Momenti BG 57: L’antica storia degli Squat – Parte 1

Copertina per Momenti BG 57

Durante il primo giorno di Aprile 2022, Games Workshop pubblica un video di due minuti in cui pare venga confermato il ritorno degli Squat, o meglio, degli Squat come esercito giocabile. Tanti pensano che siano solo un pesce d’Aprile, tanti sperano che non lo sia. Dopo due ore di live Twitch sul canale dell’Astropate dedicate all’analisi degli indizi che conducono verso l’idea che si tratti di un falso pesce d’Aprile pubblicato appositamente in quella data per scatenare il dubbio e la curiosità, ci siamo augurati una buona serata attendendo il giorno seguente e sperando che fosse tutto vero.

Il 2 aprile 2022, Games Workshop presenta ufficialmente il nuovo esercito di Warhammer 40.000: le Leghe di Votann, il ritorno degli Squat. Un momento indubbiamente epocale, eppure tanti non conoscono la storia di questo popolo. Tante persone non hanno ancora compreso a pieno perché tante altre siano molto emozionate davanti a questa notizia e vorrebbero rimediare. Ho quindi pensato di dedicare Momenti BG 57 alla scoperta della storia degli Squat riproponendo lo stesso approccio di Momenti BG 54 e 56, ossia narrandovi questo argomento sia dall’interno che dall’esterno dell’ambientazione. Andiamo.

Guarda la versione video!

Nascita, scomparsa e ritorno dei nani spaziali

Corazzati Squat

Quando venne creato Rogue Trader, il neo-Warhammer 40.000, l’idea di Games Workshop fu quella di creare una trasposizione fantascientifica della propria ambientazione fantasy. Per questo motivo, fin da subito il manuale base del 1987 presentò tante versioni futuristiche delle classiche civiltà di Warhammer Fantasy. Tuttavia, alcune di esse furono reinterpretate come differenti rami evolutivi dell’Umanità, compresi i nani. Questi furono presentati come Squat o Homo sapiens rotundus e fu precisato che talvolta venisse usato l’appellativo di Nani, ma purtroppo anche altri ancor meno lusinghieri.

A differenza di altri abumani come ogryn, ratling o uominibestia, gli squat vennero considerati fin da subito un ramo dell’umanità maggiormente integrato nell’Imperium, essendo gli unici capaci di raggiungere anche posizioni importanti all’interno del Credo Imperiale o dell’Inquisizione. In più, venne subito riproposto il loro rapporto tremendamente conflittuale con i pelleverde e non molto migliore con i restanti alieni della galassia.

Per quasi due anni gli Squat rimasero una civiltà abumana piuttosto legata all’Imperium e ampiamente presente nei reggimenti dell’Esercito Imperiale. L’uscita di White Dwarf 111 (marzo 1989) introdusse il primo vero approfondimento su di loro. Vennero quindi descritti per la prima volta i mondi natale, le roccaforti, le leghe, etc. In un riquadro venne pure trascritto il rapporto del primo incontro con gli Squat, avvenuto nel 722.M34 nel Sistema Svyz.

L’introduzione di questo approfondimento permise di comprendere meglio il rapporto tra gli squat e l’Imperium, differenziando il loro servizio all’interno di alcune organizzazioni imperiali e la loro vita completamente autonoma. Ciononostante, quell’articolo non introdusse alcun fondamento religioso per gli Squat. A differenza degli eldar, i quali avevano ricevuto una trasposizione pressoché esatta del pantheon elfico di Ulthuan, gli squat non erano stati caratterizzati dalla venerazione di divinità come Grungni, Grimnir, Valaya, etc. Avevano comunque un grande rispetto nei confronti dei “progenitori viventi“, ossia squat con oltre trecento anni sulle spalle che iniziavano ad acquisire peculiari poteri psionici.

