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Pubblicato in: Giochi da Tavolo

Recensione | Fuga dal Manicomio

Abbiamo provato per voi Fuga dal Manicomio, un gioco edito da dV Giochi e creato da Martin N. Andersen, Alexander Peshkov, Ekaterina Pluzhnikova.
Fuga dal Manicomio è del genere “escape room da tavolo”, un tipo di gioco collaborativo che riporta sul tavolo l’esperienza di una vera escape room.

N. giocatori: 1-6
Età: 12-99
Durata: 60’ ca.

Meccanica: cooperativo
Lingua: italiano
Prezzo consigliato: 39,90€

Fuga dal Manicomio non è soltanto un gioco ma è un’esperienza in cui ci si immedesima in una storia complessa ed entusiasmante, che si dipana man mano che il gioco procede e che lascia il giocatore incollato alla sedia.

Quando si inizia a giocare, non si ha la più pallida idea di cosa aspettarsi e le regole del gioco così come le azioni da compiere e tutto ciò che accadrà vengono spiegate nel corso della partita stessa.

Escape room da tavolo


I giochi del genere “escape room da tavolo” si basano sui giochi dal vivo che tutti conosciamo con il nome di escape room.

Molti di noi hanno partecipato, almeno una volta, ad una escape room.

Un gruppo di partecipanti viene “rinchiuso” in una stanza e deve risolvere una serie di enigmi, aprire lucchetti e decifrare combinazioni, trovare oggetti nascosti e passaggi segreti al fine di trovare la via di fuga.

Le virgolette alla parola “rinchiuso” sono d’obbligo poiché la porta della stanza in cui il gioco si svolge è chiusa solo per finta. L’idea di essere imprigionati è immaginaria, contribuisce all’adrenalina del gioco ma non causa disagio né malessere claustrofobico.

Fuga dal Manicomio, edito dalla dV Giochi richiama l’idea e lo stile di un’ escape room, con la differenza che l’esperienza non si vivrà dal vivo ma per mezzo di un mazzo di carte.

Unboxing


La confezione di Fuga dal Manicomio comprende due scatole, una in cui è contenuta la prima parte e una in cui c’è la seconda.
Abbiamo tra le mani un pratico cofanetto, esteticamente molto bello e dall’aspetto robusto.

Quando andiamo a sollevare il coperchio della prima scatola, troviamo esattamente ciò che ci si aspetta quando si ha a che fare con un escape room da tavolo: ci dà il benvenuto un foglio di regolamento dal design accattivante che, per prima cosa, ci intima di non aprire i pacchetti di carte né le buste che la scatola contiene, per evitare spoilers.

Inutile dire che questo non fa altro che far crescere la curiosità per quello che sta per accadere. Il fomento cresce quando notiamo che nella scatola non c’è solo il mazzo di carte, quello che sappiamo che ci darà istruzioni per tutto il gioco, ma troviamo alcune buste dal contenuto ignoto.

Le buste sono grandi quanto una normale busta da lettera ma riportano all’esterno una grafica dettagliata e intrigante e ci accorgiamo che al loro interno deve esserci tanto materiale. Mentre ci chiediamo quali e quanti enigmi esse contengano, vediamo che i disegni all’esterno sono essi stessi dei rompicapo.

Nella scatola troviamo poi una planimetria di un manicomio, dei piccoli libretti il cui titolo è molto chiaro: suggerimenti e soluzioni. Troviamo anche alcune pratiche schede segnatempo.

Basta una rapida occhiata al contenuto della scatola che già non vediamo l’ora di iniziare la partita.

Come si gioca


Chi non ha mai giocato un’ escape room da tavolo si troverà disorientato da un regolamento brevissimo e che passa subito all’azione: prendete il mazzo di carte principale, non mischiatelo e non guardate neppure una carta ma piazzatelo direttamente sul tavolo.

Compilate poi la scheda segnatempo appuntando l’ora di inizio della partita, voltate la prima carta e buon gioco.

Il dorso di una carta.

No, non ci viene spiegata nessuna regola nel dettaglio. Soltanto in un’appendice di un paio di pagine viene spiegato brevemente come utilizzare alcuni componenti e come fare per metter via il gioco dopo aver completato una storia e prima di iniziarne una nuova, ma anche qui rest sempre palpabile l’alone di mistero che circonda il gioco.

Come ogni escape room da tavolo che si rispetti, è il gioco stesso che, man mano che la partita procede, ci spiegherà come si gioca.

