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Half-Life: Alyx sarà “fondamentale per la storia della serie”

Sì, lo sappiamo, tutti voi aspettavate Half-Life 3, ma dopo anni e anni di meme crediamo che sia giunta l’ora di passare avanti e farsene una ragione. L’uscita di Half-Life: Alyx, che avverrà il 23 marzo 2020, sarà comunque molto importante per far proseguire la storia della serie e a dirlo non siamo noi, ma Robin Walker, uno dei programmatori del gioco.

Perché i giocatori si sono fissati così tanto con il terzo capitolo? Perché si tratta di una serie che ha fatto la storia dei videogiochi, certo, ma anche perché Half-Life 2: Episode Two, cioè quello che fino a oggi era rimasto l’ultimo capitolo canonico della saga di Gordon Freeman (Episode Three esiste solo tramite una visual novel amatoriale di TEK Collective cresta a seguito delle dichiarazioni di Marc Laidlaw, sceneggiatore che stava lavorando al progetto originale), finisce lasciando la storia un po’ in sospeso.

Ebbene, Robin Walker ha assicurato i fan che Alyx, nonostante si tratti di un prequel, sarà una parte fondamentale della narrativa dell’intera serie riuscendo anche a far avanzare la storia.

Half-Life: Alyx entra a pieno titolo nella serie Half-Life, sia in termini di pura quantità di contenuti, sia in termini di importanza e sostanza della sua narrativa rispetto al resto della serie. È una parte fondamentale di una storia più ampia, e la fa avanzare.

Queste parole sono state pronunciate durante un’intervista rilasciata a Game Informer. Gli è stato chiesto, nello specifico, se Alyx darà le risposte che i giocatori attendono dal finale di Episode Two. La sua risposta è stata la seguente:

Non sarebbe una cattiva idea se i giocatori si rinfrescassero la memoria sugli eventi di Episode Two prima di iniziare Half-Life: Alyx.

Traete pure le vostre conclusioni. Adesso il vostro hype è aumentato?

This post was published on 4 Marzo 2020 11:15

Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne, scopro la passione per il giornalismo quasi per caso. I videogiochi sono il mio più grande amore e così decido di coniugare le due cose. Il giornalismo videoludico diventa la mia forma finale. Per me i videogiochi sono una forma d'arte e guai a dirmi il contrario. Appassionato di tutto ciò da cui sgorga sangue: cinema horror (registi preferiti Argento e Romero), letteratura gialla e dell'orrore (autori preferiti Christie, Poe e Lovecraft) e ovviamente i videogiochi del genere (Silent Hill e Resident Evil sopra ogni cosa). Il mio videogioco preferito di sempre è Fahrenheit che ho finito un numero non precisato di volte, da lì scaturisce la mia ammirazione per tutti i lavori di David Cage. La mia "carriera" videoludica è segnata da un marchio da cui non sono mai riuscito a staccarmi: PlayStation! In circa 20 anni di gaming, ho completato più di 800 titoli.

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