Copertine di Draco e Codex Imperialis

Questo forte rispetto venne mantenuto da Draco, romanzo di Ian Watson che diede il via a quella che sarebbe diventata la trilogia della Guerra dell’Inquisizione. In questo romanzo c’era un personaggio squat chiamato Grimm, il quale esclamava spesso “Per i progenitori!” e descriveva il proprio rispetto per questi individui. Non ci veniva mai fornito alcun nome per questi progenitori e durante la narrazione eravamo sempre portati a pensare che Grimm si riferisse agli antenati della propria famiglia o a degli importanti progenitori viventi.

La situazione sembrò mutare leggermente nel 1993, anno in cui uscì la seconda edizione di Warhammer 40.000. All’interno della scatola introduttiva, il manuale Codex Army Lists incluse tutta la lista dell’esercito Squat, mentre il manuale Codex Imperialis si concentrò maggiormente sulla loro parte d’ambientazione andando a rivedere un po’ del materiale scritto nel 1989. In un riquadro veniva riportato un discorso tra alcuni squat e uno di essi esclamava “Per l’amor di Grungni”. Per la prima e ultima volta, un dio progenitore nanico venne nominato da uno squat, segnando il fatto che forse Games Workshop avesse intenzione di introdurre una maggiore componente religiosa. Ciò sembrò trovare conferma nel 1995, quando uscì Chaos Child, terzo romanzo della Guerra dell’Inquisizione. Durante la storia appariva il seguente pezzo:

“È questo il punto. Stavo pensando che un giuramento sui Sacri Progenitori fosse vincolante tra noi squat, ma voi normali umani non avete progenitori.” Forzò una risata. “Non intendo che i normali umani siano tutti dei bastardi! Molti sommi e potenti signori farebbero eccezione! Semplicemente voi non venerate i progenitori come lo facciamo noi.”

Stando a tale approfondimento, la verità sarebbe stata trovata a metà strada. Una vera e propria venerazione, tale da ritenere sacri certi progenitori, ma non legata a delle divinità, bensì ad antenati particolarmente importanti vissuti in passato. Rimase comunque difficile comprendere se si parlasse di progenitori viventi, di progenitori importanti adorati da tutti o molti squat oppure di progenitori importanti per una singola famiglia.

Il Codex mancato e la diffusione in Epic e Necromunda

orki e squat

Ok, con un certo discorso siamo andati avanti fino al 1995, ma riavvolgiamo un attimo il tempo e torniamo al 1989. Con White Dwarf 116, gli Squat iniziarono a ricevere anche le loro prime miniature per le battaglie in scala Epic, ottenendo così alcuni armamenti già visti in scala più grande e le macchine scavatrici Mole e Termite. Con i primi anni ’90, e in particolare grazie alla scatola Ork and Squat Warlords del 1992, la gamma Epic degli Squat venne espansa andando ad includere fanteria e nuove colossali macchina da guerra. Tra tutte queste novità ci furono i Goliath, i Leviathan, i Colossus, il Land Train, i Cyclops, i robot della Gilda, i girocotteri Iron Eagle e le battlecar.

Tutte cose molto interessanti, gli Squat stavano finalmente iniziando ad essere espansi e l’avvento della seconda edizione di Warhammer 40.000 sembrò pure segnare l’arrivo del loro Codex. La seconda edizione introdusse l’idea di manuali specifici atti a fornire regole e materiale d’ambientazione per una singola fazione e gli Squat non sembrarono esclusi. Il Codex: Imperial Guard del 1995 contenne pure la seguente frase riferita al manuale degli Squat:

“Nel momento della scrittura, è prevista la futura uscita di questo Codex. Puoi includere truppe scelte dal Codex: Squats.”

In attesa di quel Codex, nello stesso anno uscirono le macchine da guerra Ordinatus per Epic, la cui creazione fu attribuita agli Squat, ma poi gli anni passarono e non arrivò alcun Codex. Nessun nuovo modello, sporadiche novità nelle regole e poi dubbi anche da parte dei rivenditori statunitensi. White Dwarf 217 di febbraio 1998, famoso per aver introdotto il primo modello Necron, contenne un’altra informazione importante:

“Cosa sta succedendo agli Squat?”

