La Leggenda dei 5 Anelli – Viaggio nel Rokugan

Un petalo di ciliegio delicatamente cadde sul letto del fiume diffondendo nell’acqua calma anelli concentrici. Il sole era alto nel cielo – Sarà l’ora del serpente che passa a quella del cavallo – valutò in silenzio il samurai mentre camminava a fianco del fiume – per l’ora del cavallo dovrei essere al villaggio di Nakata –

Una leggera brezza si sollevò, accarezzando il volto del samurai coperto da un cappello di paglia conico, l’aria era frizzante tipica del mese del Drago, o della Luna come amano chiamarlo i frequentatori delle corti, indice della primavera inoltrata.

Il villaggio di Nakata si stagliò all’orizzonte, diviso in due dal fiume Kiju, uno dei corsi d’acqua minori che percorrono i territori meridionali del Clan della Gru, il samurai si diresse verso l’ingresso principale del villaggio raccogliendo i segni di rispetto mostrati dai contadini, heimin ovvero mezzi uomini. All’ingresso vi erano due guardie cittadine, popolani con bastoni e fasce legate alla testa che indicavano il loro ruolo.

– Sono Arashi Kakita, magistrato del Clan della Gru, al servizio del molto onorevole Daimyo Asahina Akikusa –

– Benvenuto, onorevole magistrato – risposero le guardi facendo un ossequioso inchino.

Con la coda dell’occhio Arashi notò un’ombra.

Qui il nostro Arashi deve fare un prova per sapere di più su quest’ ombra, dovrà decidere l’approccio da utilizzare nella prova quindi l’anello correlato, in questo caso Aria che rappresenta grazia, astuzia, precisione, sottigliezza, e l’abilità più adatta, in questo caso Sensibilità per cogliere eventuali azioni ostili in questa fugace ombra. Crea un mano di dadi con D6 pari al suo anello e D12 pari alla sua abilità, lancia i dadi e seleziona, in gergo “tiene”, un numero di dadi pari all’anello. Su ogni dado sono presenti vari simboli: successo, successo esplosivo che permette di lanciare un ulteriore dado e decidere se aggiungerlo al risultato della prova, opportunità che permette di aggiungere effetti secondari o dettagli extra al risultato al di là del successo o meno della prova, turbamento che rappresenta il dissidio interiore di ogni samurai e può portare a far agire l’eroe in modo sconsiderato o poco consono all’etichetta, in preda alle sue passioni. Il nostro eroe ottiene 2 successi e un’opportunità.

Era quella di un uomo con il volto parzialmente avvolto in una sciarpa, ma la cosa che colpì il magistrato fu un fugace sguardo di intesa con la guardia rimasta più indietro, prima che l’ombra sparisse dietro una casa.

Arashi oltrepassò il cancello e si diresse alla locanda. Le strade del villaggio era colme di persone, venditori ambulanti, contadini, i suoni del mercato e dei negozi sul bordo della strada principale, inondavano l’aria accompagnando il samurai lungo il suo cammino verso la locanda.

Samurai in città
Un samurai fra le vie cittadine

La sala principale era colma di avventori, ma un tavolo in particolare destò l’attenzione di Arashi, vi erano seduti un uomo dall’aspetto imponente e dalla pesante armatura completa con il mon del Clan del Granchio, un monaco dalla lunga coda con un tatuaggio di un drago lungo il braccio scoperto e infine una donna dai lunghi capelli neri con un kimono porpora e nero su cui campeggiava il mon del Clan della Fenice, questi erano i suoi aiutanti che lo avevano preceduto.

Arashi si sedette al tavolo e analizzò la situazione con loro. Nessuno aveva notato nulla di sospetto ma le tracce dei contrabbandieri li avevano condotti qui e l’uomo misterioso che teneva d’occhio il magistrato all’ingresso era la conferma che qualcosa era nascosto in questo villaggio.

– Onorevoli samurai, come posso servirvi? – chiese l’oste inchinandosi

– Delle informazioni sarebbero più che gradite – rispose la samurai-ko della Fenice, una shugenja esperta nel padroneggiare l’elemento del fuoco.

Le donne samurai vengono comunemente chiamate samurai-ko e trattate alla stregua dei loro colleghi maschili. Gli shugenja sono eruditi e maghi che invocano gli elementi e le Fortune, divinità del Rokugan, per ottenere poteri ed effetti sotto forma di incantesimi. In questo particolare caso la nostra Shughenja sta cercando di ottenere informazioni sfruttando il suo fascino e quindi si passa in una scena di conflitto, nello specifico di intrigo, che si svolgerà similmente ad un combattimento, con turni e azioni da parte di ciascun partecipante. In Ld5A la dinamica del Conflitto è uguale sia che si parli di duelli all’arma bianca che di conversazioni difronte ad una tazza di tè, cambieranno solo le abilità e il tipo di azioni che si potranno eseguire. In particolare in ogni conflitto si stabiliranno degli obbiettivi che uno si prefigge, un ordine di iniziativa e poi si prosegue fino al raggiungimento dello scopo che ci si era prefissi.

