7 videogiochi che meriterebbero un loro gioco di ruolo

Avete mai amato talmente tanto un videogioco da sperare che non finisse mai?

Ecco, a me succede spesso, e quando accade penso al modo in cui poter far rivivere sensazioni e divertimento di quei giochi anche dopo i titoli di coda, tanto li ho amati, e penso sempre al gdr. In effetti, ci sono giochi che, per la loro potenza narrativa e il loro setting evocativo, forse meriterebbero davvero di avere un gioco di ruolo tutto loro, con regole peculiari, che permetta ai giocatori di continuare a viaggiare in quei mondi.

Proprio guidato da questo pensiero, in questo speciale ho selezionato sette giochi, fra rpg, stealth game e open world che non stonerebbero affatto come setting per un tabletop rpg.

Curiosi?

Perché proprio questi giochi?

Prima di partire con la nostra lista, due parole sul criterio di scelta: cosa secondo me renderebbe l’ambientazione di un videogioco degna di diventare un manuale per il gioco di ruolo?

Probabilmente non c’è una risposta univoca a questa domanda ma, se dovessi darla, penso che dovremmo ragionare su come il setting di un videogioco è costruito, su quanta coerenza interna abbia, o su quanto riesca a coinvolgere il giocatore.

Fattori soggettivi e che fanno riferimento al modo in cui i singoli giocatori si approcciano, ma che hanno un loro fondamento oggettivo nella capacità di un’ambientazione di appassionare.

Per quanto a molti Hideo Kojima o il suo modo di concepire il game design risulti indigesto, fra i punti di forza di Metal Gear Solid o Death Stranding c’è senza dubbio la sua capacità di delineare delle ambientazioni convincenti.

Sia Metal Gear che DS sono infatti giochi costruiti attorno a delle realtà estremamente coerenti al loro interno, dominate da istituzioni ed equilibri descritte con una certa perizia, che possono fare da sfondo a infinite storie.

Metal Gear Solid V: The Phantom Pain, Snake, Big Bos, Metal Gear Solid gioco di ruolo

Un ipotetico gioco di ruolo di Metal Gear Solid potrebbe per esempio fare da cornice per storie che calino i giocatori nei panni di una squadra d’assalto impegnata nell’infiltrazione in una base nemica, ma potremmo anche (perché no) interpretare alcuni scienziati incaricati di costruire una nuova versione del Metal Gear e chiamati a scegliere se continuare la nostra opera oppure appellarci al buonsenso e rinunciare a dotare l’umanità di una nuova arma di distruzione di massa.

Il tutto magari grazie a un sistema di gioco che privilegi lo stealth grazie a un’alta possibilità di mortalità dei PG.

Death Stranding, Sam Porter Bridges, Death Stranding gioco di ruolo

Nel caso di Death Stranding la situazione è forse ancora più rosea: nei panni di gruppi di viaggiatori nelle lande desolate (mercanti? Corrieri organizzati in gruppi?) potremo esplorare il mondo devastato del gioco del 2019, entrare in contatto con i coloni, commerciare e soprattutto lavorare per riportare la tecnologia in un mondo desolato. Certo, come in RDR in entrambi i casi verrebbe meno la caratteristica peculiare di un personaggio straordinario alle prese con una storia più grande di lui, ma siamo certi che i master più bravi sapranno equilibrare bene le necessità delle meccaniche rpg con le caratteristiche delle storie di Kojima.

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