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Pubblicato in: Giochi da Tavolo

Gentlemen Around a Table: Sherlock Holmes Consulente Investigativo – Carlton House e Queen’s Park

Torino, Salone del Libro, data ignota.

Avevo da poco iniziato ad appassionarmi ai giochi da tavolo, e il mio passatempo preferito era cercare di barcamenarmi nell’oceano di proposte riguardanti il mio prossimo hobby. Tale oceano era tanto allettante quanto spaventoso, a causa soprattutto della miriade di sfaccettature tra generi, meccaniche, dinamiche e complessità.

In mezzo a tantissimi stand pullulanti di libri (insomma, chi se lo sarebbe mai aspettato?) scorgo un brand conosciuto: Asterion, ora Asmodee Italia. E in mezzo alle scatole, ne avvisto una che mi incuriosì durante una delle mie incursioni su BoardgameGeek: Sherlock Holmes Consulente Investigativo.

Un gioco con più di trenta anni sulle spalle, che si tiene ancora oggi bello saldo nella top 100 del sito più importante del settore. Ma soprattutto, un gioco investigativo: un genere che ancora non avevo esplorato.

Fu difficile completare i dieci casi, non per la loro complessità (comunque alta) o perché nessuno ci volesse giocare, ma piuttosto per il tempo richiesto alla risoluzione di ogni singolo mistero e la necessità (non troppo velata) di un gruppo affiatato e sempre sul pezzo.

Nel corso di più di un anno, grazie all’aiuto di diversi insiemi di persone, tutti i casi furono risolti. Quante emozioni in una scatola: dalla gioia di raggiungere punteggi molto alti (ma mai alti quanto il punteggio di Sherlock stesso), al dolore della disfatta evidenziata da punteggi negativi, alla rabbia causata da errori di traduzione che richiedevano la consultazione delle FAQ su BGG.

In ogni caso, il gioco mi piacque tantissimo, senza dimenticare che mi ha introdotto al genere investigativo nella miglior maniera possibile.

Inutile dire che l’annuncio di altre due versioni di questa serie mi ha mandato in visibilio. Ero tanto contento di poterci giocare quanto impaurito a causa delle batoste ricevute anni fa per mano di quel so-tutto-io armato di pipa e violino.

E quando finalmente sono pronto per aguzzare l’ingegno e far vedere a quel piccolo snob chi è che comanda… Arriva la quarantena.

Che, per fortuna, non ha bloccato i miei piani: ho giocato tutti e dieci i casi da remoto assieme a Linda (rinominata Lontra Anonima dal documento di Google condiviso dove prendevamo gli appunti), e posso dire con certezza che senza Consulente Investigativo il lockdown sarebbe stato ancor più pesante di quanto non lo sia già stato.

Sono quindi qui per parlarvi di Sherlock Holmes Consulente Investigativo: Carlton House & Queen’s Park, gioco da tavolo di Raymond Edwards, Suzanne Goldberg e Gary Grady da 1 a 8 giocatori (ma ne consiglio al massimo la metà), pubblicato da Asmodee Italia.

La mappa di Londra e alcune planimetrie. A volte possono essere molto utili nelle indagini!

Un bicchierino, del buon tabacco, e la spiegazione del regolamento.

Sarò breve, perché il regolamento di Sherlock Holmes Consulente Investigativo è quanto di più semplice si possa immaginare.

Dopo aver scelto il caso da risolvere si prende il relativo libricino, il quotidiano del giorno (e quelli precedenti), la mappa di Londra, l’Annuario e qualunque mappa o planimetria aggiuntiva necessaria. Obbligatorio avere anche carta e penna per gli appunti.

Si legge l’introduzione al caso e i giornali, quindi si decide quale personaggio andare a visitare o interrogare. A partire dal suo nome, infatti, si può risalire all’indirizzo tramite l’Annuario. Si trova quindi tale indirizzo all’interno del libricino del caso, e si legge l’interazione con il personaggio scelto.

Si prosegue così finché non si è pronti a dare la soluzione: si apre quindi la busta incollata alla fine del libro del caso, si risponde alle domande al suo interno, e infine si legge l’epilogo, calcolando il punteggio del gruppo (ottenuto tramite le risposte corrette, e ridotto dal numero di piste seguite). Sherlock Holmes fa sempre 100 punti, usando il minimo indispensabile di piste per risolvere il caso: batterlo è estremamente difficile ma non impossibile!

