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La traduzione di Persona 5 è stata un inferno.

Nel corso di un’ intervista con il Localization Team di SEGA sono trapelate fuori alcune informazioni davvero molto interessanti per quanto riguarda il processo traduttivo che ha caratterizzato alcuni degli ultimi giochi che SEGA ha deciso di portare in Occidente.

Tra questi figurano anche dichiarazioni interessanti su quello che è stato il processo di traduzione relativo a Persona 5, uno dei JRPG più imponenti mai creati e ultimo grande successo di Atlus all’interno del mondo dei videogiochi.

Secondo il team che ne ha curato la traduzione, adattare Persona 5 dal giapponese all’ inglese è stata una vera e propria sofferenza, per una pletora di motivi diversi.

Vediamo più con precisione cosa è successo durante la traduzione del titolo!

Traduzioni infernali.

A parlare è stato Sam Mullen, parte integrante del Localization Team di Sega che ha lavorato sulla traduzione della grandissima quantità di dialoghi dal giapponese all’inglese all’interno di Persona 5.

Parlando con Game Informer, Mullen ha dichiarato che Persona 5 è stato un titolo estremamente difficoltoso con cui interagire.
La traduzione del titolo è partita fin da subito con un sacco di problemi dovuti all’enorme preproduzione che il team di localizzazione ha dovuto affrontare per cercare di prepararsi il terreno nel miglior modo possibile. In ambito di adattamento, per preproduzione, si intende quel periodo di tempo che un team utilizza per comprendere i personaggi, per sezionare i loro dialoghi alla ricerca di punti in comune, per cercare uno stile univoco con cui poi animare tutta quanta l’opera.

Considerando che Persona è un gioco con una quantità estrema di dialoghi e che dura oltre ottanta ore, è facile immaginarsi lo sforzo infinito che sia stato affrontato durante questa prima fase; purtroppo per il locazation team di SEGA i problemi non sono finiti li.

Sam Mullen ha infatti spiegato che la traduzione ha dovuto subire una grandissima quantità di modifiche e variazioni a causa dei tempi di sviluppo piuttosto compressi:

“Nelle intenzioni di SEGA c’era l’intenzione di pubblicare Persona 5 il prima possibile sui mercati occidentali, per questo motivo abbiamo dovuto accorciare i tempi di interpretazione nel minor quantitativo di giorni possibili. Per farlo abbiamo iniziato la traduzione del titolo circa a metà dello sviluppo, senza nemmeno un testo definitivo da prendere come riferimento. Per questo ci siamo trovati spesso a dover cambiare stralci di testo o modificare interi concetti interni al gioco. Questo ci ha fatto perdere molto tempo ed ha reso la situazione ancora più difficile poiché a volte perdevamo dei riferimenti, altre  volte alcune frasi perdevano di senso, altre volte era necessario tornare indietro e cambiare intere piccole sezioni del gioco. Un processo del genere ha reso la traduzione di Persona 5 davvero complicata.”

Fortunatamente il team di Mullen, nel corso degli anni ha raggiunto un tale livello di professionismo e bravura da riuscire a coprire quasi tutte le falle linguistiche e concettuali presenti nel titolo; quasi perché alcuni dei difetti evidenziati dalla critica specializzata riguardano esattamente alcune lacune e incongruenze presenti nella versione inglese di Persona 5.

Persona 5 R, abbiamo degli indizi?

Il nuovo Persona 5 R, annunciato non troppo tempo fà, da Atlus avrà una traduzione rimaneggiata?

Al momento non sappiamo niente, quello che possiamo dire riguarda (al massimo) la completa impossibilità di una traduzione italiana dell’opera:  un titolo troppo grande e non abbastanza famoso per permettere a SEGA di rientrare nei costi.

Nel dubbio aspettiamo marzo del 2019 per scoprire nuove informazioni su quello che potrà essere questo nuovo capitolo della saga, sia esso una riedizione o una versione aggiornata dell’originale Persona 5.

This post was published on 7 Gennaio 2019 20:46

Graziano Salini

Perennemente alla ricerca di legami tra argomenti distanti tra loro, con una certa predilezione per musica e videogiochi. Faccio il possibile per fare in modo che ci siano meno errori di concetto possibili sugli articoli di Player.it, grande fan degli errori grammaticali invece, quelli fanno sempre ridere. Quando non sto amministrando questo sito lavoro mi occupo di spiegare cose difficili in maniere semplici su altri siti, su tematiche molto meno allegre dei videogiochi.

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