A quanto pare ai tempi era già una domanda ricorrente, ma non vennero fornite particolari spiegazioni.

La lenta scomparsa

Citadel Journal 33 e Gang War 4 con contenuti Squat

Ad ottobre del 1998 uscì la terza edizione, la quale abbandonò completamente gli Squat. Gli Eldar Oscuri, ora noti come Drukhari, vennero annoverati tra le armate principali che avrebbero ricevuto un Codex dedicato, mentre gli Squat non vennero nominati. Con The Citadel Journal 33 di agosto 1999, Jervis Johnson scrisse un articolo per comunicare apertamente la rimozione degli Squat dal gioco. Spiegò come, secondo lo studio, gli Squat non fossero stati un’idea uscita fuori molto bene, ma fornì comunque due metodi per riutilizzare i propri modelli Squat con liste dell’esercito esistenti. Nello specifico, parlò della Guardia Imperiale usata per rappresentare la civiltà degli Squat ormai completamente integrata nell’Imperium e degli Orki per rappresentare degli Squat rinnegati. La storia dei Mondi Squat integrati nell’Imperium fu descritta esclusivamente in quella rivista ed effettivamente scritta unicamente per dare agli affezionati una sorta di giustificazione narrativa. In più, in quell’articolo Jervis sostenne che lo studio avrebbe voluto ritentare con gli Squat e proporli in un altro modo, in primis abbandonando il nome Squat.

Successivamente arrivò gennaio 2000, mese in cui fu pubblicato Gang War 4 per Necromunda. Mentre nel 1997 il The Citadel Journal 19 propose la semplice possibilità di assoldare due Squat nelle gang di Van Saar, con Gang War ci fu l’introduzione della Gang di Minatori Squat scritta da Phil Tortorici. Se da questo punto di vista gennaio 2000 fu un mese felice, da un altro punto non lo fu. Nel corso di quel mese uscì White Dwarf 241, il quale contenne una lettera dell’appassionato Tim Gutierrez. Tim chiese a gran voce il ritorno degli Squat, ormai praticamente abbandonati in quasi ogni ambito e raramente nominati. Non è noto chi fu il responsabile del servizio Mailbox che si prese la briga di rispondere a quella domanda, ma in ogni caso quella persona rispose inventando metà di quanto detto e azzeccando per puro caso l’altra metà. Ciò che risuonò particolarmente tra gli hobbisti fu l’inizio di quella risposta:

“Ci crederesti se ti dicessi che furono tutti mangiati dall’invasione Tiranide?”

Non si trattava di materiale canonico, eppure l’informazione si diffuse e alcune persone iniziarono a reputarla vera. In realtà, gli Squat non fecero altro che scomparire nell’ignoto e molte altre persone continuarono a chiedersi i veri motivi per cui si verificò questa lenta e silenziosa dipartita. Passarono quattro anni e mezzo prima di ricevere la vera risposta.

Il messaggio di Jervis Johnson

Messaggio di Jervis Johnson sugli Squat

28 luglio 2004, 10:41:29

In quell’esatto momento Jervis Johnson pubblicò un messaggio sul passato forum ufficiale dedicato ad Epic rispondendo a una discussione sugli Squat nata il giorno precedente. L’utente britannico jadester chiese delucidazioni sulla disponibilità dei modelli Squat e da lì si susseguirono alcune risposte di altri utenti che tentarono di fornire motivazioni per cui gli Squat non fossero disponibili. Ad esempio, un utente disse che gli stampi degli Squat di Epic e di Warhammer 40.000 fossero danneggiati, mentre un altro attribuì la scomparsa alle vendite irrisorie, motivazione a tutti gli effetti inclusa nella risposta fornita a Tim Gutierrez nel 2000. Quando Jervis Johnson arrivò, la spiegazione fu chiara e davvero diversa da quella fornita a Gutierrez.

