Pubblicato in: Giochi da Tavolo

L’Isola di Fuoco: un’avventura bollente

Il gioco da tavolo che gli amici di MegaNerd.it ci presentano questa settimana è un grande classico che non passerà mai di moda. Siete pronti a tornare nell’Isola di Fuoco?

Quante volte siete andati nelle vostre soffitte o cantine e l’occhio vi è caduto su un vecchio gioco abbandonato? Se finora ci siete passati davanti con noncuranza, sappiate che alcuni giochi da tavola in voga negli anni ’90 possono valere una piccola fortuna!

Uno tra questi è L’Isola di Fuoco, quotato tra i 150 e i 200 euro, che ci ha fatto sentire dei piccoli Indiana Jones.

STORIA

The Fireball Island cominciò a circolare in America nel lontano 1986, nacque dalla mente di Bruce Lund che grazie alla Milton Bradley (MB) lo rese in breve tempo un vero e proprio must. In Italia il gioco di avventura arrivò l’anno successivo, riscuotendo lo stesso successo. Dopo il riscontro positivo Bruce Lund decise di fondare la società Lund and Company Invention, con l’intento di creare nuovi giochi “Che insegnino, intrattengano, sorprendano ed ispirino”. Purtroppo, nonostante i buoni propositi e lo splendido motto, la società non è riuscita a soddisfare il mercato, incappando in qualche scivolone come il più recente Doggie Doo Game.

Quanti di voi ricordano i pomeriggi passati a giocare a L’Isola di Fuoco? Rispolveriamo cappello, rigorosamente da esploratore, e scarponcini comodi ed andiamo insieme a ripercorrere il gioco.

GIOCO E REGOLE

La parte più pittoresca del gioco era senza dubbio il tabellone tridimensionale, misurava 64x49cm e riproduceva in scala tutta l’isola. Qui fiumiciattoli, crepacci, scarpate e strade tortuose, disegnavano il paesaggio della piattaforma facendo invidia a Bruno Vespa e ai suoi famosi plastici!
Lo scopo del gioco era quello di arrivare in cima alla montagna posta al centro dell’isola, prendere il Gioiello Rosso sorvegliato dal mostruoso Vul-Kar e fuggire. La fuga era permessa soltanto tornado al punto di partenza evitando pericoli sempre in agguato.

Il classico tiro di dado ci faceva muovere sul tabellone, che era composto da varie strade e ponti per arrivare di fronte al grande Totem sperando di non essere travolti da una delle Palle di Fuoco (5 biglie rosse). Queste Palle erano posizionate in quattro punti appositi sparsi sul piano di gioco ed una nelle fauci dell’Idolo, quando un giocatore faceva 1 col dado o giocava l’apposita carta la Palla veniva liberata. Per i giocatori travolti dalle palle non restava che ripartire dai “cumuli di cenere” caselle di salvataggio disposte di tanto in tanto.

Durante il percorso era possibile attraversare due ponti, davvero poco sicuri, su cui era obbligatorio fermarsi e rischiare la furia delle palle. Come detto in precedenza lo scopo era quello di prendere la pietra e scappare, ma non bastavano palle di fuoco e ponti traballanti, una volta raggiunto il tesoro gli altri giocatori potevano tentare di derubare il “fuggitivo”. Per rubare il rubino bastava sorpassare chi lo possedeva utilizzando passaggi segreti (detti “cave”) e velocizzando gli spostamenti sul tabellone. Le possibili strategie di gioco venivano scelte tramite un mazzo di 48 carte-azione con vari effetti:

  • Fai arretrare un avversario di 1-2-3 caselle
  • Avanza di 4-5-6 caselle al posto di tirare il dado
  • Falsa Gemma (permetteva di non far rubare la gemma)
  • Talismano magico (bloccava la palla di fuoco)
  • Palla di fuoco (liberava una palla di fuoco)
  • Prendi una carta dall’avversario
  • Cancella qualsiasi carta eccetto quella della palla di fuoco
  • Rilancia il dado
  • Guadagni un turno extra
  • Duplichi il risultato del tuo tiro di dado

A fine turno ogni giocatore doveva avere in mano al massimo quattro carte, quelle in esubero dovevano essere scartate, e se si restava senza carte si poteva usare l’amuleto porta gemma per riceverne altre.
Insomma la speranza era che il terribile Val-Kur ci risparmiasse da una abbronzatura INFUOCATA!

CURIOSITÀ

Durante il 2017 la Restoration Games ha annunciato la “rimasterizzazione” de L’Isola di Fuoco, in accordo con le società che detengono il copywright, con il nuovo titolo: Fireball Island: The Curse of Vul-Kar.

Il gioco base costerà circa 60 dollari, al cambio poco meno di 50 euro, a cui bisogna aggiungere 20 dollari di spedizione. Per il pacchetto completo con tutte le espansioni il prezzo sale a 130 dollari, forse un po’ troppo, ovvero circa 106 euro, più le solite spese di spedizione. Tutte le informazioni sono riportate direttamente sulla pagina ufficiale della Campagna Kickstarter.

Ci sono ancora speranze per chi non ha mai provato il brivido delle palle di fuoco di Vul-Kar!

a cura del Dottor Prugna

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