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Il nuovo look di Deus Ex, il gioco preferito di Elon Musk, non piace minimamente al suo art director che ne è rimasto scandalizzato

C’era davvero bisogno della remaster di Deux Ex? Secondo Jerry O’Flaherty l’originale direttore artistico, assolutamente no. Ecco cosa ha detto dopo aver visto le prime immagini ufficiali.

Remake e remaster, la grande domanda che vi sta alla base da sempre è “ma serviranno davvero?”, e le risposte sono molteplici e devono adattarsi a tutte le varia situazioni. Esistono progetti di remaking e remastering che lasciano il tempo che trovano, non aggiungendo davvero nulla a titoli ancora estremamente godibili. Ci sono invece volte in cui queste operazioni, permettono di apprezzare giochi che rischierebbero di cadere nel dimenticatoio, a causa di una grafica non all’avanguardia o di un gameplay anacronistico.

All’annuncio di ogni nuova remaster o remake, sono tanti quelli che iniziano a cercare pareri su internet, su come potrebbe essere un determinato titolo. Non capita spesso però, che a dare un’opinione e pure abbastanza forte, sia una delle personalità che a suo tempo, è stata maggiormente coinvolta nello sviluppo del titolo originale. E nel caso di Deus Ex, a parlare è il direttore artistico del titolo originale del 2000.

Deus Ex “Ma che ca**o” Edition

All’annuncio della remastered di Deus Ex, i fan di vecchia data sono andati in visibilio. Si attendeva da anni una qualunque novità sulla celebre saga cyberpunk, che ha segnato un punto di svolta importante per gli fps di inizio anni 2000. L’operazione, messa in moto da Aspyr, pareva dunque un primo tassello, sebbene in molti non sembrassero poi troppo convinti di ciò che era stato mostrato. A dissentire però, adesso è anche una voce decisamente autorevole.

Nelle ultime ore infatti, è diventata virale una risposta che Jerry O’Flaherty avrebbe dato a un giornalista di FRVR, riguardo un parere sull’operazione Deus Ex Remastered. O’Flaherty, per chi non lo sapesse, è il direttore artistico del Deus Ex originale e, secondo quanto riferisce nell’intervista, non parrebbe proprio entusiasta di come stanno trattando la sua “creatura”.

Deus Ex “Ma che ca**o” Edition (player.it)

Si, insomma, il responso di  Jerry O’Flaherty non sembrerebbe chissà quanto positivo:

“Oh, ma che ca**o. No. Non c’èera bisogno che questo accadesse. Mi spiace con chiunque sia coinvolto. […] Se vuoi farlo, certo, perché no? Perché dovrei giudicare?”

Una risposta decisamente lapidaria, che lascia adito a ben poche interpretazioni: Jerry O’Flaherty non pare entusiasta di come stanno procedendo i lavori. Non si tratta però di semplice nostalgia, dato che subito dopo, aggiunge una spiegazione: secondo lui infatti, col primo Deus Ex non si è mai cercato di rincorrere uno stile realistico. La forza grafica del gioco, stava tutta in uno stile artistico unico che, perparafrasare O’Flaherty, permetteva di sfruttare il motore grafico, facendo ciò che poteva fare meglio.

Secondo O’Flaherty insomma, cercare di spingere così tanto la grafica senza però cambiare lo stile artistico, creerebbe un effetto patinato. “La realtà non è proprio ciò che vorresti”. Una lamentela che, in tempi non sospetti, tanti utenti avevano mosso ad Aspyr e che ha un po’ spezzato l’hype attorno a quello che, al di là di tutto, è un graditissimo ritorno.

This post was published on 3 Novembre 2025 14:00

Pietro Falzone

Redattore Appassionato di videogiochi sin dal sempre più lontano 2002, quando per festeggiare i 5 anni ricevette una copia di Crash Bandicoot per la prima PlayStation. Il richiamo dell'avventura digitale lo fece innamorare di un mondo fatto di pixel, più o meno definiti. E l'amore non si è mai fermato. Inizia così a tastare tutti gli aspetti del mondo videoludico. Tra le sue più grandi passioni, si piazzano in ordine gli MMORPG (con sempre meno per giocarli, purtroppo), gli sparatutto in prima persona e, doprattutto, giochi di ruolo single player. Così si spiegano le più di mille ore, spalmate sui vari titoli From Software, da Demon's Souls in poi. Dalla fine delle medie, scopre una nuova passione: la scrittura. E come se non bastasse, scopre che nel mondo c'è chi scrive riguardo ai videogiochi, come se fosse un lavoro vero. Cosa fare di due passioni del genere dunque? Inizia così la ricerca disperata del giusto vascello, che riuscisse a convogliare voglia di fare, idee e tempo. Dopo un periodo passato a peregrinare, tra siti e sitarelli, approda su Player.it dove trova una casa in cui convogliare idee e spunti, al fianco di un team solido e costruttivo.

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