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Recensione Blazing Chrome

Nella moderna società l’estate è solitamente associata ad un periodo conosciuto come vacanze. Durante le vacanze gli esseri umani che comunemente ci troviamo intorno (dato come presupposto che stiate leggendo questo articolo da uno dei paesi del primo mondo) prendono e se ne vanno in luoghi che stimolano la loro fantasia e la loro voglia di relax, lasciandoci davanti a quello che ironicamente chiameremo il fenomeno della lista amici vuota. Blazing Chrome è uno di quei giochi da il meglio di se in caso di liste di amici deserte, con un compare molto fidato non particolarmente abituato al mondo dei videogiochi moderni ed una buona dose di cibo e liquidi per poter ricaricare le energie game over dopo game over.

Il titolo, uscito da pochissimo su Steam e le altre varie piattaforme del caso, è stato realizzato dal team brasiliano JoyMasher dopo aver consumato chissà quante volte il brand di contra ed il mondo dei run n’ gun prima dell’arrivo di Metal Slug.

Blazing Chrome è un titolo che nel giro di una mezza dozzina di ore vi farà tornare indietro alle fumose e adorate sale giochi, intenti ad imparare i primi modi per spergiurare il contenuto delle celle del calendario game over dopo game over.

Un progetto che nasce con l’idea di puntare ad una determinata tipologia di giocatore ma che, grazie al suo gameplay semplicissimo e divertente, sarà in grado di approcciarsi ad un pool più elevato di possibili acquirenti, magari convinti da una qualche recensione che ne descriva le grande qualità positive.

Vediamo insieme di che si tratta.

Blazing Chrome è tutto proiettili e nemici.

Cominciamo subito dalle basi: Blazing Chrome è uno sparatutto a scorrimento orizzontale bidimensionale che si rifà pesantemente all’universo e al mondo dei run n’gun, genere videoludico prettamente arcade che ha fatto tanto parlare di se ed ha raggruppato milioni di dollari in monetine durante il corso degli anni ottanta. Il titolo riprende fortemente la formula standardizzata dai vari Contra e Green Berret e la attualizza, portando un minimo di personalizzazione, un sistema di controllo reattivo/efficace e un comparto tecnico di primissimo ordine.

La narrativa, come è solito riscontrare in titoli di questo genere, è abbozzata quel che serve per permettere alle software house di darci dentro con gli alieni di serie B e con le esplosioni in pixel art. Nel mondo di Blazing Chrome corre l’anno 21XX D.C e la terra è in rovina assoluta, con grattacieli diroccate e città semidistrutte; una grande guerra tra umani e robot (chiamati Chrome) ha lasciato in modo indelebile una cicatrice sull’umanità, uscita sconfitta dal conflitto ed ora costretta alla sopravvivenza in piccoli gruppi sparsi per il mondo. In questo scenario Mavra e Doyle, i due protagonisti della vicenda, si ritroveranno a dover fronteggiare orde di avversari incalliti al fine di completare una missione di importanza capitale.

La missione di cui è incaricato il nostro dinamico duo è quella di distruggere il nucleo energetico che anima i Chrome, gli avversari del caso, ponendo (in caso di riuscita) di fatto la fine alle ostilità altrimenti imperanti. Un tessuto narrativo funzionale all’introduzione del gameplay, che non aggiunge niente di nuovo al genere (il setting non è particolarmente originale) ne aiuta la caratterizzazione di personaggi che servono unicamente ad imbracciare le varie armi del caso.

Il menù principale richiama quello delle produzioni dell’epoca ed è introdotto da un filmato realizzato con una splendida pixel-art che farà salire la nostalgia più assoluta ai lettori più attempati; poche ma sensate le opzioni disponibili come la possibilità di attivare delle scanlines simulate attivando le opzioni CTR A o CRT B. Segnaliamo (con molta gioia) anche la possibilità di attivare il filtro 5XBR, un filtro che da il meglio di se quando porta l’immagine su schermi con risoluzioni 4K pulendo decentemente l’immagine.

Di grande pregio anche il comparto sonoro, con pezzi eralizzati con timbri simili a quelli delle console a 16-bit seguendo strutture tipiche del rock/metal, con assoli di chitarre sintetizzate e vere e proprie shreddate.

Boom, bang e game over a profusione.

Avviare una partita a Blazing Chrome significa scegliere il proprio personaggio, scegliere lo scenario dove cominciare la mattanza e iniziare ad avanzare verso il livello finale, ultimo di sei stage; noi vi consigliamo spassionatamente di prendere parte a quest’impresa insieme ad un vostro caro amico, dotato di infinita pazienza e di una certa ironia per godervi al massimo l’esperienza ludica.