Johnson chiarì il fatto che gli Squat non vendessero male, bensì fossero mediamente in linea con varie altre gamme esistenti. Chiarì anche la questione degli stampi, semplicemente spiegando che la vecchiaia di quei modelli avesse dettato il loro lento ritiro. In quel momento, però, ne approfittò anche per spiegare una volta per tutte che fine avessero fatto gli Squat.

Johnson spiegò come i membri dello studio si fossero resi conti della propria insoddisfazione nei confronti del loro lavoro fatto con questa civiltà. A differenza delle altre trasposizioni di civiltà fantasy, secondo loro gli Squat erano rimasti poco più di una caricatura comica e si erano pure pentiti del loro nome (come già detto nel 1999). Quando coltivarono la loro gamma di Epic, si sentirono più convinti di cosa potessero essere gli Squat, ma allo stesso tempo sentirono ancor di più la differenza con il materiale d’ambientazione e modellistico presente per Warhammer 40.000. Alla fine, ci fu la decisione interna di abbandonare “gli Squat nella loro forma Squat”, ossia di scartare quell’iterazione del nano spaziale per provare ad introdurne un’altra. Furono quindi introdotti i Demiurg, ma anche loro furono presto messi in un angolo per coltivare altri progetti.

“forse gli Squat/Demiurg rimarranno una nota a margine nella storia della galassia di Warhammer 40.000. Solo il tempo ce lo dirà…”

I Demiurg

nave roccaforte dei demiurg
Nave classe Roccaforte dei Demiurg

Cosa furono esattamente i Demiurg? Questa civiltà venne nominata per la prima volta su White Dwarf 242 di Febbraio 2000, numero in cui veniva descritta una battaglia tra la Guardia Imperiale Valhalliana e questi xeno chiamati Demiurg, bassi e semi-umanoidi. Secondo quanto descritto, la battaglia avvenne nel Sistema Poretta, un luogo ricco di minerali, inoltre i Demiurg schierarono 5000 Tecnoguardie e inflissero gravi perdite ai Valhalliani, ma alla fine furono sconfitti.

Nel 2001, Battlefleet Gothic Magazine 06 introdusse il vascello commerciale “Roccaforte” dei Demiurg. Veniva descritto come un vascello utilizzabile in vari tipi di operazione, non solo commerciale, tant’è che veniva citato il suo utilizzo in guerra e in operazioni minerarie. Rispetto agli Squat, i quali abitavano regioni del centro galattico, i Demiurg erano stati avvistati nelle regioni della Frangia Orientale, prima molto raramente e poi un po’ più spesso con tre avvistamenti confermati al fianco di Tau o Kroot. Sicuramente certi hobbisti furono incuriositi dal fatto che questi Demiurg fossero un popolo interessato alle operazioni minerarie, possessore di navi chiamate “roccaforte” e sempre pronto a combattere contro gli Orki.

Bozzetti dei demiurg
Bozzetti non definitivi di Jes Goodwin sull’aspetto che avrebbero potuto avere i Demiurg

Successivamente, l’uscita di Battlefleet Gothic: Armada nel 2003 portò con sé qualche novità per i Demiurg. Ricevettero la nuova nave classe Bastione, la quale era operata da confraternite di demiurg a presenti a bordo, inoltre fu suggerita un’origine xeno. Un mercante corsaro parlava di loro sostenendo che lo fossero mentre l’Inquisizione interveniva punendo dei Governatori Planetari per aver collaborato con degli xeno. I Demiurg erano quindi un tentativo di far rinascere il concetto di nano spaziale, ma quel tentativo li avrebbe apparentemente presi sotto forma di specie a sé come gli Aeldari, non più sotto forma di abumani.

