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Recensione Dragon Quest Builders 2, sì ma che due cubi! (PS4)

Dopo l’accoglienza più che positiva per il primo capitolo, Dragon Quest Builders ritorna con una nuova avventura a base di mostri e costruzioni cubettose.

Nuova avventura, nuovo costruttore

Come per il suo predecessore ci troviamo in una versione alternativa del finale della serie madre, in questo caso Dragon Quest 2, dove i mostri hanno preso il controllo del mondo imponendo le proprie leggi sui poveri umani. Questa volta a sottomettere l’umanità sono i Figli di Hargon, un vero e proprio culto mostruoso che per vendicare la morte del loro signore hanno bandito dal mondo qualsiasi forma di creazione sia essa la costruzione di una casa o la preparazione di un piatto di pasta e patate.

Ecco perchè il nostro protagonista, un costruttore di cui potremo scegliere sesso e aspetto, inizia questa avventura prigioniero su una nave di mostri che non perderanno l’occasione di farci fare qualche lavoro di ristrutturazione alla nave dopo aver scoperto le nostre qualità di costruttore. Questo tutorial alle meccaniche principali del gioco si conclude con il naufragio della suddetta nave, parte quindi un filmato introduttivo che sembra in parte riciclato da quello di Kingdom Hearts (guardate la nostra pagina Instagram per capire) per poi risvegliarsi affamato ed intontito su un’isola deserta.

Qui il nostro giovane protagonista imparerà qualcosa in più sulla sopravvivenza ma soprattutto farà la conoscenza di Malroth, un tamarro armato di mazza che però soffre di una terribile amnesia e decide di seguire il protagonista per incamminarsi anche lui sulla via della costruzione. Creato un riparo e fatta qualche scorta di cibo, i nostri impavidi eroi decidono di esplorare l’isola fino ad imbattersi in una strana creatura che li attira fino alla cima di un alto monte per poi rivelarci lo scopo della nostra missione: liberare gli oppressi ricostruendo il mondo e portando nuovi ospiti sulla nostra isola. I due si imbarcheranno quindi in una grande avventura nelle isole prospicienti.

Distruggi, costruisci, ricrea

Uno dei punti forti di Dragon Quest Builders è l’immersione della trama principale all’interno di un enorme sandbox completamente personalizzabile: non sarà difficile trovarci molto spesso in situazioni in cui dovremo abbattare montagne e foreste per ricavare materiali preziosi da utilizzare nelle missioni o per dare sfogo alla nostra fantasia. Il gameplay della campagna di gioco si snoda attraverso una serie di missioni a lungo o breve termine che ci porteranno a esplorare l’isola andando dal punto A al punto B e viceversa, lungo la strada potremo trovare anche obbiettivi secondari come alcuni enigmi che ci permetteranno sbloccare favolosi premi.

Il titolo si colloca difficilmente in un solo genere, lo si potrebbe definire infatti un survival action jrpg sandbox tower defence farming simulator, dato che il ventaglio di attività che andremo a svolgere è davvero ampio. Oltre a fare costruzioni con i cubetti trovati in giro ci troveremo spesso a dover difendere il nostro accampamento da diverse ondate di mostri, esplorare veri e propri dungeon sotterranei o a rilassarci nel curare il nostro orticello di cavoli. Più le nostre gesta andranno a buon fine più persone verranno attirate per collaborare con noi guidati da un’IA abbastanza fluida che prenderà sempre più l’iniziativa per avere cura della nostra base.

Tutto questo divertimento, però, è spezzato dai dialoghi che risentono della propria matrice nipponica: tantissime linee di dialogo (spesso davvero inutili) che fanno passare più tempo a premere X sul joypad per saltarle, piuttosto che stare in giro a giocare e costruire fortezze inespugnabili. A questo si aggiunge una scelta stilistica che tende a stufare dopo un pò di tempo dato che ogni mostro ha una sua parlata particolare o peggio ancora personaggi che cambiano dialetto passando dal napoletano al romano.

Parlando delle novità introdotte da Dragon Quest Builders 2 notiamo sicuramente l’introduzione di una modalità in prima persona per aumentare l’immersività e aiutarci in alcune fasi di creazione, nuovi blocchi ed un sistema di combattimento molto più gratificante per quanto pur sempre legnoso, dopo ogni combattimento infatti riceveremo punti esperienza grazie alla quale potremo apprendere nuove abilità sia per il combattimento che per la creazione di equipaggiamenti e nuovi materiali.

Infine la modalità multiplayer brilla particolarmente su Switch dato che permette fino a quattro giocatori di collaborare in locale dallo stesso divano. Come ogni sandbox che si rispetti è presente una simpaticissima modalità foto grazie alla quale sarà possibile condividere le nostre creazioni con la community ma se ciò non bastasse potremo anche far visita alle isole dei nostri amici.

In conclusione:

Dragon Quest Builders 2 si presenta come una versione perfezionata del suo predecessore che aggiunge alla sua formula già collaudata alcune migliorie richieste a gran voce dai fan. Resta però il problema di una trama non molto accattivante, dei dialoghi che rallentano di molto l’esperienza di gioco ed un comparto audio alquanto scarno con alcuni suoni presi da altri franchise Square. Nonostante gli sforzi ha molto di già visto e manca di quel quid tale da farlo emergere nella sua categoria, resta comunque un buon titolo per chi è appassionato del genere o per chi cerca un gioco adatto anche ai più piccoli.

Diego Del Buono

Classe 1992 Studente di lingue cresciuto a pane e videogames, dalla Super Nintendo a tutta gamma Playstation. Nel 2007, scoperto l'online gaming con World of Warcraft, il suo interesse per il mercato videoludico è cresciuto a dismisura. Il suo sogno è di trasformare la sua passione per i videogames in un lavoro.

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