– Sono solo un umile oste, ma è mio desiderio servirvi al meglio come meritate onorevoli samurai –

Il magistrato e suoi compagni ringraziarono Benten e tutte le fortune, il fascino di Kiho Isawa riuscì a sciogliere la lingua dell’oste, che li informò di come qualche giorno fa alcuni mercanti si fossero presentati con un gran numero di casse e si fossero diretti in un magazzino al limitare dei confini del villaggio.

Dopo aver udito queste parole, decisero di non attendere oltre e preparare un attacco la stessa notte.

Le Fortune
Alcune delle Fortune del Rokugan

Mentre le strade di Nakata erano illuminate solo da alcune lampade di carta e dalla luna alta nel cielo, Arashi e i suoi compagni si diressero verso il magazzino indicatogli dall’oste. Arrivati sul luogo, quello che si parò di fronte a loro era un edificio in legno massiccio rinforzato da un basse parete di pietra, sulle pesanti porte di legno vi era impresso il mon del Clan minore della Tartaruga, un clan di mercanti per tutti e di contrabbandieri per alcuni. Silenziosamente trovarono una porta secondaria con un lucchetto, Gaemon Hida, il possente samurai del Granchio, spezzo il lucchetto con un poderoso colpo del suo tetsubo. Oltre la porta il buio attendeva i samurai, solo la luce della luna che filtrava attraverso delle strette aperture nella parte alta delle pareti, permetteva un minimo di visibilità. Arashi si avvicinò ad una delle casse e sollevò il coperchio, al suo interno vi erano svariate armi coperte da un primo strato di pesce.

– Le nostre informazioni erano esatte – bisbigliò il magistrato – qualcuno sta armando un piccolo esercito, ma chi può osare tanto? –

La risposta non tardò ad arrivare, sotto forma di una freccia che si conficcò sulla cassa vicino al volto del magistrato.

– Siete stati bravi, ma la vostra indagine finisce qui – disse una voce proveniente dalle ombre. Kiho prese una pergamena dal suo kimono ed elevò una preghiera ad Osano Wu, delle fiamme ardenti illuminarono completamente la sala rivelando una dozzina di uomini vestiti di nero e dal volto coperto, appostati sulle architravi del soffitto.

– Ninja! – gridò Gaemon – vili codardi senza onore, il vostro sangue bagnerà questa terra –

Questa è una tipica schermaglia, in cui si determina l’iniziativa tramite un tiro di tattica, in cui le opportunità possono essere usate per arricchire lo scenario o ottenere piccoli vantaggi come gettarsi dietro una copertura, e poi si procede con le azioni che vanno dal muoversi ed attaccare, all’utilizzo di tecniche , abilità speciali legati al proprio stile di combattimento. Fra le tecniche vi sono i Kata, posizioni che i bushi utilizzano nella lotta, i Kiho legati al ki e utilizzate dai monaci, i Shuji usate dai cortigiani e legate alla comunicazione che permettono di mandare messaggi segreti o limitare e alterare i contatti fra i nemici, le Invocazioni usate dagli shugenja per richiamare le divinità e il loro potere. Esistono anche altre tecniche, come i Maho ovvero invocazioni a forze oscure e i Ninjutsu le arti segreti dai maestri shinobi, ma le prime portano alla corruzione dello spirito e le seconde sono considerate disonorevoli .

Il vorticare del tetsubo del samurai del Granchio diede inizio al feroce combattimento, gli shinobi sfruttavano la mobilità che contraddistingueva le loro tecniche per confondere i loro avversari, di tutta risposta Arashi richiamò a sé i suoi compagni, il suo dovere era quello di proteggerli e preservarli, valutò il campo di battaglia e improvvisamente fece un guizzo fulminio in direzione di uno degli assalitori lacerandone le vesti e le membra, il suo corpo cadde esanime a terra.

Ninja
Alcuni Ninja che tendono un agguato

– Itoshi, copri la mia destra! Gaemon, alla mia sinistra! Kiho, dietro di me! – come una sola mente i quattro samurai combatterono all’unisono, il monaco della famiglia Togashi colpì il terreno con il suo braccio tatuato e come un’onda il suo ki si riversò su un avversario a qualche metro da lui, facendolo volare e ripiombare a terra. Gaemon percosse con il suo tetsubo il petto di uno shinobi sbalzandolo verso un muro e Kiho non si dimostrò da meno invocando il potere di Asako per lanciare dardi di fuoco puro verso gli aggressori. Gli shinobi replicarono con i dardi delle loro cerbottane, sferzate di catene delle loro kusarigama e i fendenti degli shinobi to. La stanza era satura dello stridore dell’acciaio contro l’acciaio e il sangue misto al sudore bagnava le assi del pavimento.

