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La software house dietro Call Of Duty svela chi mira meglio tra giocatori controller e giocatori con mouse e tastiera: la risposta fa arrabbiare

Ma quindi per giocare a un FPS come COD, è meglio utilizzare il mouse o il controller? Per molti la risposta sarà scontata ma a rispondere adesso è la stessa Treyarch.

Il mondo dei videogiocatori, oltre tutte le differenze, le divisioni, le preferenze, si divide nettamente in due entità: chi gioca con controller e chi con mouse e tastiera. Per chi è al di fuori da questo mondo o ha sempre giocato in un modo piuttosto che in un altro, la risposta potrebbe apparire scontata forse. La verità è che la risposta che i giocatori più assennati hanno imparato a dare è: dipende.

La software house dietro Call Of Duty svela chi mira meglio tra giocatori controller e giocatori con mouse e tastiera: la risposta fa arrabbiare (player.it)

Dipende soprattutto dal tipo di gioco: tendenzialmente, se si giocherà a un action in terza persona, come potrebbe essere un God Of War o un Elden Ring, si tenderà a preferire il controller per un controllo ottimale della telecamera e dei vari comandi d’attacco e difesa; giocando a un CRPG, si tenderà a preferire l’impostazione M&K, a meno di ottimizzazione perfette per i controller come nel caso di Baldur’s Gate 3.

Qualcosa su cui tutti sembrano però pacifici, è il fatto che per gli FPS, gli sparatutto in prima persona, non ci sia opzione migliore che mouse e tastiera. E chi potrebbe sconfessare al meglio qualcosa di talmente tanto consolidato, se non la software di uno dei più importanti FPS sul mercato?

Call Of Duty è meglio con il controller?

Per molti suonerà come un’eresia ma, secondo Treyarch, attualmente i giocatori che utilizzano il controller su Call of Duty: Black Ops 7, parrebbero leggermente avvantaggiati negli scontri a distanza ravvicinata. A comprovare questa lieve superiorità sarebbero dei dati che però, riconoscerebbero anche i giocatori con mouse e tastiera, più vincenti negli scontri dalla lunga distanza. A quanto pare, il problema sarebbe una fin troppo zelante mira assistita.

Quando un FPS come Call of Duty: Black Ops 7 arriva su console, per cercare di rendere più eque le battaglie coi giocatori da PC, gli sviluppatori tendono a introdurre un sistema di mira assistita, che serve essenzialmente a “controllare” lo spostamento dell’arma, aiutando a tenere il mirino leggermente più fisso sul bersaglio a cui si punta. Pare però che, sul nuovo COD, questa meccanica sia leggermente sbilanciata.

Sin dalla sua uscita, su Black Ops 7 sono state operate tante operazioni che miravano a sistemare il sistemabile, andando ad agire su problemi come il volume dei passi troppo basso, velocità e distanza dell scivolata che apparivano fin troppo elevate. E secondo le ultime rivelazione, anche la mira assistita su console, sarebbe un elemento problematico, come ha dichiarato lo stesso design director di Treyarch, Matt Scronce.

La prima azione per sistemare tutto, sarà agire sul sistema “rotativo” della mira assistita, che sarebbe ciò che permette di tenere traccia di un avversario in movimento. Si punterà poi a regolare la potenza della mira assistita per ogni tipologia di scontro, siano questi ravvicinati, distanza o a metà. Anche Raven Software apporterà modifiche in linea, con Call of Duty: Warzone, che pareva presentare problemi assimilabili.

This post was published on 24 Ottobre 2025 23:00

Pietro Falzone

Redattore Appassionato di videogiochi sin dal sempre più lontano 2002, quando per festeggiare i 5 anni ricevette una copia di Crash Bandicoot per la prima PlayStation. Il richiamo dell'avventura digitale lo fece innamorare di un mondo fatto di pixel, più o meno definiti. E l'amore non si è mai fermato. Inizia così a tastare tutti gli aspetti del mondo videoludico. Tra le sue più grandi passioni, si piazzano in ordine gli MMORPG (con sempre meno per giocarli, purtroppo), gli sparatutto in prima persona e, doprattutto, giochi di ruolo single player. Così si spiegano le più di mille ore, spalmate sui vari titoli From Software, da Demon's Souls in poi. Dalla fine delle medie, scopre una nuova passione: la scrittura. E come se non bastasse, scopre che nel mondo c'è chi scrive riguardo ai videogiochi, come se fosse un lavoro vero. Cosa fare di due passioni del genere dunque? Inizia così la ricerca disperata del giusto vascello, che riuscisse a convogliare voglia di fare, idee e tempo. Dopo un periodo passato a peregrinare, tra siti e sitarelli, approda su Player.it dove trova una casa in cui convogliare idee e spunti, al fianco di un team solido e costruttivo.

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