Chiunque abbia vissuto gli anni delle sale giochi sà bene come il vero potenziale di certi titoli esca fuori unicamente quando vengono giocati in compagnia di qualcuno.

Il gameplay è pressoché basilare: avanzare verso la direzione suggerita a gran velocità, abbattendo qualsiasi cosa si muova. Il titolo, data la sua natura hardcore, non è consigliatissimo a quelli che con i riflessi non hanno un buon sangue e anche alla difficoltà più bassa farà sudare le proverbiali sette camicie a causa di una grandissima quantità di nemici a schermo, a causa  di boss dai complessi pattern d’attacco e a causa di una certa confusione generale, specie se si gioca in modalità cooperativa.

I nostri personaggi avranno dalla nostra un arsenale non variegatissimo ma dotato di tante piccole sorprese: tutte le armi rintracciabili all’interno delle ambientazioni di gioco saranno dotate, similarmente a quanto accadeva in Contra, di munizioni infinite ed i potenziamenti più importanti sono legati alle tre tipologie di bot. Questi bot, quando acquisiti potranno raddoppiare la potenza di fuoco del nostro protagonista, dotarlo di un doppiosalto e velocizzarlo o donare esso uno scudo in grado di assorbire tre colpi; tutte soluzioni che risultano piuttosto importanti nell’alchimia di gioco, permettendo a chi si trova dietro al joypad di seguire un ritmo più o meno forsennato a seconda delle proprie intenzioni.

Sostanzialmente Blazing Chrome è un videogioco che si può concludere in meno di un oretta se si gioca al limite della perfezione e dell’umana capacità; realisticamente parlando per completare la prima run di Blazing Chrome un giocatore medio-esperto avrà bisogno di minimo tre ore per poter abbattere la minaccia dei Chrome. Gli sviluppatori sono stati furbi nel non essere avidi nel posizionamento dei checkpoint, che risultano essere piazzati con maestria e con saggezza donando a chi gioca uno stimolo continuo nel tentare ancora una volta di abbattere quell’odioso boss lì.

I livelli di gioco hanno dalla loro una struttura basilare ma efficace, con sviluppi orizzontali e verticali non troppo dissimili da quello che Konami fece con i primi Contra trenta anni fà. Blazing Chrome, per nostra fortuna, ma molto meno il bastardo e concede al giocatore più respiro, nonostante l’alto numero di nemici a schermo e la grande quantità di minacce incontrabili nel corso della nostra avventura.

Di pregio assoluto sono le bossfight, tutte splendidamente caratterizzate e molto più vicine a quelle epiche di un Metal Slug che ai deliri nervosi di un Contra; le battaglie con questi nemici sono di ampio respiro, con pattern riconoscibili, attacchi telegrafati il giusto ed un pizzico di sorpresa, sempre pronta per regalarci un game over nel momento più sbagliato ed emozionante; plauso assoluto per la bossfight finale, vero e proprio delirio anni ottanta  che ad un certo punto prende la testa del giocatore e la manda lontanissimo con alcune scelte abbastanza folli di trasformazione dello scenario. Per cercare di migliorare la longevità del titolo, non particolarmente esaltante (come quella del genere, essenzialmente), i ragazzi di JoyMasher hanno ben pensato di inserire una difficoltà aggiunta, destinata a tutti i veri highlander delle sale giochi ed una coppia di personaggi privi di armi a distanza, destinati solo ai giocatori più vicini al raggiungimento del nirvana ludico.

Blazing Chrome è uno sparatutto a scorrimento orizzontale che prende la lezione di Contra e la riporta nel 2019 lucente come ce la ricordavamo, addolcendo dove serve la pillola e donando quelle variabili interessanti che faranno la gioia dei giocatori più esigenti. Nonostante una difficoltà che poco perdona, il titolo risulta divertente in solitaria e divertentissimo in compagnia,come praticamente il genere stesso. Un perfetto titolo estivo per staccare tra un tripla A e l’altro, specie se si ha qualcuno di fisico con cui giocarlo e memorizzarlo.

Graziano Salini

Classe 93', ore spese sui videogiochi tendenti alle decine di migliaia. Viaggia in rete alla ricerca di notizie strambe su giochi mai usciti e competizioni al limite dell'assurdo mentre si diletta con qualche single player partorito da qualche giapponese impazzito. Ogni tanto tenta anche di arrivare ad un MMR decente su Dota2 ma evita di dirlo troppo in giro.

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Tags: PC

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