– Ahhh – Il grido di dolore di Kiho attirò l’attenzione di Arashi, uno shuriken aveva colpito la shugenja e anche Gaemon aveva subito alcuni colpi che avevano messo a dura prova la sua armatura pesante. – Muoviamoci verso la porta. Ora!- i samurai all’unisono si mossero. Il loro obiettivo era vicino ma un’ombra calò davanti ad Arashi che li guidava, con un riflesso istintivo il magistrato parò il colpo dello shinobi davanti a lui, gli sguardi si incrociarono – Bayushi Sato ti porta i suoi saluti – gli sussurò.

Tutti i samurai hanno due caratteristiche che ne definiscono la morale: il giri o dovere, che rappresenta un compito assegnato al samurai al quale deve assolvere, e il ninjo o desiderio, che è un’ambizione o ideale personale del personaggio. Questi due elementi, grazie anche alle complicazioni ovvero piccole svolte narrative legate al giri o al ninjo, servono per dare spunti narrativi e possono influenzare il livello di turbamento del samurai oltre che l’onore e la gloria. Come detto, i samurai sono sottoposti ad un forte conflitto emotivo legato alla loro doppia natura: ciò che devono essere, il dovere, e ciò che vorrebbero essere, il loro desiderio più intimo, quando questo dissidio arriva ad un punto critico, ovvero il turbamento è superiore alla compostezza del personaggio, esso diventa compromesso e subisce delle limitazioni nelle prove. Una delle possibilità per eliminare il turbamento è quello di smascherare il samurai, ovvero far cadere la maschera sociale che egli porta e farlo cadere, per un breve periodo, preda delle sue emozioni come la rabbia.

La mente del samurai si annebbiò, il nome dell’assassino di suo fratello scatenò in lui il desiderio di vendetta mai sopito e si lanciò in un assalto selvaggio verso l’ombra di fronte a lui. Travolto dall’ira, Arashi non vide i suoi compagni sopraffatti dall’assalto dei ninja rimasti: Gaemon fu colpito gravemente alla gamba, Itoshi aveva l’addome lacerato e respirava debolmente riverso a terra, Kiho era priva di sensi fra le braccia di uno shinobi. Il magistrato cadde in ginocchio sotto il peso della colpa di non aver difeso i suoi compagni.

– Hai fallito samurai. – disse il ninja che aveva affrontato – ora accetta il tuo destino –

Arashi sentì un forte colpo alla nuca e poi il buio lo abbracciò.

Rokugan
Un paesaggio del Rokugan dipinto

LA NUOVA ALBA DEL ROKUGAN

Il brand della Leggenda dei 5 anelli ha una lunga tradizione e molteplici incarnazioni, dal gioco strategico di cui potete trovare una recensione qui al gioco di carte, passando per il Gdr ideato in originale dal ben noto John Wick, di cui adesso la Fantasy Flight ha prodotto la quarta incarnazione e la Need Game ne ha curato la localizzazione italiana. Il gioco mantiene il sistema originale del “Roll & Keep” introducendo il dado da 6 per gli anelli e i vari simboli descritti in precedenza. Rispetto alle precedenti versioni, sono state aggiunte delle meccaniche per la gestione del dissidio interiore tipico dei samurai e dare più importanza alla psicologia del personaggio grazie anche al “rinforzo positivo” ovvero punti Gloria se si assolve al proprio Giri oppure eliminare il turbamento se ci si dedica al proprio Ninjo. In ultimo l’introduzione delle opportunità, permette ai giocatori di poter intervenire nella storia, aggiungendo dettagli alla scena oppure ricevendo benefici in base ad abilità o altri tratti.

SOTTO L’OCCHIO DELLE 100 FORTUNE

La leggenda dei 5 Anelli è ambientata nel Rokugan, un mondo che trae forte ispirazione dal Giappone medievale e dalle tradizioni fantastiche orientali, quindi potremo trovare Oni, Nezumi, ovvero uomini topo, Kami, gli spiriti sovrannaturali, le Kitsune o spiriti volpe, e in generale tutto quello che la tradizione fantasy orientale ha di meglio da offrire. Il gioco si basa su un buon equilibrio tra le lotte politiche dei Clan e famiglie, molto di moda grazie a GoT, e oscure minacce provenienti dalle Terre dell’Ombra, anche in questo caso un muro serve a salvare gli uomini da orde di creature oscure asservite a Fu Leng, tutto questo condito dalla cultura del Rokugan e dalle sue tradizioni, che mettono alla prova gli animi dei samurai in lotta perenne tra la ricerca dell’onore e i propri desideri più intimi. Conflitti su diversa scala che investono il samurai partendo dalla sua intimità e vita di tutti i giorni finendo nelle grandi campali contro gli abominevoli servi di Fu leng, magari facendo attenzione al samurai che si ha di fianco, che potrebbe voler cogliere l’occasione di pareggiare un vecchio conto o eliminare un presunto nemico del proprio Clan.

