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Arturo Artom: Il talento umano nell’era dell’Intelligenza Artificiale sta nel fare domande, non nel rispondere

Un imprenditore che invita a divertirsi mentre il lavoro cambia pelle. Un’epoca in cui le risposte non mancano, ma la vera partita si gioca su come accendere la scintilla giusta. In mezzo, noi: il desiderio di contare e la paura di restare indietro. Questa è la storia di un talento antico che torna nuovo.

Per anni ci hanno detto che bastavano la competenza e il senso del dovere. Studia, applicati, consegna. Oggi quel copione regge sempre meno. Non perché il sapere sia diventato inutile, ma perché il contesto corre. Le macchine non sono più solo calcolatrici: con l’Intelligenza Artificiale a portata di clic, ogni giorno abbiamo più contenuti, più strumenti, più risposte. Paradosso: più risposte, meno direzione.

Qui entra la nota stonata, o meglio la nota viva: il piacere di esplorare. Arturo Artom, imprenditore nelle telecomunicazioni, sostiene nel libro “La nuova intelligenza – Connetti le idee. Esplora. Divertiti” che divertirsi mentre si lavora conta più di quanto ammettiamo. Non è leggerezza: è energia. È quella spinta che ti fa cercare un nesso in più, una strada laterale, un collegamento imprevisto.

Dal sapere al collegare: il punto d’inversione

Fin qui poteva sembrare l’ennesimo inno motivazionale. Non lo è. Il punto centrale arriva adesso: se gli algoritmi sanno già “rispondere”, il nostro talento umano si sposta sul “fare domande”. Non vince chi sa di più, ma chi collega meglio. È Artom a dirlo con chiarezza: nell’era digitale, la qualità della domanda orienta la direzione del pensiero, umano e artificiale.

I dati lo confermano. Un esperimento del 2023 su lavoratori della conoscenza ha mostrato che l’uso di sistemi generativi riduce i tempi di scrittura di oltre un terzo e migliora la qualità percepita dei testi. Ma c’è un corollario: quando il compito è analitico e mal definito, i risultati peggiorano senza una guida chiara. Studi su consulenti aziendali, sempre nel 2023, hanno rilevato forti miglioramenti su incarichi creativi e cali netti su problemi complessi se l’AI non viene incanalata da istruzioni specifiche. Tradotto: la differenza la fa chi sa definire il problema, non chi digita per primo.

Un esempio semplice. Chiedere “Scrivi un piano marketing” produce un compitino. Chiedere “Progetta tre strategie per acquisire clienti under 30 in sei mesi, con budget massimo X, vincolo legale Y e un confronto pro/contro” spinge l’algoritmo a generare alternative, criteri e limiti. La domanda mirata crea contesto, obiettivo e metriche. È lì che nasce valore.

Come si allena l’arte della domanda

Chiarezza prima di tutto: scopo, pubblico, vincoli, tono. Pochi elementi, ma precisi. Domande “a scala”: perché, cosa, come, con quali risorse, entro quando. Alternative obbligatorie: “Dammi tre strade con trade-off espliciti”. Qualità verificabile: “Usa passaggi numerati, indica assunzioni, segnala incertezze”. Curiosità disciplinata: lascia spazio al gioco, ma con una cornice.

Non servono titoli altisonanti per iniziare. In una PMI, un buyer può chiedere all’AI di simulare tre layout di scaffale e poi validare con dati reali. Un’insegnante può trasformare un tema in tre percorsi di lettura personalizzati, esplicitando criteri di valutazione. E sì, introdurre un’ora a settimana per esplorare idee nuove — pratica spesso citata in aziende innovative — non è un lusso: è manutenzione creativa.

Qui torna Artom. Il suo invito a “connettere le idee” e a “divertirsi” non è un vezzo, è un metodo: alimenta l’attenzione, riduce l’inerzia mentale, apre varchi dove l’AI eccelle nell’elaborare ma fatica a scegliere cosa conta. Le macchine rispondono. Noi decidiamo il campo, le regole, il perché.

Alla fine, la domanda è semplice e scomoda: oggi, nella tua giornata tipo, quante delle tue richieste — alle persone o alle tecnologie — sono davvero buone domande? Forse la prossima svolta non è trovare l’ennesima risposta. È avere il coraggio di farne una migliore.

This post was published on 4 Giugno 2026 16:02

Giorgio Di Egidio

Biografia di Giorgio 2

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