolgeranno tutte così: un presupposto narrativo vi porterà a sfruttare la giusta combinazione di ombre/piattaforme per risolvere i vari enigmi ambientali presenti nel corso dell’avventura. Ogni tanto vi sarà richiesto anche di spostare qualche oggetto per far sì che l’ombra vi aiuti nella relativa dimensione. Il problema è che se Compulsion Games è riuscita indubbiamente a mettere sul piatto delle buone idee, di certo non è riuscite a sfruttarle.
Aldilà dei vari bug che possono anche starci in una piccola produzione come questa, il gameplay non evolve praticamente mai. Ci si ritrova sempre a completare enigmi banali di facile risoluzione, specialmente per gli esperti del genere puzzle-platformer, non c’è mai un vero cambio di ritmo e il tutto si risolve velocemente lasciando, ai titoli di coda, una forte sensazione di amaro in bocca.
E neanche la trama, purtroppo, nonostante i buoni propositi iniziali riesce a colpire più di tanto. Spesso si ritrova incanalati nel tunnel di cliché e situazioni scontate che effettivamente non lasciano nulla una volta conclusa la storia. Dialoghi ben scritti e una buona colonna sonora, oltre all’ambientazione ricca di fascino, non bastano a salvare la baracca: serviva qualcosa di più sostanzioso, capace almeno di oscurare le grosse lacune sul lato gameplay. Così, abbiamo una sensazione di incompiutezza da entrambe le parti: c’è una struttura di gioco debole, incapace di evolversi nel poco tempo necessario a completare l’avventura, e c’è anche una struttura narrativa esaltante solo nei minuti iniziali, prima di perdersi in situazione banali, scontate e prive di originalità. Come se lo sviluppatore, a un certo punto, avesse deciso letteralmente di smettere di lavorare al gioco e concluderlo il più in fretta possibile.
Commento finale
Contrast non rispetta le aspettative che aveva creato con i trailer e la stessa parte iniziale dell’avventura. Molto presto, il gaudio per l’ambientazione e lo stile proposto lascia spazio alla frustrazione generata da un prodotto che non è stato in grado di sfruttare le sue potenzialità, lasciandosi completare in due orette scarse senza il minimo di mordente. Naturalmente, essendo fornito gratuitamente con il PlayStation Plus su PlayStation 4, consigliamo in questo caso una prova, perlomeno per immergersi di qualcosa di diverso dai soliti sparatutto in prima persona. Per chi invece è interessato a comprarlo su PC o console old-gen, bisogna mettere in conto che anche per 15 euro si può trovare di meglio.

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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