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Ricordate Agent, il thriller di Rockstar? È quasi certo che non lo vedremo più

All’E3 2009 fu annunciato in modo minimale – un logo e basta – un videogioco che seppe comunque attirare l’attenzione, perché tutto ciò che è ad opera di Rockstar Games non può che generare clamore. Il titolo era Agent, un prodotto di cui non si è saputo mai tantissimo, probabilmente sarebbe stato un gioco d’azione in terza persona a tema spionaggio con delle sfumature thriller.

Negli anni, questo nome si è perso nella nebbia, anzi, nel vapore essendo diventato un vaporware vero e proprio, ma a non placarsi è stata la smania dei giocatori nel cercare delle risposte. D’altronde, stiamo parlando di Rockstar, un’azienda non certo di primo pelo che ha abituato molto bene i fan, i quali possono essere certi dell’uscita di un gioco se ad annunciarlo è la mamma di GTA.

Eppure, Agent non ha avuto la stessa sorte, fin dal principio è parso un progetto fumoso, buttato nella mischia per poi far perdere le proprie tracce. La speranza di poterlo rivedere non è mai scemata perché, fino a poco tempo fa, il gioco era presente nel catalogo del sito ufficiale, allontanando pensieri funesti nei giocatori più ottimisti.

Quelli maggiormente pessimisti (o realisti), invece, avevano già subodorato che qualcosa non andasse quando nel 2018 il marchio di Agent non fu rinnovato. E infatti, è notizia di oggi che dal catalogo dei giochi sia sparito proprio Agent, cosa che fa pensare a un abbandono definitivo dell’IP. Questa avrebbe dovuto vedere la luce in esclusiva su PS3, ma probabilmente i molti problemi occorsi durante lo sviluppo hanno portato l’azienda a desistere.

Il più grave, e inquietante, di questi problemi fu raccontato a Game Informer da Luis Gigliotti, project lead di Rockstar San Diego, che fece presente come Agent avrebbe portato il giocatore in varie parti del mondo, tra cui a Il Cairo, la capitale dell’Egitto. Qui alcuni sviluppatori furono arrestati dalle autorità locali mentre scattavano foto in città per poi trasporle in game, perché nel paese nel Nordafrica è vietato fare foto in alcune aree e, soprattutto, a strutture governative.

Insomma, la vicenda non si concluse in breve tempo e a quanto pare ebbe molte ripercussioni sulla produzione. Nonostante queste vicissitudini poco fortunate, Agent è rimasto in catalogo alimentando la fiammella della speranza che oggi va presumibilmente spenta per sempre, vista la cancellazione di qualsiasi riferimento al gioco sui canali ufficiali.

Va segnalato, inoltre, che Polygon, a seguito degli ultimi sviluppi, ha contattato Rockstar per avere una conferma ufficiale, tuttavia tutto ciò che si è sentita rispondere è stato un laconico ‘no comment’. Una risposta poco chiara, a dire il vero, visto che i piani alti avrebbero potuto dare una conferma più netta, ma ci sono sicuramente motivazioni che noi non conosciamo.

Noi nel titolo il ‘quasi’ lo abbiamo aggiunto perché non si sa mai, ma bisogna essere davvero sognatori per pensare che Rockstar, o chi per essa, possa ora concentrarsi su un gioco che, nella migliore delle ipotesi, era in fase embrionale.

This post was published on 6 Ottobre 2021 15:23

Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne, scopro la passione per il giornalismo quasi per caso. I videogiochi sono il mio più grande amore e così decido di coniugare le due cose. Il giornalismo videoludico diventa la mia forma finale. Per me i videogiochi sono una forma d'arte e guai a dirmi il contrario. Appassionato di tutto ciò da cui sgorga sangue: cinema horror (registi preferiti Argento e Romero), letteratura gialla e dell'orrore (autori preferiti Christie, Poe e Lovecraft) e ovviamente i videogiochi del genere (Silent Hill e Resident Evil sopra ogni cosa). Il mio videogioco preferito di sempre è Fahrenheit che ho finito un numero non precisato di volte, da lì scaturisce la mia ammirazione per tutti i lavori di David Cage. La mia "carriera" videoludica è segnata da un marchio da cui non sono mai riuscito a staccarmi: PlayStation! In circa 20 anni di gaming, ho completato più di 800 titoli.

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