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Pubblicato in: News

Steam è al suo picco di popolarità in Cina.

Quando parliamo di egemonia nel mondo videoludico pensiamo molto rapidamente al successo incredibile che ha Valve con il suo Steam in praticamente ogni punto del globo terracque; il markeplace nel giro degli anni è diventato un vero e proprio punto di riferimento per videogiocatori e sviluppatori grazie alle sue caratteristiche e all’immenso pubblico di cui dispone.

Quest’ultimo però è in realtà limitato ai mercati anglofoni che sono si grandi, ma non sono il mercato cinese.

Considerando che la Cina ha un miliardo e trecentonovantatré milioni di abitanti da sola è lecito pensare che Valve ha abbia progettato di voler guadagnare ulteriore terreno su questo mercato per poter rimpolpare la sua userbase con nuovi prodotti e nuovi utenti.

Vediamo cosa è successo ultimamente nello stato più popoloso al mondo!.

Steam inizia ad avere successo in Cina!

Nella repubblica popolare cinese Steam sta pian piano conquistando fette di mercato sempre più ampie, tanto da far rallegrare Valve per i numeri raggiunti. Il mercato cinese, data la sua incredibile estensione, è uno dei più importanti da conquistare per un distributore del genere poiché ha numeri che da soli potrebbero rivaleggiare con il resto del mondo.

A parlarne brevemente su Twitter è stato l’analista Daniel Ahmad (Appartenente all’azienda Niko Partners) in una serie di tweet dove analizza e spiega velocemente il fenomeno.

Mettiamo intanto in chiaro una cosa: la Cina possiede già una sua versione di Steam creata da una collaborazione tra Valve e Perfect World; la versione ad aver fatto registrare questi numeri secondo la stampa mondiale è quella internazionale che abbiamo anche noi.

Come mai questa rinascita di Steam in Cina?

Dietro questo successo c’è un crescente fervore creativo da parte di piccoli studi di sviluppo made in china che stanno realizzando giochi dedicati al mercato cinese in grado di far presa sul pubblico.

L’analista ha portato in esempio due titolo: Scroll Of Taiwu e Chinese Parents.

Scroll Of Taiwu, ad esempio, è un videogioco di natura strategica culturalmente  ispirato al genere letterario Wuxia disponibile unicamente in cinese semplificato; questo gioco da solo ha venduto qualcosa come 600.000 copie nel corso di meno di un mese, risultati incredibili se consideriamo che un titolo tripla A come Call Of Duty Black Ops 4 vende 500.000 copie in tre giorni ed è la produzione più grande del mercato odierno.

Chinese Parents è sempre un progetto indipendente ma dal respiro estremamente diverso: un gestionale dove al giocatore viene dato lo scopo di accudire un bambino fino al suo arrivo nel mondo universitario; un videogioco intimista che è riuscito a raggiungere la prima posizione per vendite giornaliere qualche giorno fa all’interno di Steam; anche questo è disponibile unicamente in cinese semplificato.

Il futuro cinese di Steam.

Il successo di questi videogiochi sono sintomi importanti per l’industria nazionale del gaming in cina che ora ha un mercato diverse da quello proposto da WeGame di TenCent per esprimersi; al momento purtroppo non sono disponibili dati sulle quote di mercato che possiedono le altre realtà di distribuzione digitale videoludica in Cina.

Finalmente Steam inizia a diventare qualcosa in più che una piattaforma per giocare a Dota 2 per il pubblico cinese; il Moba di Valve, infatti, è stato il primo grande motivo per cui il pubblico orientale ha iniziato ad approcciare con il marketplace creato anni fa da Gabe Newell.

Ora è necessario comprendere come il governo cinese inizierà a regolamentare la versione internazionale di Steam, se il mercato finirà per riempirsi di titoli vietati come sono sulla versione realizzata in collaborazione con Perfect World.

Noi di Player.it ci auguriamo di osservare l’arrivo dei giochi più interessanti di questo mercato qui in Europa in un linguaggio vagamente comprensibile come può essere l’inglese, ci accontentiamo.

This post was published on 19 Ottobre 2018 15:39

Graziano Salini

Perennemente alla ricerca di legami tra argomenti distanti tra loro, con una certa predilezione per musica e videogiochi. Faccio il possibile per fare in modo che ci siano meno errori di concetto possibili sugli articoli di Player.it, grande fan degli errori grammaticali invece, quelli fanno sempre ridere. Quando non sto amministrando questo sito lavoro mi occupo di spiegare cose difficili in maniere semplici su altri siti, su tematiche molto meno allegre dei videogiochi.

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