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Rise of the Ronin e quell’ossessione per i gatti | Siamo un po’ tutti come il Director del gioco

Rise of the Ronin, il nuovo lavoro targato Team Ninja (Nioh, Wo Long: Fallen Dinasy) è uscito ormai da diverse settimane, in un periodo sicuramente poco fortunato dato che è arrivato a coincidere con Dragon’s Dogma 2. Tolti i meriti e i demeriti del gioco in sé, c’è un aspetto che ha fatto tanto parlare i fan nell’ultimo periodo: i gatti. E se fino a ora sembrava tutta una speculazione, ci ha pensato il director del gioco a fugare ogni dubbio.

Come fossero i gatti giapponesi?

Rise of the Ronin era un gioco parecchio atteso, da chi voleva vivere le esperienze di un classico titolo Team Ninja, da sempre caratterizzati da un ottimo combat system e storie affascinanti, immergendosi però in una struttura open world abbastanza interessante e in un racconto storico tra i più accurati e dettagliati sul periodo del Bakumatsu.

Il gioco ha riscosso un buon successo di critica e pubblico, riuscendo a divertire grazie a un solido combat system che ha permesso di glissare sulle pecche, come vi raccontiamo nella nostra recensione. Ma, ciò che molti giocatori hanno notato, è stata l’attenzione smisurata che il gioco dedica ai gatti.

Nel titolo infatti, sono presenti tanti gatti che vanno a costituire quasi una sorta di quest secondaria: basterà cercarli, scovarli per ottenere qualche monetina extra che non fa mai male. Come ha confessato lo stesso director del titolo, Fumihiko Yasuda, l’attenzione dedicata ai gatti e alle loro animazioni, è stato, forse fin troppa, tanto da diventare una piccola ossessione.

La parole di Yasuda

Yasuda e i gatti

Yasuda ha dunque confermato quella che sembrava essere l’opinione che serpeggiava tra gli appassionati: in Rise of the Ronin, quella per i gatti è stata una vera e propria ossessione per il team di sviluppo, che ha lavorato instancabilmente alle animazioni. Come racconta lo stesso Yasuda durante un’intervista, insieme al produttore del gioco Yosuke Hayashi, oltre a concentrarsi sulla storia e sugli elementi di gameplay, una grande attenzione è stata data agli adorabili felini.

Queste le dichiarazioni di Yasuda:

Sono anche un fan dei gatti. Io stesso ho un gatto e ci sono altri membri del nostro team che ne hanno uno […]. E, ovviamente, abbiamo lavorato in particolar modo ai movimenti dei gatti che si usano per le animazioni. Non vorrei dire che è stato troppo difficile, ma forse ne siamo stati un po’ troppo ossessionati

E a voi la presenza di gatti e le loro animazioni, hanno convinto?

This post was published on 15 Aprile 2024 17:10

Pietro Falzone

Redattore Appassionato di videogiochi sin dal sempre più lontano 2002, quando per festeggiare i 5 anni ricevette una copia di Crash Bandicoot per la prima PlayStation. Il richiamo dell'avventura digitale lo fece innamorare di un mondo fatto di pixel, più o meno definiti. E l'amore non si è mai fermato. Inizia così a tastare tutti gli aspetti del mondo videoludico. Tra le sue più grandi passioni, si piazzano in ordine gli MMORPG (con sempre meno per giocarli, purtroppo), gli sparatutto in prima persona e, doprattutto, giochi di ruolo single player. Così si spiegano le più di mille ore, spalmate sui vari titoli From Software, da Demon's Souls in poi. Dalla fine delle medie, scopre una nuova passione: la scrittura. E come se non bastasse, scopre che nel mondo c'è chi scrive riguardo ai videogiochi, come se fosse un lavoro vero. Cosa fare di due passioni del genere dunque? Inizia così la ricerca disperata del giusto vascello, che riuscisse a convogliare voglia di fare, idee e tempo. Dopo un periodo passato a peregrinare, tra siti e sitarelli, approda su Player.it dove trova una casa in cui convogliare idee e spunti, al fianco di un team solido e costruttivo.

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