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Deus Ex: The Fall – Recensione

Il binomio titolo mobile=giochino mordi e fuggi è ormai ufficialmente in via d’estinzione. Nonostante infatti la stragrande maggioranza dei giochi presenti negli store virtuali iOS e Android siano sí affollati di giochi che ci intrattengono per non più di 10 minuti, è altrettanto vero che sono sempre più numerosi i giochi ad alt budget, coraggiosi ed esclusivi, che hanno in sostanza dalla loro valori produttivi altissimi e non sono semplici cloni di Fruit Ninja o Angry Birds. Deus Ex: The Fall, nonostante i difetti che analizzeremo in fase di recensione, si colloca sicuramente tra i titoli che cercano di alzare il livello medio delle produzioni mobili, e che, nonostante tutto, ci riescono.
Una completa esperienza portatile
Quando Square Enix e N-Fusion annunciarono l’esclusività di The Fall per smartphone e tablet la delusione fu evidente per  molti degli appassionati, che si aspettavano un seguito di Human Revolution più che uno spin off per iOS. Temporalmente il titolo è antecedente alle avventure di Jensen, e per chi fosse digiuno dell’universo in cui è ambientato potrebbe risultare difficile riuscire a cogliere le diverse sfaccettature della trama.
Una guida minima all’universo di Deus Ex potrebbe essere questo: in un mondo dominato dall’arancione (si, il colore) gli impianti cibernetici e i potenziamenti agli esseri umani sono all’ordine del giorno, ma hanno come colossale effetto negativo l’obbligo di assumere una medicina (o droga, la Neuropozina) che annulli il rigetto del corpo ai suddetti impianti. Ben Saxon, il protagonista del titolo, è in fuga dal gruppo di mercenari chiamato “I Tiranni” in una Panama City che potrebbe tranquillamente essere il teatro di un’ avventura su PS3 o Xbox 360 tanto la realizzazione tecnica e artistica è ottima. Certo, la trama è semplicemente funzionale al gameplay e non aggiunge molto al mondo di gioco, ma gli appassionati capaci di coglierne tutte le sfumature sapranno trovare qualcosa di molto positivo.
L’esperienza di gioco, e qui va dato atto a Square Enix di aver saputo osare, è del tutto similare a quella della controparte home console, con un mix di elementi ruolistici (dati dai nostri avanzamenti tecnologici), di esplorazione, stealth e da first person shooter che rende il gameplay sulla carta decisamente molto vario. Diciamo sulla carta perchè nonostante una realizzazione tecnica di livello eccelso la componente di shooting è al meglio raffazzonata, con una hit box (dei nemici) e un’intelligenza artificiale talmente mal realizzate da scoraggiare lo scontro e le sparatorie in campo aperto. Se una considerazione del genere avrebbe rappresentato una stroncatura nella stragrande maggioranza dei giochi, in Deus Ex: The Fall, paradossalmente, può addirittura essere considerato come un fattore positivo. Disincentivando in maniera cosí netta la componente FPS verrà infatti naturale affrontare le diverse situazioni con un approccio più stealth (preceduto magari da un’accurata perlustrazione), sicuramente più appagante e divertente dell’uscita dalla copertura (in terza persona) con il fucile spianato.
Difficoltà di controllo
Il sistema di controllo è il classico surrogato del genere che si trova su dispositivi privi di controlli fisici, nei quali il movimento sarà demandato ad uno stick virtuale sulla destra (o al tap/doppio tap sul luogo desiderato) mentre i tasti di fuoco, di gestione delle coperture, o di tutte le altre azioni effetuabili saranno posizionati sulla destra. Nonostante si giochi su tablet, con quindi uno spazio a disposizione decisamente generoso, l’interfaccia risulta comunque decisamente troppo affollata, rendendo spesso i movimenti imprecisi e di difficile riuscita al primo tentativo. La quantità di cose da fare dal nostro Ben Saxon, cosí come le aree esplorabili e i diversi approcci all’azione portano la longevità dell’intera avventura intorno alle 6 ore di gioco complessivo, destinate ovviamente ad alzarsi se vorremo ricercare tutti gli ebook presenti nelle varie aree o anche solo scoprire ogni anfratto segreto di una Panama City che si candida come una delle migliori città mai realizzate su sistemi mobili. Il livello infatti del comparto tecnico è di assoluto pregio, e arriva in certe occasioni anche a stupire per la cura nel dettaglio, la fedeltà alla serie principale e il livello di dettaglio e fluidità che si riesce a raggiungere. Il comparto audio da la giusta atmosfera all’avventura mentre il tallone d’achille, comune purtroppo a troppe produzioni per smartphone e tablet, è l’evidente anonimia delle cut scene e allo scarso pathos interpretativo dei personaggi in queste specifiche sezioni.
Conclusioni
Deus Ex The Fall è un ottimo titolo, che va sicuramente premiato per il coraggio di voler portare su tablet un tipo di esperienza di gioco il più similare possibile alla controparte PC e home console. Nonostante alcune evidenti lacune, come l’intelligenza artificiale non all’altezza e le sezioni di shooting decisamente mal realizzate, il titolo è un esperimento coraggioso che riesce a regalare grandi momenti, grazie ad una realizzazione tecnica eccelsa e alle fasi stealth ed esplorative decisamente riuscite. Se siete poi appassionati della serie, non avete decisamente scuse.

This post was published on 17 Luglio 2013 19:26

Redazione Player.it

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