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Recensione Yakuza Kiwami 2 (PC)

Yakuza Kiwami 2 ha raggiunto il PC portando con sé, per la prima volta, il Dragon Engine che tanto ci aveva fatto esplodere di gioia su console portando ad un livello superiore l’esperienza ludica del comandare il dragone di Dojima all’interno dei quartieri in cui è ambientato il gioco.

Abbiamo già recensito la versione Playstation 4 di Yakuza Kiwami 2 definendolo un grandissimo titolo, un remake fatto con rispetto per la versione originale e per gli acquirenti che vogliono avere un esperienza degna dell’anno di uscita.

Come si comporta Yakuza Kiwami 2 su PC? C’è qualcosa di diverso dalla versione console? È un titolo che merita il nostro tempo?
La risposta a queste domande la trovate nel corso della recensione!

Yakuza Kiwami 2 ed i muscoli del dragon engine.

Esattamente come il suo predecessore, Yakuza Kiwami 2 prende le ambientazioni costruite originariamente da SEGA nel 2006/2007 e le ripropongono migliorandone la grafica, proponendo un colpo d’occhio di grande qualità e giocando con un sistema d’illuminazione estremamente ben realizzato, perfettamente in linea con quelle che oggi sono le produzioni videoludiche moderne.

Con il suo arrivo su PC Yakuza Kiwami 2 mostra ancora di più i muscoli, superando ampiamente i trenta frames a cui era limitata la versione Playstation 4 e donando al giocatore un esperienza di gioco limitata unicamente dal computer su cui il titolo gira.

Le location ricostruite per l’occasione da SEGA sono incredibilmente piene di dettagli, osservabili tranquillamente sfruttando la nuova modalità in prima persona attivabile con la pressione di un singolo tasto. Il titolo, come consuetudine per le ultime produzioni PC realizzate da SEGA, possiede una lunga lista di opzioni video con cui è possibile armeggiare al fine di ottenere la migliore esperienza possibile. Rispetto a quello che era presente nel precedente capitolo della saga abbiamo la possibilità di attivare o disattivare effetti come la screen space reflection, il motion blur o il filtro SSAO, tutte opzioni che migliorano i dettagli e la resa grafica degli elementi in game.

Rispetto alla versione Playstation 4, in sostanza, abbiamo un videogioco con una grandissima quantità di dettagli in più e con l’importantissima differenza del framerate sbloccato. La console Sony, data la sua limitata potenza, si ritrovava a dover sacrificare effettistica e framerate per poter mantenere fluide le scene del titolo mentre su PC, a patto di avere la giusta componentistica, si può giocare il titolo senza la minima scalettatura, con ombre e luci estremamente realistiche al massimo della risoluzione commercialmente disponibile.

Le risorse hardware potrebbero essere un problema in tal caso: il titolo risulta quantomeno pesante se si vuole puntare al massimo assoluto. I requisiti consigliati mettono in campo oltre sedici gigabytes di RAM ed una Nvidia Geforce 1070 ma, da quanto abbiamo potuto provare, per poter aspirare al 4K 60 FPS è necessario possedere una scheda di nuova generazione come la Asus ROG STRIX 2080 Ti OC.

Alla fine, a prescindere da quanti poligoni ed effetti si è capaci di calcolare, il titolo rimane visivamente incredibile con le migliorie del Dragon Engine, stavolta capace di animare ulteriormente i quartieri di Kamurocho e Sotenbori con manipoli di gente, oggetti a schermo distruttibili e luci al neon che tanto richiamano l’immaginario che noi occidentale abbiamo del Giappone.

Tolto il discorso puramente tecnico Yakuza Kiwami 2 è praticamente identico alla sua controparte per console, motivo per cui vi rimandiamo alla recensione realizzata al tempo dal nostro michele a questo link.

Yakuza Kiwami 2 è la versione graficamente migliorata di un titolo già splendido di suo, in grado di offrire una bellissima storia ed una quantità esorbitante di contenuti secondari con cui poter passare il tempo ed esplorare in modo un po’ weird la cultura nipponica. Non aspettatevi di poterlo far girare al massimo senza un buon computer!

Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia. Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante. Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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