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Pubblicato in: Recensioni

Bleeding Edge, recensione a mani in faccia

Amanti dei team based brawler l’attesa è finita, la strampalata gang di Bleeding Edge è finalmente approdata sulle nostre console e PC.

Il nuovo titolo di Ninja Theory ripropone un genere non nuovo ai più navigati ma pregno di carattere e colore.

Prima regola di questo fight club: Divertitevi

Quello di Bleeding Edge è un futuro distopico dove le multinazionali la fanno da padrona. In un mondo in cui solo i più ricchi possono permettersi i migliori innesti cybernetici, l’hacker Daemon guida la sua crociata contro il potere dando vita ad una vera e propria comunità di disagiati potenziati provenienti da tutto il mondo, con la quale dà spettacolo in un fight club clandestino chiamato appunto Bleeding Edge, parola d’ordine: Divertimento.

Il circo del Bleeding Edge prende vita in diverse aree urbane andando dalle fognature alle piazze fino a vecchi sfasciacarrozze, andando quindi a definire le mappe disponibili nel gioco.

Dopo aver intrapreso il tutorial e compreso i semplici comandi e meccaniche di base, potremo finalmente lanciarci in una partita online con sfide 4v4. Le mappe e la modalità verranno scelte casualmente, ma fondamentalmente avremo due tipologie di partite: Punti di controllo e Raccolta Nuclei Energetici.

Makutu diventerà presto uno dei miei main.

Nel leggere la prima modalità avrete pensato “Ok niente di nuovo” ma è qui che Bleeding Edge ha una marcia in più. Uno dei problemi dei giochi a squadre, solitamente, è rappresentato dai compagni di squadra che non si focalizzano sugli obiettivi ma solo sulle uccisioni, proprio per questo il gioco riesce a mettere d’accordo entrambi. Nelle partite la conquista dei punti di controllo (che non sono fissi ma ruotano sull’intera mappa) non segnerà la vostra vittoria, ma bensì farà guadagnare punti alla vostra squadra, l’altro modo per guadagnare punti sarà proprio quello di riempire di botte i vostri avversari rendendo quindi fondamentale la coordinazione tra i giocatori per sbaragliare velocemente la squadra opposta. La prima a portare la barra dei punti al massimo vince.

Machete, Machete, Machete! Impossibile non canticchiarla.

In Nuclei Energetici, invece, la partita alternerà due fasi: una prima di raccolta ed un’altra di consegna. Nella prima fase dovremo raccogliere dei nuclei sparsi nella mappa, uccidere un giocatore gli farà lasciare i nuclei raccolti. Una volta raccolti tutti i nuclei, un punto della mappa diventerà attivo come punto di consegna in cui dovremo stare fermi per poter rilasciare i nuclei raccolti mentre i compagni di squadra dovranno fare in modo di non farci prendere danno.

Detto ciò il gameplay risulta facile da imparare e arduo da padroneggiare. Gli scontri sono frenetici senza però diventare troppo caotici, la visuale in terza persona con telecamera “a tre quarti” favorisce una panoramica ampia dell’azione ed il sistema di puntamento vi renderà facile il lavoro anche con i personaggi che hanno attacchi a distanza. Dimenticatevi quindi headshot ed esercizi per la mira perché qui si colpisce duro. Al momento ci sono 12 personaggi disponibili (anche se non si sa dove sia andato a finire Mekko) di cui 7 melee e 5 ranged, naturalmente separati in Tank, Healer e DPS. Ogni eroe ha a disposizione un attacco primario, 3 abilità speciali e 2 super tra cui scegliere una volta selezionato.

Anche se i controlli si comportano bene con mouse e tastiera, l’uso del controller è consigliato per una maggiore esperienza action.

Cyber Ninja, Stregoni Vudù e Donne rapaci

Dove scappi?

Parliamo ora dei protagonisti, se siete amanti del cyberpunk adorerete il character design di questo gioco: un perfetto mix di costumi tradizionali e innesti futuristici che rendono ogni personaggio unico e facilmente riconoscibile.

Come ogni multiplayer online che si rispetti c’è tutta una sezione dedicata alla personalizzazione dei personaggi nella quale potremo scegliere skin ed emote, personalizzare il nostro Hoverboard cambiando tavola, adesivo e scia ma soprattutto potremo installare le Mod: componenti aggiuntive con la quale potenziare le nostre abilità e dare vita a build uniche.

Metà donna e metà socio ACI.

Questo ultimo aspetto è una cosa che premia soprattutto chi si affeziona in modo particolare ad un personaggio e lo impara ad usare al meglio. Alla fine di ogni partita guadagneremo punti esperienza sia per il nostro profilo che per i personaggi usati durante la partita e delle valute di gioco, salendo di livello riceveremo mod gratuite o in alternativa potremo crearle nell’officina.

Ultima nota di merito è la colonna sonora, una serie di tracce dubstep mixate che accompagnano i nostri incontri facendo da ciliegina sulla torta al setting underground futuristico del gioco.

In conclusione:

Anche se Bleeding Edge ha molti elementi che sanno di già visto (letteralmente S4 League + Overwatch), Ninja Theory è riuscita comunque a confezionare un gioco fresco ma soprattutto divertente che arriva dritto al sodo (e al cuore) proponendo un ritmo incalzante alle sue partite che fortunatamente finiscono prima ancora di diventare frustranti. Ciò favorisce una giocabilità estrema sia se si vuole fare una partita veloce sia se si vuole passare tutta la serata a macinare match su match con i vostri amici. Al lancio però Bleeding Edge non ha tantissimo da offrire in termini di mappe e contenuti, ma se questi sono i presupposti e nei prossimi mesi vedremo sempre più aggiornamenti da parte del team di sviluppo, siamo sicuri che Bleeding Edge farà a lungo parlare di sé.

Diego Del Buono

Classe 1992 Studente di lingue cresciuto a pane e videogames, dalla Super Nintendo a tutta gamma Playstation. Nel 2007, scoperto l'online gaming con World of Warcraft, il suo interesse per il mercato videoludico è cresciuto a dismisura. Il suo sogno è di trasformare la sua passione per i videogames in un lavoro.

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Tags: ninja theory

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