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La terra è stata investita da un’esplosione solare senza precedenti | Sappiamo anche quando è successo

L’universo è pieno di fenomeni a dir poco catastrofici: esplosioni di stelle che generano supernove, buchi neri da cui neanche la luce può sfuggire, impatti di meteoriti grandi quanto continenti. Noi nel nostro sistema solare siamo fortunati, ma secondo gli scienziati potremmo essere in pericolo, a causa nientemeno che del nostro Sole.

Una stella docile, che nasconde un arsenale

Un “Solar Flare” in tutta la sua spaventosa bellezza

Il Sole, a detta degli scienziati che hanno dedicato la vita a studiarlo, non è una stella particolarmente reattiva, e in genere non è sottoposta a fenomeni violenti; ma alle volte la massa di gas incandescenti che costituiscono il Sole generano delle vere e proprie esplosioni solari, i cosiddetti “Solar Flare”.

Fortunatamente per noi qui sul nostro pianeta verde e blu, l’atmosfera e i poli magnetici proteggono i nostri corpi dalla maggior parte delle radiazioni solari. Meno fortunati però sono gli apparecchi elettronici, le reti elettriche e quelle di comunicazione, più suscettibili ad un’improvvisa colonna di radiazioni come quella di un solar flare. 

Gli scienziati sono riusciti a risalire a ben 14.300 anni fà nei loro studi, direttamente al Pleistocene, riuscendo ad identificare la “tempesta solare più potente mai conosciuta”. In questo tipo di tempesta solare, conosciuta anche come “Evento Miyake”, il sole esplode emettendo immense quantità di particelle solari e radiazione verso l’atmosfera terrestre. Questo aumento delle radiazioni solari aumenta anche la presenza di un elemento, il radiocarbonio, presente soprattutto negli anelli degli alberi. 

Insieme a dati simili raccolti dal carotaggio dei ghiacci della Groenlandia, i ricercatori sono riusciti a trovare prove di questa esplosione colossale; ricerca che è stata poi pubblicata nel giornale scientifico The Royal Society’s Philosophical Transactions A: Mathematical, Physical and Engineering Sciences.

Tim Heaton, professore di Statistica Applicata alla School of Mathematics dell’Università di Leeds, e parte della ricerca, ha dichiarato:

“Le tempeste solari estreme potrebbero avere grandissimo impatto sulla Terra. Questo tipo di super tempeste potrebbe danneggiare permanentemente i trasformatori delle nostre reti elettriche, risultando in blackout diffusi che potrebbero durare anche mesi”

Fenomeni del genere, anche se non del calibro di un “Evento Miyake”, sono già accaduti, e non troppo lontani nel tempo da oggi. Ad esempio, un’eruzione di gas dalla corona solare, ovvero lo strato più esterno della nostra stella, ha colpito la terra nel 1989. I risultati furono estremi nel Québec, in Canada, zona colpita pienamente dalla colonna di materiale; la rete elettrica fu quasi completamente compromessa, tagliando la fornitura elettrica di milioni di persone.

L’astronomo della NASA Sten Odenwald scrisse a proposito: “Appena dopo le 2:44 del mattino, il 13 Marzo, le correnti [magnetiche] trovarono un punto debole nella rete elettrica del Québec. In meno di due minuti, l’intero Québec perse l’elettricità. Durante il blackout di 12 ore che ne seguì, milioni di persone si ritrovano all’improvviso in uffici e sottopassi oscuri, e bloccati negli ascensori.

Ovviamente, gli effetti di un Evento Miyake, come quello di 14.300 anni fa, sarebbero molto più pericolosi. Fino ad ora, i ricercatori sono riusciti ad identificarne nove, tramite dati conservati negli anelli degli alberi e nei ghiacci, come ad esempio altri due avvenuti nel 774 d.C. e nel 993 d.C.; l’università di Leeds tiene però a precisare che la tempesta solare di 14.300 anni fà è di quasi due volte le dimensioni delle due appena citate.

This post was published on 18 Ottobre 2023 18:00

Gaetano Rilievo

Storyteller, Giocatore e appasionato di Forklore e Leggende, non mi sono più staccato dal mio PC dalla prima partita di Age of Mythology. Nel tempo libero adoro tirare dadi a venti facce, collezionare strani oggetti e ovviamente proseguire le infine run dei titoli che cadono sotto le mie grinfie.

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