Le nuova frontiera dell’intelligenza artificiale getta nell’angoscia chi già temeva la progressiva marginalizzazione dell’uomo a livello funzionale e creativo.
Siamo ancora abituati a vedere l’AI come un contenuto virtuale, qualcosa che resta confinato dietro uno schermo, senza immediata espressione pratica o peso nel settore della produzione pura. La storia dell’innovazione è fatta di salti nel vuoto: c’è sempre qualcuno che a un certo punto decide di spingersi oltre il confine del noto. E, come spesso accade, quando si sperimentano nuove tecniche e nuovi sviluppi tecnologici, è difficile sapere bene dove porteranno.
Jeff Bezos, ex CEO di Amazon, non si è ritirato a vita privata. Di recente ha assunto il ruolo di co-CEO di Project Prometheus, insieme al fisico Vik Bajaj. La startup punta molto in alto. L’obiettivo è quello di rivoluzionare l’intelligenza artificiale. Più concretamente ci si impegna a costruire una AI per l’economia fisica. Vale a dire sistemi di intelligenza artificiale che non si limitano al dominio del software.
Ciò che si vuol fare è dar forma a un’intelligenza artificiale che entri subito nel mondo della produzione materiale. Per sviluppare computer, macchinari, automobili, progetti aerospaziali, eccetera. Robot, in pratica. Sempre più sofisticati e flessibili. In grado di produrre qualsiasi tipo di componente, migliorarla e integrarla in sistemi complessi.
A quanto pare, la startup ha già raccolto più di 6 miliardi di dollari di finanziamenti e ha reclutato oltre cento esperti provenienti da OpenAI, DeepMind, Meta, Microsoft e Nvidia.
Con Project Prometeus, Bezos vuole arrivare a sviluppare macchine capaci di condurre esperimenti scientifici in totale autonomia o di costruire altri robot, inventare e sviluppare prodotti nuovi e tanto altro. Ovviamente, il fondatore di Amazon non ha smesso di pensare alla spazio, che è la sua grande passione.
In via teorica, queste tecnologie potranno servire, un giorno non molto lontano, a supportare l’espansione nello spazio, anche se per ora si parli soprattutto di applicazioni industriali.
Sulla carta, Project Prometheus non è solo un’altra startup tecnologica ma un tentativo di spostare l’asse dell’AI dal digitale al fisico. E ciò preoccupa tutti coloro che temono un’invasione dei robot nella vita quotidiana, con la definitiva sostituzione dell’uomo a livello creativo e produttivo.
Se finora l’intelligenza artificiale ha brillato soprattutto nel mondo dei dati, ora si tratta di capire se potrà diventare il motore di una nuova rivoluzione industriale. L’idea mette i brividi, ma l’orizzonte è quello di una nuova realtà fatta di robot umanoidi che sostituiscono gli uomini in tutti i settori pratici e fabbriche intelligenti.
This post was published on 30 Novembre 2025 6:59
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