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L’esercito inglese sta iniziando a reclutare sempre più videogiocatori per un motivo specifico: i droni

Il Ministro della Difesa inglese, John Healey, ha annunciato la nascita di un progetto per addestrare “i soldati di domani” tramite i videogiochi competitivi.

Ricordate quando i vostri genitori vi dicevano di non sprecare tempo sui videogiochi e di trovarvi un lavoro vero? Beh, a oggi, i videogiochi sono diventati una porta d’ingresso incredibile per il mondo del lavoro, a più livelli. In molti casi, i collegamenti sono molto più diretti, come quando si intraprende la strada “creativa”.

L’esercito inglese sta iniziando a reclutare sempre più videogiocatori per un motivo specifico: i droni (player.it)

Quando invece si privilegia la strada competitiva, forse è più complicato riuscire a farne un lavoro, ma perseverando tantissimi ragazzi e ragazze sono riusciti nell’intento di diventare veri e propri atleti e-sportivi riconosciuti a livello mondiale. Ma che succederebbe se tutte le competenze acquisite da un gamer nel corso della sua “carriera”, venissero investite per scopi militari?

L’Inghilterra arma i gamer

Solo pochi giorni fa, un annuncio del Ministro della Difesa inglese, John Haeley, ha sconvolto il mondo del gaming competitivo. Healey ha infatti annunciato la nascita del torneo International Defense Esports Games, il cui fine ultimo sarebbe quello di “costruire un ponte tra la prontezza di difesa e il mondo rapido del gaming competitivo”. In altre parole, si tratterebbe di sfruttare le capacità psico-fisiche dei videogiocatori, per scopi di difesa militare.

L’evento di lancio dell’iniziativa, l’IDEG26, si è tenuto il 21 novembre e ha visto la presenza di rappresentanti di alto calibro della principale azienda produttrice di armi in UK, la BAE Systems, dell’impresa di difesa Babcock International, del British Forces Broadcasting Service e dell’ente British Esports. L’intento era proprio quello di far “conversare” l’industria militare e quella videoludica, focalizzandosi su argomenti come “l’eSport come catalizzatore per il reclutamento, l’allenamento e lo sviluppo di abilità”.

L’Inghilterra arma i gamer (player.it)

Come lo stesso Ministro ha poi affermato:

“L’IDEG agisce come un’arena di collaborazione per le nazioni alleate, per affinare le abilità informatiche che sono critiche per le guerre moderne […] Con oltre 90mila cyber-attacchi che colpiscono l’Inghilterra ogni anno, l’iniziativa edifica capacità digitali essenziali per tenere l’Inghilterra sicura, in casa e all’estero”.

Si punta dunque a istruire i soldati di domani, a tenere traccia di più minacce in una volta sola, a dirigere i soldati sul campo, lavorando sotto estrema pressione, cambiando tattiche basandosi su un’intelligenza in tempo reale. Altro aspetto principale della questione, è lo sviluppo di capacità nel pilotaggio di droni. In questo senso, si è espresso la Ministra per i Veterani e il Popolo, Louise Sandher-Jones said che ha parlato di come in questo, bisogni imparare la lezione dell’Ucraina.

Secondo la ministra, l’Ucraina ha dimostrato che le capacità sviluppate dai videogiocatori, possono rivelarsi perfette per pilotare droni e che quindi l’IDEG, porrebbe l’Inghilterra in una posizione avanguardista, preparando le forze armate per i conflitti di domani.

Da quel che possiamo notare dal sito ufficiale, anche rappresentati di Activision, di Fnatic e di varie associazioni esportive hanno presenziato all’evento d’inaugurazione. Al momento non sappiamo che tipo di accordi siano in essere tra le aziende videoludiche e il governo britannico, ma non si può certo negare quanto la notizia appaia controversa, per diverse ragioni.

This post was published on 23 Novembre 2025 18:30

Pietro Falzone

Redattore Appassionato di videogiochi sin dal sempre più lontano 2002, quando per festeggiare i 5 anni ricevette una copia di Crash Bandicoot per la prima PlayStation. Il richiamo dell'avventura digitale lo fece innamorare di un mondo fatto di pixel, più o meno definiti. E l'amore non si è mai fermato. Inizia così a tastare tutti gli aspetti del mondo videoludico. Tra le sue più grandi passioni, si piazzano in ordine gli MMORPG (con sempre meno per giocarli, purtroppo), gli sparatutto in prima persona e, doprattutto, giochi di ruolo single player. Così si spiegano le più di mille ore, spalmate sui vari titoli From Software, da Demon's Souls in poi. Dalla fine delle medie, scopre una nuova passione: la scrittura. E come se non bastasse, scopre che nel mondo c'è chi scrive riguardo ai videogiochi, come se fosse un lavoro vero. Cosa fare di due passioni del genere dunque? Inizia così la ricerca disperata del giusto vascello, che riuscisse a convogliare voglia di fare, idee e tempo. Dopo un periodo passato a peregrinare, tra siti e sitarelli, approda su Player.it dove trova una casa in cui convogliare idee e spunti, al fianco di un team solido e costruttivo.

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