Ciononostante, questo tentativo non durò molto. Jervis Johnson stesso, all’interno del proprio messaggio, precisò il fatto che i Demiurg costituissero una priorità minore in quel momento e che forse non avrebbero mai ricevuto ulteriori sviluppi. A tutti gli effetti, nel corso del tempo non ebbero mai più sviluppi davvero consistenti. Menzioni da qualche parte e la loro esistenza fin dai tempi dell’Eresia di Horus, ma nulla di più.

Piccole menzioni

Squat in vari romanzi

Dal 2004, gli Squat divennero una leggenda. Proprio in quell’anno fu ristampata e raccolta in un singolo volume la trilogia della Guerra dell’Inquisizione. Come Space Marine di Ian Watson, anche quella trilogia dello stesso autore era considerata obsoleta e frutto dei primi anni embrionali di Warhammer 40.000. Tuttavia, Black Library decise comunque di inserire una lettera all’inizio del romanzo in cui si parlava dei vari personaggi che accompagnavano l’inquisitore Draco. Tra le descrizioni, lo Squat Grimm veniva citato con la seguente parte di lettera:

“Riguardo all’abumano, il filo è stato tagliato. La terribile flotta alveare dei tiranidi ha messo fine pure a quella linea molto tempo fa.”

Ci fu quindi la volontà di menzionare un’idea diffusa all’interno dello studio, ma su cui pure Jervis Johnson era insicuro e all’interno di un romanzo che sarebbe stato già obsoleto anche se non ci fosse mai stato uno squat nella storia. Insomma, alla fine tale menzione lasciava il tempo che trovava. Gli Squat erano stati semplicemente dimenticati e nessun evento nell’ambientazione parlava della loro scomparsa.

L’unica eccezione avvenne nel romanzo Ravenor Rogue del 2007, terzo romanzo della trilogia di Ravenor in cui Dan Abnett citò esplicitamente gli squat come una razza classificata come una leggenda di poco conto. Nel romanzo precedente fu introdotto Sholto Unwerth, un personaggio che riportava varie caratteristiche che parevano renderlo simile a uno squat, eppure non venne confermato nulla al riguardo. In Ravenor Rogue, invece, un personaggio udì Sholto raccontare a un’altra persona la storia della propria famiglia. Non sentì tutto il discorso, ma al suo orecchio giunse questo pezzo:

“Si dice, un po’ per mari e monti, che un tempo ci fosse una razza d’esseri chiamati squat, e molti studiosi e gente intellettuale sostengono che sia solo un mito, qualcosa che non è mai esistito, ma il mio caro vecchio prozio mi ha giurato che la linea degli Unwerth ha qualche goccia di quel sangue, proprio in prospettiva, voglio dire…”

Alla fine Sholto non era nemmeno un vero e proprio squat. Dan Abnett volle fare un riferimento al passato e forse Sholto aveva davvero qualche lontano parente abumano, ma tutto sommato la questione rimase una piccola strizzata d’occhio dello stesso autore che fece apparire brevemente un essere simile a uno Zoat nel romanzo L’Ascesa di Horus. Tutte cose che, in un modo o nell’altro, sono tornate.

Il ritorno e l’arrivo su Necromunda

Squat su Necromunda

Nel 2012, la situazione cambiò nuovamente. Fu pubblicato il regolamento base per la sesta edizione di Warhammer 40.000, la cui sezione finale conteneva delle appendici dedicate a vari argomenti, tra cui una dedicata agli abumani. In quell’appendice vennero nominate varie specie abumane citate per la prima volta nel libro Xenology del 2006, ma tra di esse ci furono anche gli Squat, correttamente definiti Homo sapiens rotundus. All’improvviso, gli Squat divennero nuovamente parte dell’ambientazione, ma solo sotto forma di breve menzione nel regolamento. Nello stesso anno, Dan Abnett si lanciò in un’altra piccola strizzata d’occhio tramite Pariah, primo romanzo della trilogia di Bequin. In una scena, un personaggio vide di sfuggita un figura minuta che per un momento parve assomigliare agli “squat delle vecchie leggende”.

