È curioso: il computer è cambiato in tutto, o quasi, ma la tastiera no, è sempre la stessa.
I personal computer sono cambiati tantissimo in senso estetico e funzionale nel corso degli anni, ma le tastiere sono sempre lì. E pensare che il layout QWERTY è nato nell’Ottocento con le macchine da scrivere. Quel concetto è diventato poi uno standard mondiale, un’abitudine che sembra immodificabile.
Un ragazzo degli anni ’80 capultato nel 2025 e posto di fronte a un pc faticherebbe a capire di avere a disposizione un computer. L’unico appiglio sarebbe appunto la tastiera, fondamentalmente identica a quella che ricordava.
I nuovi pc hanno monitor sottilissimi, chassis ultraleggeri e sono fatti di materiali innovativi. Il case è quasi sparito. I touchpad sono sempre più strani e sofisticati. Sono scomparsi il lettore dei floppy, le porte storiche come la VGA o la seriale. Eppure, la tastiera è ancora lì, quasi identica alla sua versione originale. Come se fosse un relitto vivente della tecnologia.
Ma anche le tastiere prima o poi spariranno. Qualcuno ci ha già provato a mandarle in pensione. Ma ogni tentativo, finora, è miseramente fallito. Le alternative Dvorak, Colemak e come le tastiere virtuali non sono mai piaciute agli utenti, che sentono ancora la necessità di inserire testi per interagire con il computer.
Eppure c’è chi è convinto che la Generazione Alpha, cioè chi è nati dopo il 2010, potrebbe abbandonare la tastiera tradizionale, preferendo la voce come principale strumento di lavoro.
I ricercatori della London School of Economics e dell’azienda tecnologica Jabra sostengono in un loro studio che entro il 2028 la voce diventerà il metodo di input dominante negli uffici e nelle case. Presto, infatti, le persone non dovranno più digitare email o messaggi testuali. Tutti invieranno note vocali.
La dismissione delle tastiere dipenderà anche dall’esplosione delle AI. La diffusione di strumenti di intelligenza artificiale renderà secondo i ricercatori sempre più naturale parlare invece che scrivere. Saranno le AI a trascrivere, organizzare e perfezionare i testi.
E c’è già chi si immagina uffici dove tutti parlano invece di battere sulla tastiera. Il che apre a dei problemi. Ci sono studi che dimostrano come il parlare ad alta voce possa ridurre la performance e la concentrazione dei lavoratori.
Bisognerebbe poi affrontare nuovi problemi relativi alla privacy e alla sicurezza: in uffici open space bisognerebbe sempre pensare ad alta voce, dettare dati sensibili e palesare altre informazioni.
Davvero la scrittura è destinata a scomparire? Per ora la tastiera ci è ancora cara e preziosa. Nonostante i progressi tecnologici rimane lo strumento più comodo e discreto per stendere e archiviare informazioni…
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