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Esports

Assurdo portare gli eSports alle Olimpiadi, lo dice la Federcalcio tedesca

Continua e continuerà a far discutere l’apertura che il Comitato Internazionale Olimpico ha fatto nei confronti degli eSports. Abbiamo trattato spesso l’argomento degli sport elettronici che potrebbero entrare di diritto tra le discipline sportive olimpioniche.

Alle Olimpiadi del 2024, che si terranno a Parigi, infatti, potrebbero fare la loro comparsa anche gli eSports. Nell’agosto 2017, Tony Estanguet, co-presidente del comitato olimpico, aveva così commentato l’indiscrezione:

I giovani si sono interessati agli eSports e a questo tipo di cose. Confrontiamoci. Conosciamo il loro mondo. Proviamo a trovare dei ponti che colleghino Olimpiadi e videogiochi.

Non voglio dire ‘no’ fin dall’inizio. Penso sia interessante interagire con il CIO, con loro, la categoria degli eSports, per capire meglio come sia il sistema e perché sia ​​un tale successo.

A questa apertura seguì poi un comunicato ancora più diretto e chiaro sulle intenzioni del CIO che fece intendere di considerare gli eSports un’attività sportiva:

Gli e-sports competitivi possono essere considerati un’attività sportiva, e i giocatori coinvolti si preparano e allenano con un’intensità che può essere paragonata a quella degli atleti delle discipline tradizionali. Gli ‘e-sports’ sono in forte crescita, in particolare fra i giovani dei vari Paesi, e ciò può essere la piattaforma per un coinvolgimento nel movimento olimpico.

La Federcalcio tedesca non è d’accordo

Ovviamente, la notizia non passò inosservata. Due schieramenti ben presto iniziarono a delinearsi: da una parte coloro che ritengono giusto che gli eSports facciano parte delle Olimpiadi, dall’altra chi non ritiene i videogiochi competitivi “degni” da tale palcoscenico.

Nelle ultime ore è arrivata la dichiarazione di un personaggio molto influente nel panorama sportivo europeo, il presidente della Federazione calcistica tedesca, Reinhard Grindel. Senza usare mezzi termini, il presidente della Federcalcio teutonica ritiene assurda la presenza degli eSports alle Olimpiadi:

È assurdo pensare di portare gli eSports alle Olimpiadi. Le associazioni calcistiche non riescono più a coinvolgere i ragazzi come un tempo perché questi ultimi non vengono attirati da altri sport come il basket o la pallamano, ma dall’attrezzatura digitale necessaria a competere negli eSports, e tale linea di pensiero costituisce un assoluto impoverimento della filosofia sportiva

Va ricordato che la Germania è uno dei paesi europei che sta prestando maggior attenzione al fenomeno degli eSports. Il partito di Angela Merkel, a luglio 2017, sottolineò nel suo manifesto elettorale, tra i vari punti programmatici, pieno supporto agli sport elettronici. La stessa cancelliera tedesca ha presenziato alla Gamescom 2017 tenutasi a Colonia.

Inoltre, in Germania è sorta la prima federazione sportiva dedicata agli eSports, la Esport-Bund Deutschland (“ESBD”). Non va neanche dimenticato che alcune squadre calcistiche tedesche hanno fondato team di eSports, ad esempio, lo Schalke 04 che ha un proprio team di League of Legends. Dunque, tutto si può dire della Germania tranne che non stia supportando il sistema.

Questo, però, non significa che siano tutti d’accordo con l’ammissione di quest’ultimi alle Olimpiadi.

This post was published on 7 Marzo 2018 16:19

Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne, scopro la passione per il giornalismo quasi per caso. I videogiochi sono il mio più grande amore e così decido di coniugare le due cose. Il giornalismo videoludico diventa la mia forma finale. Per me i videogiochi sono una forma d'arte e guai a dirmi il contrario. Appassionato di tutto ciò da cui sgorga sangue: cinema horror (registi preferiti Argento e Romero), letteratura gialla e dell'orrore (autori preferiti Christie, Poe e Lovecraft) e ovviamente i videogiochi del genere (Silent Hill e Resident Evil sopra ogni cosa). Il mio videogioco preferito di sempre è Fahrenheit che ho finito un numero non precisato di volte, da lì scaturisce la mia ammirazione per tutti i lavori di David Cage. La mia "carriera" videoludica è segnata da un marchio da cui non sono mai riuscito a staccarmi: PlayStation! In circa 20 anni di gaming, ho completato più di 800 titoli.

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