Tanti casi, ma tre tipologie.

Penso sia necessario trattare questa recensione in tre parti, a causa della naturale suddivisione dei casi stessi.

Due casi sono effettivamente già stati pubblicati in Italia, come promo dell’edizione originale: sono infatti La Pista Tortuosa e Il Riscatto del Diavolo.

Entrambi sono indipendenti l’uno dall’altro, e rispecchiano in tutto e per tutto lo stile del gioco originale. Sono probabilmente quelli meglio riusciti dell’intera opera: non hanno fronzoli o complicazioni, funzionano e basta.

Cinque invece sono i casi relativi alle vicende che avvengono attorno a Carlton House. Essi aggiungono al materiale anche la planimetria della villa stessa, con la lista degli ospiti presenti nella villa.

Non c’è un fil rouge tra i casi, nuovamente indipendenti tra loro e questa volta particolarmente variegati in complessità.

La mole di informazioni che riceviamo è sempre e comunque enorme, e la necessità di azzardare conclusioni – eventualmente legate alla disposizione delle stanze all’interno della villa – non rende il tutto più semplice… anzi.

In ogni caso, anche questi misteri sono scritti molto bene: risultano interessanti,  tengono accesa la conversazione e portano il dibattito su ipotesi a volte bizzarre.

Quindi, sette casi su dieci sono promossi. E così, arriviamo alla nota dolente.

Tutto il materiale contenuto nella scatola. Tanta, tantissima carta e tante, tantissime parole.

Cadere sul più bello.

Quello ambientato a Queen’s Park è un unico caso suddiviso in tre giornate. Non è impossibile intuire, quindi, che la mole di informazioni sarà gargantuesca, il numero di personaggi estremamente ampio, e gli intrecci narrativi particolarmente intricati.

Questo, probabilmente, è un caso per veri investigatori. Non si deve quindi rimanere scoraggiati nel momento in cui non si riesce a portarlo a termine, o se soltanto una minuscola parte del caso risulta chiara ai giocatori. Tuttavia, il problema riscontrato non risiede nella difficoltà, bensì nell’impeccabile traduzione dalla versione originale, a opera di Asmodee Italia.

Ebbene sì! La traduzione, eccezion fatta per alcuni errori di impaginazione o battitura è perfetta.

Talmente perfetta da tradurre puntualmente anche gli errori presenti nella versione inglese.

Navigando su BoardGameGeek, infatti, si notano discussioni (riguardanti l’edizione originale a cura di Space Cowboys) che identificano alcuni errori parecchio grossolani, impeccabilmente trasportati anche nell’edizione nostrana.

In Queen’s Park, ad esempio, alcune persone citate hanno un nome incorretto, mentre altre riportano un indirizzo errato all’interno dell’annuario, con conseguente impossibilità di visitarle. Inoltre, nel quotidiano di uno dei tre giorni è presente un articolo che dovrebbe essere scritto nel numero precedente.

Non penso che ció sia accettabile. Un gruppo, per poter avere una possibilità di risolvere un caso incredibilmente difficile, non dovrebbe dover pensare di andare a leggere delle errata corrige, perlopiù su un sito esterno a quello di Asmodee Italia, e in inglese.

Conclusioni

Il lockdown non sarebbe stato lo stesso senza Sherlock Holmes, lo ammetto.

Non posso negare di essermi divertito, di aver spremuto ogni mio neurone, e di essermi ricordato ancora una volta che, a meno di improvvisi (e rari) lampi di genio, nei giochi investigativi sono uno scarpone.

Ma mi dispiace notare che questo prodotto si dimostra impeccabile nella prima parte per poi cadere più o meno rovinosamente proprio nell’ottica di quello che dovrebbe essere il suo fiore all’occhiello.

Quindi prendetelo, giocatelo, divertitevi… Ma controllate FAQ ed errata corrige.

Già è quasi impossibile battere Sherlock, qui sembra proprio che voglia anche barare.

Ringrazio Asmodee Italia per la copia di review.

Andrea Barbasso

Web Engineer che non ha mai smesso di giocare. Appassionato in primis di giochi da tavolo, non disdegna alcun tipo di attività ludica. Gioca per vincere, divertirsi, e passare del tempo di qualità, tutto in contemporanea. Amante del buon bere, del buon tabacco, della buona compagnia, e di un paio di baffi ben curati.

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Tags: Asmodee

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