Tutto ciò non fa altro che alimentare e la stessa ansia che si prova quando si entra in una escape room, chi ne ha provata almeno una sa di cosa stiamo parlando. Ebbene, la sensazione che si prova è esattamente la stessa di quella che si prova nel girare la prima carta di un gioco di cui ignoriamo tutto, sia ciò che accadrà sia a cosa servono le misteriose componenti che sono nella scatola.

Il gioco è di tipo cooperativo, uno dei giocatori legge ad alta voce la prima carta, insieme devono risolvere gli enigmi proposti e mettersi d’accordo per operare le scelte di trama che ritengono più opportune al proseguimento del gioco.

Può essere che la carta che stiamo leggendo ci chieda di pescare altre carte oppure ci viene proposto un enigma che, risolto il quale, ci indicherà quale carta pescare per far proseguire il gioco.

Ogni carta ha stampato sul dorso un numero di quattro cifre e ci viene chiesto di pescare e leggere di volta in volta una carta con un numero specifico che bisognerà cercare nel mazzo, il quale non viene mai mischiato.

In generale, il gioco prosegue risolvendo un enigma dopo l’altro o facendo scelte di trama. In pratica, quando una carta racconta un particolare episodio ci viene offerta la scelta se pescare una carta con un particolare numero se vogliamo compiere una certa azione o pescare una carta diversa se vogliamo compiere un’azione differente.

La scheda segnatempo

Prima di iniziare la partita, è necessario compilare la scheda segnatempo. Ne troviamo alcune copie nella confezione.

Semplicemente, ci si appunta l’orario di inizio della partita e durante il gioco segniamo gli errori commessi e gli aiuti consultati quelle volte che ci blocchiamo.

Al termine della partita, errori e aiuti danno penalità al tempo impiegato, che sarà il nostro punteggio. Se saremo riusciti a restare sotto i 60 minuti potremo dire di esser stati davvero bravi.

Suggerimenti e soluzioni

Nella scatola di Fuga dal Manicomio troviamo tre piccoli libretti che contengono suggerimenti e soluzioni per tutti gli enigmi proposti dal gioco.

Un libretto contiene un primo suggerimento per ciascun enigma, c’è poi il libretto con il secondo suggerimento e il libretto con la soluzione vera e propria.

Questo fa sì che sia impossibile bloccarsi totalmente durante il gioco, ci sarà sempre la possibilità di superare un enigma per passare alla carta successiva.

Cinque storie per cinque fughe


Uno dei punti di forza di Fuga dal Manicomio è che ad un certo punto si arriva ad una fine, la storia che le carte stanno raccontando con il loro susseguirsi giunge ad un epilogo. Il gioco, però, non finisce qui.

Il mazzo di carte è ancora sul tavolo, abbiamo usato solo una piccola parte delle carte e aperto solo poche delle buste degli enigmi.

Il retro di una busta degli enigmi.

Calcoliamo il punteggio sulla base degli errori commessi e dei suggerimenti utilizzati e prendiamo un respiro. La tensione si scioglie ma la voglia di giocare è tutt’altro che esaurita.

Possiamo quindi cominciare una nuova storia: basta pescare la prima carta del mazzo rimasto e iniziare una nuova, rocambolesca fuga.

Il cofanetto di Fuga dal Manicomio comprende due scatole, la prima e la seconda parte. Ciascuna parte permette di giocare cinque storie.

Le storie sono una sequenza di carte, enigmi e scelte di trama che dipanano una vicenda auto-conclusiva. Le storie sono tutte intrecciate tra loro e c’è una trama comune che si sviluppa lungo tutte e cinque le storie di ciascuna scatola.

Bisogna giocarle tutte per scoprire il segreto del Centro di Igiene Mentale North Oaks, luogo in cui le storie sono ambientate.

Il mazzo supplementare


In ogni scatola c’è un piccolo mazzo di carte simili a quelle del mazzo principale, anch’esse con un numero di quattro cifre stampato sul dorso ma con un segno che le distingue dalle altre.

Nel corso del gioco, una carta potrebbe chiederci di fare una scelta. Ad esempio, ci potrebbe chiedere se vogliamo raggiungere una certa stanza oppure un’altra, se vogliamo prendere un certo oggetto o lasciarlo lì e così via.

A seconda di cosa decidiamo di fare, le istruzioni sulla carta ci chiederanno di sostituire una carta del mazzo principale con una carta del mazzo secondario.

Questo fa sì che prima o poi, andando avanti con la fuga, ci imbatteremo nella carta del mazzo secondario, la quale può essere di aiuto o ostacolarci ma di sicuro orienterà la trama in una direzione diversa da quella che avrebbe preso se non avessimo fatto la sostituzione.

