Due schermi, una promessa: portare l’adrenalina del gioco oltre la solita scrivania. Con i nuovi LG UltraGear Evo, fino a 52 pollici, la scena cambia. Non solo numeri: qui contano immersione, controllo e un pizzico di meraviglia, quella che ti fa spegnere le luci e dire “ok, ora si gioca sul serio”.
LG scopre due carte pesanti: LG UltraGear Evo 52G930B e LG UltraGear Evo AI 39GX950B. Due monitor da gioco pensati per chi cerca presenza scenica e reattività. La prima cosa che colpisce è la taglia. Un 52 pollici non è un “monitor grande”. È un piccolo salotto che si appoggia sulla scrivania. Il 39 pollici sembra più “domabile”, ma punta a quella zona franca dove l’occhio abbraccia tutto senza sforzo. Ho provato il salto dai 27 ai 34 in passato: cambia il modo in cui respiri la mappa, non solo la nitidezza del font.
Non anticipo il punto centrale. Mi fermo su un dettaglio pratico: con diagonali così, la distanza conta. A circa 80-100 cm, un 52” riempie il campo visivo senza costringere il collo. Serve una sedia stabile, una staffa VESA solida, cavi in ordine. E serve una stanza che non risuoni di ventole. Non è solo hardware. È arredamento funzionale.
Il grande schermo ridisegna i gesti. Muovi meno il mouse per “vedere” di più. Le periferiche guadagnano senso. Una tastiera compatta libera spazio per il pad. Le console entrano nel flusso, perché con HDMI 2.1 oggi una PlayStation o una Xbox spingono 4K a 120 Hz con VRR senza storie. Qui il 52G930B, se confermerà le attese, potrebbe diventare il ponte naturale tra PC e console. Il 39GX950B, con quel suffisso “AI”, suggerisce funzioni di scena automatica: upscaling migliorato, tone mapping più preciso, overlay intelligenti. Nota importante: LG non ha ancora pubblicato tutte le specifiche; alcune funzioni citate restano da verificare nei test indipendenti.
Ecco il punto, a metà del percorso: il vero salto potrebbe stare nella combinazione tra grande diagonale e reattività estrema. Il mercato spinge verso pannelli OLED con refresh rate molto alto, tempo di risposta quasi istantaneo e HDR credibile anche in stanze non buie. Se queste due UltraGear Evo seguiranno la traiettoria recente del brand, ci ritroveremo davanti a neri profondi, contorni puliti negli inseguimenti e una gestione delle alte luci meno “zuccherata”. Ma i numeri ufficiali su luminanza di picco e algoritmi di protezione burn‑in non sono stati dettagliati al momento in cui scrivo.
Connettività di fascia alta: HDMI 2.1 per console e DisplayPort di ultima generazione per PC; banda piena e VRR stabile sono attesi, non confermati.
Modalità gioco curate: crosshair, black stabilizer, overdrive graduato, profili colore pronti, idealmente senza aloni o overshoot.
Ergonomia: regolazioni concrete e supporto VESA per bracci robusti; un 52” chiede equilibrio.
Prezzi e uscita: LG non ha comunicato listini e disponibilità locali. Possibili variazioni per area.
La domanda vera però è personale. Quanto grande è “troppo grande” per te? Io penso a una notte d’estate, finestra aperta, cuffie leggere. La mappa scorre lenta, il cielo è un mare nero, e il monitor non è più un rettangolo. È un pezzo di stanza che decide di diventare orizzonte. E tu, dove vorresti sederti per guardarlo?
This post was published on 18 Giugno 2026 16:01