XCOM: Enemy Within – Recensione


Riuscire a tradurre in termini attuali un gameplay storico, senza snaturarlo e mantenendone viva l’essenza, è compito difficile anche per gli studi di sviluppo più blasonati. Nel 2012 i ragazzi di Fireaxis, con il supporto di 2K, sono riusciti nell’ardua missione infondendo nuova linfa vitale alla serie XCOM con la pubblicazione di XCOM: Enemy Unknown, titolo capace di conquistarsi un discreto successo di pubblico e, soprattutto, grandi lodi da parte della critica internazionale. Da venerdì prossimo, il 15 novembre 2013, sarà disponibile la prima espansione del titolo Fireaxis (se tacciamo dei vari DLC), XCOM: Enemy Within, espansione che abbiamo già avuto modo di provare in anteprima per saggiarne le qualità. Oggi, alla prova completa, andremo insieme a scoprire se la produzione 2K sia effettivamente arricchita dai nuovi contenuti, pronti per un altro turno?
Evoluzione
Più che proporsi come un’espansione separata, XCOM: Enemy Within va ad arricchire il prodotto originale con nuove opzioni e meccaniche, sovrapponendosi completamente a quanto abbiamo già sul computer, o sulla nostra console. Attenzione però, la versione console dell’espansione conterrà anche il gioco principale, permettendo così agli utenti di fare un solo acquisto nel caso si fossero persi l’originale l’anno scorso.
Come già anticipato nella nostra anteprima, fondamentale novità di questa espansione sarà l’arrivo di una nuova risorsa, la Fusione, che permetterà di utilizzare le nuove tipologie di unità. La Fusione sarà recuperabile all’interno dei livelli entro un determinato lasso di tempo dall’inizio delle partite (spingendo il giocatore ad un approccio più propositivo), e potrà poi essere assegnata ai laboratori, strutture preposte allo sfruttamento della nuova forma d’energia. Ma poi, esattamente, cosa potremo sviluppare con la Fusione? La risposta è semplice, visto che potremo andare a modificare geneticamente i nostri soldati potenziandone alcune caratteristiche, oppure potremo sviluppare i MEC. Parlando di modifiche genetice va segnalato che il soldato sottoposto agli esperimenti non cambierà la classe di appartenenza, ma risulterà comunque potenziato in determinate parti specifiche del corpo (gambe, busto, cervello ed occhi). L’approccio tattico fornito da questa nuova possibilità siamo certi fara la gioia degli utenti, che potranno così rendere ancora più specifica la propria formazione modellandola sulle necessità evidenziate in partita, aggiungendo un ulteriore livello strategico all’esperienza, magari scegliendo di far diventare i propri uomini maestri dello stealth, o rapidissimi nell’attraversare il campo di battaglia. Oltre agli OGM, poi, altra novità è rappresentata dai MEC, esoscheletri tutti incentrati sull’offensività che sono capaci da soli di imprimere un’energica svolta alla tenzone, grazie alla loro resistenza e soprattutto a devastanti attacchi corpo a corpo.
Leoni per agnelli?
In tutto questo il giocatore che fa? Manda allo sbaraglio i suoi uomini (e le sue macchine) per la difesa del mondo umano? Non esattamente, visto che tutte le caratteristiche fondamentali di XCOM: Enemy Unknown rimangono solidamente alla base dell’esperienza di questa espansione, e tra queste l’importanza delle proprie unità. Scegliere chi mandare in campo contro gli alieni non sarà però così semplice, visto che il sistema di talenti impedirà di potenziare al massimo ogni unità all’interno di una singola partita, spingendo giocoforza ad operare delle scelte tra la spiccata potenzialità offensiva dei MEC e la versatilità degli umani modificati. Amanti della strategia non temete dunque, l’espansione Fireaxis ha tutto il necessario per tenervi sulle spine durante gli scontri, anche grazie all’introduzione di nuove unità aliene a bilanciare le novità umane, tra le quali spiccano i Mechtoid (temibili extraterrestri dalle capacità simili a quelle dei nostri MEC) ed i Seeker, maestri dello stealth.
Novità anche sul fronte della storia: l’arrivo di una nuova fazione, quella degli Exalt, fanatici che vorrebbero favorire l’avanzata aliena, introduce nuove tipologie di missioni e nuove opzioni nel Consiglio. Tutte queste novità, che nell’intenzione dovrebbero andare a bilanciare le nuove unità del giocatore, non sempre riescono nel proposito, e in alcune missioni in particolare si sente un po’ la natura bipartita del prodotto, che non sempre bilancia alla perfezione vecchi e nuovi elementi. 
Commento finale
Chiunque abbia amato il gioco originale troverà in XCOM: Enemy Within un prodotto convincente e capace di fargli rivivere la campagna principale alla luce di nuove unità, nuovi nemici e nuove tipologie di missioni. D’altro canto, però, ci sono momenti in cui si percepisce il non perfetto bilanciamento dell’esperienza a causa della forza delle nuove unità, nonostante non sia certo uno sbilanciamento tale da rovinare il gioco, ferma restando la possibilità di affrontare la’avventura ad un livello di difficoltà più elevato. L’espansione Fireaxis si propone come capace di soddisfare dunque gli appassionati, e magari di avvicinare i neofiti grazie alla distribuzione su console che comprende anche il gioco base. 

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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