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“Abbiamo fallito.” Il CEO di Twitch ammette le colpe dopo lo scandalo

In seguito all’aggressione subita dalla streamer Emiru durante la TwitchCon di San Diego, il CEO di Twitch si è pubblicamente scusato, con un comunicato che promette cambiamenti.

Sebbene a oggi non abbia la stessa potenza e gli stessi numeri di pochissimi anni fa, Twitch rimane ancora una piattaforma estremamente attiva e utilizzata, su cui milioni di persone ogni giorno interagiscono e che ha permesso a tantissimi streamer di far fruttare le loro passioni, come il gaming e tutto ciò che vi è connesso, mettendoli in diretto contatto coi propri fan. Non tutto è oro ciò che luccica, ovviamente.

“Abbiamo fallito.” Il CEO di Twitch ammette le colpe dopo lo scandalo (player.it)

Nonostante Twitch esista ormai dal 2011, quando era ancora una semplice appendice di Justin.tv, la vera esplosione della piattaforma arriva tra il 2019 e il 2020. Quando la gente di tutto il mondo (o quasi) rimase confinata in casa, a causa delle restrizioni preventive per il COVID, la ricerca di “voci amiche” probabilmente, portò a un incremento dei numeri per tutti i twitcher. Da quel momento però, non solo i numeri sono calati ma con essi, pare che anche la direzione di Twitch sia divenuta molto più di manica larga e il caso della streamer Emiru emblematico di ciò.

Le molestie, le scuse, i cambiamenti

Un caso che ha fatto parecchio discutere solo pochi giorni, ha riguardato da vicino la streamer Emiru. Vero nome Emily Beth Schunk, è una streamer, content creator e cosplayer americana che è finita al centro delle cronache per l’aggressione e la molestia, subite nel corso della sua visita al TwitchCon di San Diego, in California. La ragazza, durante un meet&greet, era stata avvicinata da un uomo che aveva superato i cordoni di sicurezza, abbracciandola e provando a baciarla.

Tanti sono stati i fattori che hanno fatto discutere. In tanti si chiedevano come mai l’uomo non sia stato bloccato prima; come mai gli uomini della security intervenuti per fermare l’uomo, non fossero dipendenti dell’evento ma facessero parte del corpo di guardia della streamer stessa; come mai il molestatore è stato lasciato libero di continuare a girare per la fiera indisturbato?

Ad ammettere le colpe degli organizzatori, oltre al furor di popolo, è stato il CEO di Twitch, Dan Clancy con un lungo comunicato:

“Prima di tutto, voglio assumermi la piena responsabilità per l’incidente avvenuto durante il meet and greet di Emiru: non sarebbe dovuto accadere, e prendiamo la questione molto seriamente […] abbiamo fallito, sia per aver permesso che accadesse, sia per come abbiamo gestito la situazione in seguito. Abbiamo comunicato male in merito all’incidente, e ciò include anche alcuni miei commenti personali. Chiedo scusa a Emiru per tutto ciò che è successo”.

Il comunicato continua, con Clancy che assicura come eventi grossi come il TwitchCon, negli anni, non siano stati gestiti al meglio. Casi simili a quello di Emiru si erano verificati anche in precedenza. Clancy ha assicurato che vi sarà un lavoro di revisione degli spazi e potenziamento delle misure di sicurezza, precisando che vi sarà un “impatto diretto sui partecipanti”.

Nuove modifiche verranno apportate, anche per le live IRL, anche se non si hanno dettagli a riguardo. Ciò che è certo, come lo stesso Clancy assicura, è che Twitch negli anni è cambiato: solo pochi anni fa, mostrare un capezzolo (maschile o femminile) avrebbe immediatamente portato al ban mentre adesso è stato addirittura permesso a una donna di partorire in live. Non è necessariamente un male che vi sia un’apertura maggiore, sebbene si dimostri ancora necessario essere attivi e attenti, così da assicurare la sicurezza della community, davanti o dietro alla telecamera.

This post was published on 27 Ottobre 2025 23:00

Pietro Falzone

Redattore Appassionato di videogiochi sin dal sempre più lontano 2002, quando per festeggiare i 5 anni ricevette una copia di Crash Bandicoot per la prima PlayStation. Il richiamo dell'avventura digitale lo fece innamorare di un mondo fatto di pixel, più o meno definiti. E l'amore non si è mai fermato. Inizia così a tastare tutti gli aspetti del mondo videoludico. Tra le sue più grandi passioni, si piazzano in ordine gli MMORPG (con sempre meno per giocarli, purtroppo), gli sparatutto in prima persona e, doprattutto, giochi di ruolo single player. Così si spiegano le più di mille ore, spalmate sui vari titoli From Software, da Demon's Souls in poi. Dalla fine delle medie, scopre una nuova passione: la scrittura. E come se non bastasse, scopre che nel mondo c'è chi scrive riguardo ai videogiochi, come se fosse un lavoro vero. Cosa fare di due passioni del genere dunque? Inizia così la ricerca disperata del giusto vascello, che riuscisse a convogliare voglia di fare, idee e tempo. Dopo un periodo passato a peregrinare, tra siti e sitarelli, approda su Player.it dove trova una casa in cui convogliare idee e spunti, al fianco di un team solido e costruttivo.

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