Cubirds Recensione | Non finiscono mai queste migrazioni

Cubirds, la recensione del gioco da tavolo di MS Edizioni
Dall'ornitologo al boardgamer incallito, Cubirds è un gioco che saprà divertire tutti.


Vi è mai capitato di sedervi al parco in un soleggiato pomeriggio di primavera e osservare il mondo scorrere davanti a voi? Immaginate il ramo di un albero, con qualche fiore ancora nell’incertezza se sbocciare o meno. Ad un certo punto un passerotto si posa sul ramo e inizia a cinguettare. Poi ne arriva un altro, quasi richiamato dal canto del primo, e un altro ancora. Finché non giunge una cornacchia che disperde il piccolo stormo di passerotti. Ecco, a questo punto vi starete chiedendo che cosa c’entra questo piccolo momento di ornitologia con Cubirds, beh…scopritelo nella nostra recensione del gioco da tavolo di MS Edizioni!

Design e materiali: Gli uccelli di Rubik…o quasi

Se il celebre designer ungherese Ernő Rubik avesse progettato e realizzato delle sculture di varie specie di uccelli, probabilmente le avrebbe fatte spigolose e colorate proprio come il suo omonimo cubo. Un po’ come ha fatto Kristiaan Der Nederlanden realizzando le grafiche dei volatili di Cubirds, gioco da tavolo di Catch Up Games, ideato da Stefan Alexander ed edito in Italia da MS Edizioni. In Cubirds sono presenti ben 110 Carte Uccellino divise in 8 specie diverse. Ogni specie è la raffigurazione geometrica di un tipo di uccelli realmente esistente che va dai classici passerotti da parco a uccelli più esotici come pappagalli e tucani. Le varie tipologie di uccelli sono disegnate in due pose differenti ma tutte perennemente in attesa, su un filo, di trovare il proprio stormo con cui volare via.

Cubirds recensione, provato il gioco di carte di MS Edizioni

Ed eccoci tornare all’introduzione. A quel pomeriggio al parco mentre decine di uccellini diversi si alternano tra i rami degli alberi perdendo i componenti del proprio stormo. È qui che entra in ballo il giocatore, chiamato a riportare l’ordine tra le file di uccellini in modo che ognuno possa volare via con il suo stormo e tornare al proprio nido. Un’idea di base semplice che però si interseca con un game design interessante e che mette insieme geometria, strategia e un pizzico di caso.

Setting iniziale: Tanti esemplari, un unico obiettivo

Dopo aver disposto 4 file da 3 carte ciascuna con uccelli diversi per ogni fila, il giocatore con il ruolo di mazziere distribuisce 8 carte ad ogni giocatore. Infine distribuisce anche una carta scoperta che potrà essere usata come carta di base per iniziare la propria collezione di uccellini. A questo punto la partita è pronta per iniziare ma qual è lo scopo del gioco? Per vincere ogni giocatore dovrà mettere nella propria collezione – una zona del tavolo separata dalla plancia con le file centrali – almeno 7 specie diverse di uccellini oppure 2 sole specie, ma composte di almeno tre uccellini ciascuna. Per farlo dovrà utilizzare i numeri presenti nell’angolo in alto a destra delle carte che gli permetteranno di chiudere uno stormo e di aggiungere uccellini alla collezione.

Vediamo un esempio pratico: se un giocatore si trova con in mano 3 tucani e il tucano ha nell’angolo il numero 3/4, potrà chiudere uno stormo e mettere nella collezione un solo tucano. Mentre se il giocatore tiene in mano 4 tucani, il numero massimo per questa specie, può metterne ben due in collezione e scartare gli altri. Il numero massimo per ogni specie è rappresentato da quello di destra del “/” mentre il numero minimo per chiudere lo stormo da quello di sinistra. Chiuso uno stormo e aggiunti gli uccellini alla collezione il resto di quello stormo andrà depositato nella pila degli scarti.

Durante il gioco: Geometrie essenziali

Cubirds recensione, provato il gioco di carte di MS Edizioni

Ad ogni turno un giocatore deve, obbligatoriamente, piazzare uccellini. Per farlo deve prendere tutti gli uccellini della stessa specie che ha in mano e posizionarli ai lati di una delle 4 file centrali. Se la fila contiene già uno o più esemplari della specie piazzata dal giocatore, questo deve raccogliere tutti gli uccellini di specie diversa compresi tra quella piazzata e quelle già presenti. In pratica una volta posizionati gli uccellini dalla mano si dovranno raccogliere dalla fila tutti quelli non uguali.