Lanterne nella notte
Lanterne nella notte

FRA LE OMBRE DEL ROKUGAN

Se questo racconto vi ha incuriosito e volete gettarvi a capofitto nelle storie e negli intrighi del Rokugan potete utilizzare la storia precedente come spunto di gioco:

  • Che fine hanno fatto Arashi e i suoi alleati? Sono stati catturati o uccisi?
  • I PG sono loro amici o alleati e devono aiutarli per un giuramento o perchè membri dello stesso Clan?
  • Da chi sono stati ingaggiati i ninja e cosa c’entra il Clan della Tartaruga?
  • C’è forse una cospirazione per armare dei rivoltosi e aizzarli contro il Clan della Gru e destabilizzarlo? Oppure delle forze oscure stanno muovendo i primi passi per un’invasione?

CONSIDERAZIONI FINALI

Ho sempre considerato l’ambientazione di Ld5A molto affascinante e profonda, difficile se interpretata nella sua completezza, l’etichetta e l’onore possono essere un peso non indifferente nell’economia del gioco, ma sicuramente modulabile secondo le esigenze del gruppo, permettendo di ricreare le atmosfere di classici come Lone Wolf and Cub oppure L’Immortale passando per Kenshin – Samurai vagabondo. Il sistema di gioco è articolato e richiede un po’ di rodaggio ma ha una sua eleganza sia nelle meccaniche che ruotano intorno al dissidio interiore del PG sia al concetto di “approccio all’azione” in fase di scelta dei tratti da usare in un test.

I passi pesanti di Taketsu, sulla pietra del camminamento della Grande Muraglia, risuonavano in sincrono con l’armatura pesante che indossava.

– Saluti Taketsu, sono felice di vederti, il turno di guardia qui sulla Muraglia di Kaiu è stato particolarmente noioso – disse un samurai dalla corporatura snella e minuta contenuta all’interno di un’armatura leggera – Mai distrarsi Ryo. Tieni sempre stretto il tuo arco, non puoi mai sapere cosa può uscire dalle Terre dell’Ombra – rispose il samurai dalla pesante armatura mentre osservava le lande di fronte a lui che ricordavano i paesaggi degli incubi e nelle quali gli unici arbusti che vi crescevano erano contorti e dai colori cupi.

– Certo Taketsu, non lascio mai il… –

– Fa silenzio! – intimò – Guarda lì! – Alcuni alberi venivano abbattuti da qualche strana forza, la distanza era troppa per comprendere cosa fosse, solo tre strane luci porpora, come distanti lanterne, testimoniavano una presenza che si stava avvicinando.

– La Fossa Suppurante di Fu Leng ha vomitato qualcosa. Ryo, suona l’allarme e preparati alla battaglia, sarà una lunga notte di sangue e gloria –

Terre dell'Ombra
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Articolo a cura di Antonio Micolucci

Antonio Micolucci è un articolista della sezione GDR di Player.it.

Fin da piccolo ha avuto a che fare con computer, dal nobile Commodore 64 al suo odierno PC passando per l’Amiga, giochi da tavolo, fumetti e Gdr, il suo vero grande amore, nato con la scatola rossa di D&D in un periodo imprecisato tra il 92 e il 93.

Dopo il suo primo amore, D&D, non ha più smesso di giocare e viaggiare negli universi dei numerosi GDR che ha sperimentato insieme al suo fidato gruppo di avventurieri. Un viaggio iniziato a La Soglia nel Granducato di Karameikos, che ha portato alla Providence di Lovercraft per poi arrivare su Luna City e giungere adesso nello sprawl di Seattle. I suoi giochi totemici sono Mutant Chronicles, Shadowrun e Deadlands.

La sua passione per il gioco lo ha condotto nel mondo del LARP dove ha collaborato e collabora tuttora con varie associazioni che realizzano Live. Ha organizzato vari eventi locali per la diffusione del Gdr tra i quali un progetto scolastico basato sul Gdr.

Nella vita di tutti i giorni è un Ingegnere con la passione per la grafica, ha curato la realizzazione di materiali pubblicitari per alcuni eventi in cui ha collaborato. Infine, quando può, si diletta nella scrittura, lettura di fumetti e libri oltre che andare al cinema, altra sua grande passione.

Se lo chiamate nerd, non si offende.

Ad ogni politico il suo videogioco

Copertina articolo su The Great Dalmuti

The Great Dalmuti – il gioco di carte che ha sconvolto la mia vita