Gentlemen Around a Table: Soulgivers

copertina soulgivers

All’interno del Padiglione Carducci della maestosa Lucca Comics and Games dell’anno scorso svettava – nonostante le sue piccole dimensioni – lo stand di un gioco che sembrava giá vantare numerosi seguaci, nonostante non fosse (e non sia) ancora stato pubblicato

In un tripudio di nero, arancio e azzurro fluo, campeggiavano i prototipi di Soulgivers, gioco da tavolo di Luca Cervini per due giocatori, che farà capolino il 15 settembre in una campagna Kickstarter.

tabellone soulgivers
Il tabellone di gioco. Seriamente, riuscireste a passarci davanti senza esserne quantomeno incuriositi?

La mia avventura nell’era della decadenza

Avvicinandomi a tale stand notai che il team di Soulgivers non aveva badato a spese per promuovere la sua creatura: a ogni avventore veniva regalata una borsa shopper (rigorosamente griffata con una delle splendide illustrazioni del gioco) contenente all’interno un taccuino (il quale tutt’oggi custodisco gelosamente e nel quale scrivo i miei appunti che, forse, un giorno prenderanno la forma di giochi), mentre lo stand stesso si dimostrava incredibilmente accogliente, tappezzato da immagini del gioco e sempre e comunque pullulante di visitatori.

Ho avuto il piacere di conoscere Riccardo e Giulia, nonché di scambiare qualche piacevole convenevole con Luca, la mente dietro al progetto.

Luca nella vita è un Graphic Designer, e ciò si nota in vari aspetti del suo gioco: quest’ultimo infatti esce dai canoni odierni della produzione ludica, non perché voglia tornare a quelli passati, bensì per imporne di futuri. I materiali sono unici, impossibili da non notare, e sfruttano una palette di colori che chiunque abbia giocato a Portal non potrà non apprezzare.

soulgivers pedine
Le meravigliose pedine. L’Architect ha recuperato l’anima del Runner, e sta trasportando il Frammento.

Giulia mi accompagna in un breve test drive, seguendomi in una veloce partita con regole semplificate, nel tentativo di smaltire al meglio la coda di aspiranti tester che si stava generando dietro noi giocatori. Il gioco si presenta come una Battle Arena per due giocatori, con un tabellone modulare e modificabile nel corso della partita. Ogni giocatore ha a disposizione un mazzo di Soulgivers, potenti creature con proprietà fuori dal comune, e le relative pedine in acrilico. Lo scopo del gioco è quello di ottenere il frammento (ovvero l’ultimo pezzo del Primo Anello, pianeta che portava benessere a tutto il Multiverso prima dell’avvento della Decadenza) al centro della mappa e trasportarlo al sicuro all’interno di uno dei propri Portali.

Nel proprio turno ogni giocatore sfrutta le abilità dei suoi personaggi per riuscire a compiere tale missione. Oltre alle loro capacità speciali (che ad esempio modificano la mappa spostandone le tessere, fanno apparire buchi neri – letali per quasi tutti i Soulgivers -, oppure spostano le pedine avversarie) le normali azioni permettono di muoversi, attaccare, raccogliere il frammento e passarlo a un proprio compagno.

La distruzione di un proprio Soulgiver da parte dell’avversario (o la sua morte a causa del naturale susseguirsi dei turni – o, in altre parole, della Decadenza stessa) sará fonte di nostra disperazione… Ma non del tutto. Il Soulgiver deceduto, infatti, fará cadere la propria anima, che potrá essere raccolta da un altro dei nostri personaggi, il quale potrá infine sfoggiare le proprie abilitá speciali unite a quelle del personaggio caduto in battaglia.

soulgivers anima
Patcher piú Spacewalker: strana combinazione, ma potenzialmente letale!

Battle Arena, un genere che non apprezzo. Di solito.

Giá, non sono un giocatore da uno-contro-uno, e nemmeno un fanatico di battaglie su griglia. Se scorrete la storia delle mie recensioni, scoprirete il profilo di un fanatico del German, della pianificazione lenta e premurosa, del coltivarsi il proprio orticello andando a rubare giusto qualche fragolina da quello dell’avversario.

Eppure.

Soulgivers, nella breve prova che ho fatto, mi ha affascinato. Un gioco dal regolamento snello ma approfondito da numerosi personaggi, una lore (ovvero storia/narrazione che sottende all’intera opera) interessante, infarcito di momenti spettacolari e improbabili ribaltamenti della situazione, ornato da una presenza sul tavolo pulita e stupefacente.

Non vedo l’ora di poterne fare una recensione completa, nonostante la mia probabilissima futura rateo di vittorie intorno al 10%. Nell’attesa che il Kickstarter abbia inizio (ricordo, il prossimo 15 settembre), vi rimando alla pagina Facebook del progetto, nonché al relativo server Discord, su cui il team del gioco organizza partite e tornei tramite Tabletopia.

Luca ci spiega la Lore e le regole base in maniera impeccabile.

ARTICOLO IN AGGIORNAMENTO.