A questo punto, se nella fila sono rimasti solo uccellini della stessa specie, il mazziere aggiunge uccellini dal mazzo finché non ci sono almeno due specie di uccellini differenti sulla fila. Superata questa prima fase obbligatoria del turno un giocatore può decidere se chiudere uno stormo, come visto sopra, oppure passare. Appena un giocatore termina le carte che ha in mano diventa il nuovo mazziere (anche se lo è già) e tutti gli altri giocatori devono scartare le carte abbandonando i loro sogni di gloria e pescando altre 8 carte ciascuno. Per mettere i bastoni tra le ruo.., anzi, i rami tra gli uccellini degli altri giocatori, abbiamo usato spesso lo stratagemma di finire le carte in modo che tutti fossero costretti a scartare gli uccellini raccolti fino a quel momento senza poter chiudere gli stormi.

Può capitare infine di non poter racchiudere uccellini dello stesso tipo durante la fase di piazzamento. In quel caso bisogna comunque piazzare degli uccellini accanto ad una delle file, scegliendo poi se pescare o meno 2 carte dal mazzo. Cubirds prevede infatti partite da 2 a 8 giocatori, e sfidando un numero di avversari superiori a 4 è possibile che più giocatori puntino alla stessa specie sulle file centrali, pescare dal mazzo diventa quindi un espediente fondamentale per trovare gli esemplari necessari a chiudere lo stormo.

Cubirds recensione, la prova del gioco di uccellini di MS Edizioni
Abbiamo giocato per ore ma non siamo ancora riusciti a capire che razza di uccello è il terzo nella fila superiore!

Commento finale: strategia e un pizzico di fortuna

Cubirds è un gioco immediato e divertente, con partite che non superano la mezz’ora e che risultano coinvolgenti al di là della semplice “trama” del gioco. Aiutare gli uccellini è infatti solo un pretesto che porta i giocatori a sfidarsi in una caccia estenuante all’ultimo esemplare, in cui la strategia scelta per la vittoria potrebbe cambiare da un momento all’altro, basta solo che se ne presenti l’occasione. A regolare la sfida una geometria di bilanciamento delle carte quasi perfetta, che se all’inizio rende abbastanza facile chiudere i primi stormi nelle fasi avanzate di gioco fa penare parecchio i giocatori per trovare l’ultimo uccellino utile alla vittoria. Dove non arriva l’equilibrio però arriva il caso e l’uccellino che non serve più ad un giocatore, potrebbe essere la vittoria per un altro.

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Articolo a cura di Simone Alvaro "Guybrush89" Segatori

Ritrovato in tenera età su una spiaggia pixelata le sue prime parole sono state "Voglio fare il pirata!"

In mancanza di un vero galeone è partito all'arrembaggio del mare della rete depredando le conoscenze di ogni isola su cui è approdato: Ha scritto per Games, VGN, Adventure's Planet, Badgames, FlopTV, Cinefilia Ritrovata, Ridble e creato qualche video per la ciurma di Game Series Network.

Nel mentre la taglia sulla sua testa è aumentata e dopo che l'Università di Viterbo lo ha ritenuto un pericoloso "Capitano della Comunicazione", l'Alma Mater Studiorum di Bologna lo ha classificato come "Minaccia Pirata esperta di Cinema, Televisione e Produzione Multimediale".

Per circa un anno è quindi rimasto nascosto nella Cineteca di Bologna, gestendo dall'ombra l'Archivio Videoludico e organizzando anche un ritrovo piratesco conosciuto come Svilupparty.

Dopo qualche tempo passato in mare tra cinema, fumetti, serie tv, libri, aspirapolvere e videogiochi, senza mai una vera casa, mette l'ancora alla fonda nella baia videoludica di Player.it, dove passa le giornate in compagnia di scimmie, balene e altri animali. Va spesso ad ubriacarsi nella taverna di Tom's Hardware, inoltre va all'arrembaggio di libri e fumetti su Frasix, di gadget e serie TV su Nospoiler e Cinematographe e svolge ricerche su antichi manufatti per conto di Ivipro.

Il richiamo dell'oceano però lo trascina continuamente tra le onde e anche se non sa dove lo porterà il vento quello che conta davvero è il viaggio.

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