Passarono altri due anni e nel 2014 uscì la settima edizione, il cui regolamento contenne le stesse identiche appendici, quindi contenendo la stessa menzione degli Squat. Pur rimanendo una semplice menzione, Games Workshop continuò a confermarne l’esistenza. da qualche parte nella galassia erano presenti, ma evidentemente erano rari e dai più considerati poco più che esseri leggendari e della cui reale esistenza si poteva anche dubitare. Come tante altre cose nell’Imperium.

Dopo altri anni di attesa, nel 2018 ci fu il primo vero segno del ritorno degli Squat. Uscì Grendl Grendlsen, cacciatore di taglie ed ex Jarl-stendardiere della compagnia mercenaria Arieti di Vega. Non solo apparve uno Squat, ma un membro di una compagnia già esistente nel materiale originale su questa specie.

Nel mese di luglio 2019, invece, Necromunda rincarò la dose con altre novità. Uscì il secondo personaggio Squat, chiamato Ragnir Gunnstein, la cui storia trasportò nel presente altri due vecchi elementi d’ambientazione. Prima di arrivare su Necromunda, Ragnir era nato in una famiglia nobile della Roccaforte Mjolnir sul pianeta Valskalf. Man mano, Warhammer 40.000 sembrava recuperare antichi stralci di storia Squat.

Nel corso dello stesso mese ci fu anche un’altra novità per Necromunda, ossia la pubblicazione del manuale The Book of Judgement. Al suo interno furono introdotte numerose armi disponibili tramite il mercato nero, comprese varie armi appartenenti alla categoria xeno. Una di esse era la trivella ad energia demiurg, descritta come un oggetto più simile ad uno strumento da lavoro che ad un’arma. Stando alle informazioni disponibili, queste trivelle finivano nei mercati neri dopo essere state acquistate direttamente dai Demiurg, spesso grazie a qualche prospettore Squat o a qualche rovistatore delle lande desolate che fungeva da tramite.

Mappa Squat con Cirillo Prime
Mappa odierna con sovrapposizione dei vecchi territori Squat

Infine, nel corso di giugno 2020, uscì il manuale narrativo Risveglio Psichico: Pariah. Al suo interno vi era una piccola sezione diffusa in tutti i manuali della serie, la quale conteneva informazioni riguardanti vari altri eventi che stavano accadendo nella galassia e che non avevano necessariamente collegamenti con la macrotrama. Uno di questi eventi avveniva nei pressi del pianeta Cirillo Prime, posizionato all’interno di quelle che un tempo erano classificate come le zone contenenti i mondi Squat. Qualcuno di non ben identificato inviava una comunicazione sostenendo di trovarsi vicino al sottosettore 47-Grendel, nelle vicinanze del centro galattico. A un certo punto, questa nave veniva catturata da un campo gravitazionale artificiale di una nave sconosciuta che, dalle analisi dello scafo, risultava essere appartenente a una civiltà ufficialmente ritenuta estinta. Tale civiltà era quelli degli Squa…

La comunicazione si interrompeva prima di poter pronunciare l’ultima lettera della parola, ma che quella lettera fosse una T era evidente. Gli Squat avevano sempre abitato regioni del centro galattico e il sottosettore 47-Grendel sembrava avere un nome volutamente simile alla famosa Lega di Grindel.


Man mano gli Squat si sono fatti nuovamente più presenti nella galassia e alla fine arriviamo ad aprile 2022. Essi sembrano essere oggetto di un pesce d’aprile, ma in realtà si rivelano essere uno scherzo nello scherzo con l’annuncio vero e proprio delle Leghe di Votann. La storia fuori dal gioco di questa civiltà è stata tanto travagliata e ora potete dire di averla scoperta, ma com’erano gli Squat nel lontano passato dell’ambientazione? Concludiamo questa grande parte di Momenti BG 57 per prepararci alla prossima.

Vi aspetto per la seconda parte!

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