Questo concede grande varietà al gioco e una buona longevità, dal momento che ogni storia, alla fine, è diversa da tutte le altre giocate in precedenza.


Recensione tecnica

Arrivati a questo punto nella nostra recensione, non possiamo più andare avanti nel raccontarvi cosa troviamo scritto su ciascuna carta altrimenti vi rovineremmo l’esperienza di mistero e di sorpresa.

Possiamo sicuramente dirvi che il gioco riesce sempre a cogliere impreparato e a sorprendere il giocatore sia per gli enigmi proposti, che sono sempre molto originali, ma anche per la conduzione del gioco, per le successive azioni che vengono richieste ai giocatori e che questi non si sarebbero mai aspettati di dover compiere.

Punti a favore

  • Rapido apprendimento

Per giocare a Fuga dal Manicomio non è necessario uno studio delle regole. Basta mettere il mazzo sul tavolo, armarsi di carta e penna per appunti e voltare la prima carta. Tutto il resto viene man mano.

  • Atmosfera

L’atmosfera di una escape room è ricreata alla perfezione. Il giocatore prova la giusta ansia, la tensione è sempre alle stelle durante tutta la partita e le emozioni sono sempre assicurate.

  • Enigmi ben calibrati

La difficoltà degli enigmi è quella giusta. Quelli più difficili impegnano anche chi è esperto e quelli semplici sono comunque divertenti da risolvere.
Non si prova mai la frustrazione di restare bloccati, perché i suggerimenti non sono così dispendiosi da utilizzare, in termini di penalità per il punteggio finale ma al contempo agevolano la soluzione senza togliere il gusto di arrivarci da sé.
Il libretto delle soluzioni, anche se non dovrebbe mai essere utilizzato, è comunque indispensabile per non restare completamente bloccati.

  • Narrazione appassionante

Fuga dal Manicomio racconta una storia anzi, cinque storie. Non è soltanto una serie di enigmi da risolvere ma a tratti somiglia ad un librogame.
Ci sono svolte di trama di cui i giocatori sono protagonisti e questo lo rende molto più avvincente rispetto ai classici escape room da tavolo che, pur avendo una trama, non prevedono una componente di roleplay come in Fuga dal Manicomio.

  • Longevità

Il fatto che si tratti di cinque storie diverse più altre cinque nella seconda scatola rende il gioco longevo ma ha anche un altro importante effetto: una partita ha la giusta durata, un’ora se siamo bravi o poco di più.
Alla fine di una storia possiamo rilassarci, far defaticare le meningi e ci possiamo ritenere pienamente soddisfatti. Resta la voglia di giocare ancora e possiamo farlo, dal momento che c’è una nuova storia pronta da iniziare.

  • Grafica e materiali

L’impianto grafico di Fuga dal Manicomio è superbo, illustrazioni bellissime e materiali disegnati in modo da nascondere gli enigmi al proprio interno, cosa che rende l’esperienza profondamente immersiva.

Punti a sfavore

Ho trovato davvero difficoltà a trovare punti a sfavore in Fuga dal Manicomio. Il gioco è fatto veramente bene, il sistema funziona come un orologio, la grafica è bellissima e il prezzo è adeguato.

  • Dipendenza dalla grafica

Refusi, errori di stampa o materiali difettosi pesano su un gioco escape room da tavolo più che su qualunque altro boardgame.
Non che ci sia capitato, ma il rischio di smarrire o rovinare un componente fa saltare l’intero gioco, poiché anche se si riuscisse a sostituire comunque ci farebbe incorrere in spoiler.
Sicuramente è necessario prestare molta più attenzione ad un gioco come Fuga dal Manicomio rispetto che a tutti gli altri.

Conclusioni

Fuga dal Manicomio è un gioco di cui ci sentiamo di consigliarne caldamente l’acquisto.
Si tratta di un ottimo prodotto con una buon rapporto qualità/prezzo, una buona longevità per essere un’escape room da tavolo e una fonte sicura di forti emozioni.

Sono pronto a scommetterci: provatelo, sono sicuro che vi sorprenderà.


Luca Di Giandomenico

Giocatore di ruolo da sempre, da più di dieci anni scrivo campagne di giochi di ruolo dal vivo e collaboro con associazioni culturali per l'organizzazione di eventi e fiere. “Noi siamo le nostre storie. Siamo il prodotto di tutte le storie che abbiamo ascoltato e vissuto, e delle tante che non abbiamo sentito mai” – Daniel Taylor (1999)

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