Da fine settembre, su ChatGPT entra in vigore il parental control. OpenAI vuole rendere l’AI più sicura per i minorenni.
Negli scorsi mesi OpenAI ha dovuto affrontare parecchi problemi rispetto ai contenuti inappropriati e potenzialmente dannosi che il chatbot è in grado di condividere con bambini e adolescenti. C’è un caso famoso in cui una famiglia ha accusato ChatGPT di aver istigato il proprio figlio al suicidio…
Il caso di Adam Raine, così si chiamava il sedicenne statunitense che si è tolto la vita dopo mesi di interazioni con ChatGPT, ha scosso l’opinione pubblica. E OpenAI ha dunque deciso di intervenire per imporre delle misure più severe.
Fino a qualche giorno fa, sul chatbot, un minorenne non avrebbe avuto problemi a inaugurare conversazioni a sfondo sessuale o violento, anche sotto forma di giochi di ruolo. In certi casi, ChatGPT ha offrerto consigli parecchio estremi di bellezza o su diete, influenzare negativamente la psiche di ragazzi problematici. E poi ci sono stati eventi in cui il chatbot ha discusso con troppa leggerezza di autolesionismo o suicidio con gli utenti minorenni.
Il parental control è dunque una novità pensata per rendere l’AI meno dannosa per i più giovani. Per dar forma a questo filtro, OpenAI ha collaborato con vari esperti di sviluppo adolescenziale e diverse associazioni, come Common Sense Media. L’obiettivo principale è quello di poter proteggere gli adolescenti da ogni tipo di contenuto, ma senza invaderne la privacy.
Il nuovo sistema si basa sostanzialmente su una connessione tra l’account ChatGPT del genitore e quello dell’adolescente. Il genitore deve inviare un invito di collegamento all’account del figlio, dopodiché il ragazzo deve accettarlo. Di fatti, OpenAI non vuole che il controllo sia segreto o unilaterale. Per creare la connessione bisogna andare nella sezione Impostazioni e da lì in “Sicurezza e Famiglia”. Qui si trova l’opzione “Collega un account adolescente“.
Una volta stabilito il collegamento, il genitore accede a una dashboard per gestire le impostazioni, ponendo delle limitazioni, imponendo degli orari di stop e mettendo dei filtri a contenuti pericolosi. La funzione del parental control permette di impedire automaticamente al chatbot di discutere di temi violenti, sessuali, disturbanti, medici o psicologici.
Si può anche bloccare la generazione di immagini per evitare utile la produzione di contenuti visivi non adatti. E si può disattivare la memoria conversazionale. In questo modo, ChatGPT non personalizzerà più le risposte in base alle interazioni precedenti. L’altra possibilità interessante è quella di poter escludere i dati dell’adolescente dall’addestramento dei modelli in modo da aver maggiore tutela della privacy del soggetto minorenne.
This post was published on 3 Ottobre 2025 19:59
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