Tour+de+France+2026%3A+Tappa+14+da+Mulhouse+a+Le+Markstein%2C+Pogacar+tra+i+Favoriti+nella+Sfida+di+Montagna
player
/news/616391-tour-de-france-2026-tappa-14-da-mulhouse-a-le-markstein-pogacar-tra-i-favoriti-nella-sfida-di-montagna.html/amp/
Pubblicato in: News

Tour de France 2026: Tappa 14 da Mulhouse a Le Markstein, Pogacar tra i Favoriti nella Sfida di Montagna

Una frazione che respira foresta e vento di quota: da Mulhouse a Le Markstein il Tour de France 2026 cambia tono, entra nei boschi dei Vosgi e pretende gambe, testa e coraggio. Cinque gran premi della montagna per capire chi ha ancora luce nelle gambe e chi invece cerca solo di tenere la scia.

La Tappa 14 parte da Mulhouse e sale verso Le Markstein, stazione sciistica dei Vosgi. È una giornata di montagna con 5 GPM annunciati dagli organizzatori. I dettagli puntuali di pendenze e chilometraggio non sono stati resi pubblici in modo completo: niente profili ufficiali, al momento. Cambia poco per chi corre. Conta l’idea: salite ravvicinate, discese tecniche, un arrivo in quota che taglia il fiato.

Chi è già stato su queste strade sa come va. L’asfalto scuro attraversa abeti, i tornanti si susseguono, il vento in cresta può ribaltare una fuga. Alcuni valichi celebri della zona – come i Ballons, spesso usati in passato – offrono pendenze secche oltre il 10% su tratti brevi. Se verranno inseriti, la selezione sarà naturale. Se no, la farà comunque il ritmo.

Qui il gruppo non baratta favole. Le squadre degli uomini di classifica generale tengono davanti, impongono passo, limano. Gli attaccanti da media montagna ci provano da lontano. Ogni rifornimento è un pit-stop per non saltare: acqua, gel, due parole in fretta. In TV si vedono le bandiere gialle sul ciglio del bosco; in strada si sente il clangore dei campanacci, l’odore dell’erba bagnata.

Perché Le Markstein pesa sulla classifica

Arrivare a Le Markstein significa esame vero. L’aria rarefatta, i rettilinei in quota, l’ultimo chilometro che non perdona errori. Fin qui possiamo dirlo senza giri di parole: la maglia gialla di Tadej Pogacar parte tra i favoriti. Lo dicono le sue abitudini in salita, la capacità di cambiare ritmo due, tre volte nello stesso chilometro e la freddezza nel leggere i movimenti. Non è solo una questione di watt: è il tempismo a fare danni.

Gli avversari proveranno a isolarlo. Prima con scatti intermedi, poi con trenini regolari. Se il meteo gira al fresco, i distacchi possono allargarsi. Se invece c’è caldo e umidità, anche un leader può pagare dazio. In assenza di dati ufficiali su dislivello totale e pendenze medie, resta una certezza: cinque ascesa significano cinque occasioni per fare la differenza o perderla.

Strategie e imprevisti sulla strada alsaziana

Chi punta alla tappa attaccherà sul penultimo GPM. È il punto in cui il gruppo esita e i favoriti si marcano. Una discesa bagnata può favorire chi guida pulito; un tratto esposto può spezzare la scia. Il vento laterale in cresta, qui, è un avversario reale. Le ammiraglie lo sanno e preparano bici con rapporti più agili, ruote stabili, mantelline a portata di mano.

E poi c’è la gente. Alsazia è passione: striscioni fatti in casa, campanacci, un bambino che porge una bottiglietta al papà. Sono dettagli che a volte entrano nelle gambe. Perché quando la strada sale e non c’è più nulla da nascondere, ogni respiro diventa scelta.

Alla fine, la domanda è semplice e crudele: chi avrà il coraggio di esporsi prima dell’ultimo tornante? La Tappa 14 non chiede promesse, chiede fatti. E mentre il bosco si apre e l’orizzonte si allunga, il pensiero corre: quanto vale oggi un attacco secco, qui, dove la montagna parla piano ma non fa sconti?

This post was published on 18 Luglio 2026 16:01

Giorgio Di Egidio

Biografia di Giorgio 2

Pubblicato da