Virus e Malattie hanno i giorni contati | La scoperta che migliorerà il mondo

    TUTTI I VIRUS HANNO I GIORNI CONTATI LA NUOVA SCOPERTA

    La ricerca scientifica ha raggiunto un nuovo traguardo che potrebbe rivoluzionare la battaglia contro i virus a cui ogni organismo vivente è destinato.

    Sono passati ormai tre anni da quando John DeLong dell’Università del Nebraska-Lincoln ha iniziato i suoi studi alla ricerca di un nuova scoperta, così importante da poter stravolgere il campo della virologia.

    John DeLong analizza nel suo laboratorio del Nebraska alcuni campioni d'acqua di stagno.

    Una dieta a base di particelle virali

    John DeLong e il suo team hanno basato la propria ricerca su una sola domanda: esiste qualche microbo in grado di nutrirsi di virus? Al riguardo DeLong ha affermato:“Sono fatti di cose davvero buone: acidi nucleici, molto azoto e fosforo. Qualsiasi cosa dovrebbe volerli mangiare. Molte cose mangiano tutto ciò che riescono a trovare. Sicuramente qualcosa avrà imparato a mangiare queste materie prime davvero buone”.

    DeLong in passato aveva già studiato i modi in cui i clorovirus possono impigliarsi in una rete alimentare. Era il 2016 quando ha collaborato con Van Etten e il virologo David Dunigan, allo scopo di dimostrare come i clorovirus hanno accesso alle alghe, normalmente associate ad un genere di ciliati chiamato Paramecia.

    Questa esperienza ha portato DeLong a cambiare il punto di vista delle proprie ricerche. Successivamente, il ricercatore ha cominciato a considerare la grande abbondanza di virus e microrganismi presenti nell’acqua, guardando le particelle virali come una fonte non solo di infezione, ma anche di nutrimento: convinti di questo, il team di DeLong ha portato rigorosamente avanti i propri studi, una ricerca di ben tre anni che proprio recentemente ha raggiunto i suoi primi risultati.

    Scoperto il “predatore” dei virus

    Tra le placide acque di uno stagno, in un singolo giorno, un milione di particelle virali potrebbero entrare in un organismo unicellulare noto come ciliato o ciliophora. Questi organismi, appartenenti al gruppo dei protisti, possono essere trovati ovunque ci sia dell’acqua, mare o stagni d’acqua dolce non fa differenza. Nel corso della storia gli scienziati hanno registrato più di 7.000 specie diverse di ciliati: per questo motivo sono considerati tra gli organismi protisti più differenziati e sviluppati che ci siano.

    Abituato a utilizzare la matematica per descrivere le dinamiche predatore-preda, stavolta DeLong decide di cominciare la ricerca direttamente da una serie di esperimenti: per prima cosa, prende la macchina e si dirige allo stagno più vicino per raccogliere dei campioni d’acqua. Tornato nel suo laboratorio, DeLong comincia a riunire tutti i microrganismi raccolti, indipendentemente dalla specie. Arrivati a questo punto, aggiunge generose porzioni di clorovirus in ogni campione.

    John DeLong sorride nel suo ufficio.

    Dopo 24 ore di attesa, DeLong può cominciare a cercare nelle gocce d’acqua. Lo scopo è quello di trovare microorganismi in grado di apprezzare la compagnia del clorovirus: la speranza è quella di trovare una specie che potesse trattare il virus, non come una minaccia, bensì come un’invitante spuntino.

    DeLong e i suoi colleghi hanno scoperto che una specie di Halteria, microscopici ciliati che popolano le acque dolci di tutto il mondo, può mangiare un gran numero di clorovirus infettivi con cui condividono l’habitat acquatico. Per la prima volta, gli esperimenti di laboratorio del team hanno anche dimostrato che una dieta a base di soli virus (definita dal team come una dieta”virovora”) è sufficiente ad alimentare la crescita fisiologica e persino la crescita della popolazione dell’organismo unicellulare.

    Virologia e sostanze nutritive

    Insomma, questi piccoli organismi non solo possono mangiare particelle virali a volontà, ma possono anche crescere e dividersi anche con una dieta basata esclusivamente sui virus. “Se si moltiplica una stima grossolana che valuti quanta acqua, virus e ciliati ci siano, si ottiene una quantità enorme di movimento di energia“: sono le parole di DeLong prima di affermare che secondo le stime i ciliati presenti in un piccolo stagno potrebbero mangiare circa 10 trilioni di virus al giorno.

    Immagine al microscopio di un Halteria, microscopici ciliati che popolano le acque dolci di tutto il mondo

    Molti virus noti causano malattie e, di conseguenza, la virologia si è a lungo concentrata sui virus considerandoli esclusivamente come agenti patogeni. Tuttavia, i virus influenzano anche i processi ecosistemici, causando in più frangenti il rilascio di sostanze nutritive. I virus sono considerati spesso i “predatori” in cima a questa microscopica catena alimentare, nonostante tutto anche i virus possono essere considerati e sfruttati come cibo, proprio come qualsiasi predatore.

    Prima delle ricerche di DeLong, tutti gli studi sugli organismi acquatici che si nutrono di virus, dichiaravano semplicemente che i protisti unicellulari erano in grado di consumare i virus e che i protisti sembravano rimuovere i virus dalle acque reflue, ma nulla di più. Non c’era nulla sulle potenziali conseguenze per i microrganismi stessi, né tanto meno per le reti alimentari o gli ecosistemi a cui appartenevano.