La Tempesta 04: Il Settore invaso

Copertina La Tempesta 04: Il Settore invaso

La Tempesta è una serie iniziata nella prima metà del 2018 e il suo terzo articolo risale a maggio dello stesso anno. Sono passati ben tre anni, ma tra i programmi del 2021 c’era proprio l’idea di riprendere in mano questa serie e trasformarla da piccolo ramo di Momenti BG a serie autonoma, perciò eccoci qui. A maggio 2018 ci lasciammo con Khârn vittorioso davanti a una Furia Bianca. Oggi riprendiamo la sua storia e quella di un Settore Cadiano assediato da sempre più punti.


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HAELEON, LORD LUKOSZ

Lord Lukosz assistette all’arrivo di una Thunderhawk delle Furie Bianche sulla superficie di Haeleon. Gli Space Marine che fuoriuscirono dalla cannoniera si dimostrarono spavaldi e si lanciarono immediatamente verso i Divoratori di Mondi, ma ben presto gli venne ricordato il tipo di nemico che stavano affrontando. Khârn, dopo aver terminato il proprio scontro precedente, raggiunse la Thunderhawk e iniziò a macellare altre Furie Bianche. Lukosz, Samzar e altri membri del seguito del Traditore gli fornirono un adeguato supporto a distanza, non potendosi permettere di fare molto di più a causa del fuoco di soppressione della Thunderhawk.

D’un tratto la Thunderhawk colpì Khârn, il quale venne sbalzato all’indietro, ma questa mossa non puntò ad ucciderli, bensì ad allontanarlo. Sebbene la cannoniera fosse stata danneggiata al punto di non poter rientrare in orbita, essa riuscì a riprendere il volo e a supportare la ritirata delle Furie. Mentre Lukosz tentò di raggruppare le proprie forze disponibili, Khârn ignorò tutti, salì su una moto ancora funzionante e partì nel tentativo di inseguire la Thunderhawk. Lukosz e Samzar abbandonarono subito l’idea di seguirlo, ma nel frattempo Morenna, altro Divoratore di Mondi, si lamentò della situazione e colpì Samzar, il quale pose subito termine al conflitto trapassandogli il collo. Mentre Samzar ribadì che qualunque affronto verso Khârn sarebbe valso come una sfida nei suoi confronti, Lukosz non poté fare a meno di pensare che i dubbi di Morenna non fossero pienamente malriposti. Khârn avrebbe continuato a seguire da solo i propri obiettivi e loro non avrebbero potuto fare altro che seguirlo accontentandosi dei resti, eppure non poteva nemmeno permettersi di uccidere ogni Divoratore dissidente. Per quanto tempo avrebbe potuto sperare di mantenere coesa la banda da guerra?

NEMESIS TESSERA

Schema del pianeta Nemesis Tessera

Uno dei primi obiettivi dell’invasione di Abaddon fu Nemesis Tessera, un potente e glaciale mondo inquisitoriale. Per raggiungerlo, le forze del Caos seminarono distruzione nei sistemi vicini, tra cui Chima Lomas, il quale subì l’invasione del proprio mondo capitale Nereus. Diciassette gruppi di Forza di Difesa Planetaria e il Gruppo di Battaglia Neth, capeggiato dal Generale Neth, tentarono di respingere un’invasione grande cinquanta volte le loro forze disponibili, ma furono ovviamente sbaragliati facilmente. Successivamente si scoprì che i Caotici non avessero puntato a questo sistema perché realmente interessati a controllarlo, ma per mettere al sicuro le comunicazioni verso il Condotto Rhoke.

In seguito, le armate coinvolte nella conquista di Chima Lomas si spostarono e si dispersero nei pressi del Golfo di Kensi. Una parte di queste armate si diresse verso Ovaris Gulag, mondo noto per le proprie colonie di prigionieri. Altre schegge dell’armata puntarono direttamente verso Nemesis Tessera e a quel punto l’Inquisizione spese una quantità immensa di risorse per difendersi. Dopo svariati giorni, la situazione parve essere messa sotto controllo grazie alle condizioni climatiche terribili di Nemesis Tessera e le forze schierate dagli agenti dell’Inquisizione.

Altrove, l’Imperium si trovò ulteriormente colpito. Belisar, Macharia, Vigilatum, Xersia e Kantrael furono tra i nomi citati nei rapporti.

SISTEMA CADIANO

Schema con i dettagli sui Violatori

Nel Sistema Cadiano la situazione non migliorò. Sul mondo prigione St. Josman’s Hope masse di detenuti vennero liberati dai rinnegati del Capitolo Violatori. Nonostante gli sforzi dei Commissari, la notizia arrivò su Cadia e la descrizione delle usanze dei Violatori scosse vari ufficiali. Di conseguenza, furono ordinati alcuni rischieramenti per tentare di rinforzare il morale. Fu in quei giorni che il Generale Spedal si distinse nella propria operazione d’assalto agli eretici che controllavano Kasr Gallan. In seguito alla sua riconquista, l’Adeptus Mechanicus riuscì anche a schierare forze difensive dell’Ordo Reductor. Benché la specialità dell’Ordo fosse l’assedio e non la difesa da essi, truppe in più avrebbero sicuramente giovato. Ciononostante, le buone notizie vennero bruscamente interrotte.

Nel giro di due giorni, numerosi Astropati presenti su Cadia ebbero difficoltà nel trasmettere e ricevere le proprie comunicazioni, inoltre le loro poche ore di sonno divennero tormentate dagli incubi. Sempre più pallidi, essi diffusero infausti avvertimenti e parlarono di una terribile tempesta Warp in arrivo ai confini del sistema.

Schema sulla tempesta Warp in arrivo nel Sistema Cadiano

Cadia ebbe sempre più difficoltà a comunicare con i sistemi vicini, ma non demorse. Ursarkar Creed guidò l’8° Cadiano contro un gruppo di Catafratti Volscani sfuggiti alla Battaglia dei Campi Tyrok e li intercettò nei pressi di Kasr Vasan, all’ombra del pilone che si staglia sulle Brughiere Vasani. I Catafratti furono annientati, ma poco dopo Creed dovette effettuare una ritirata strategica notando l’arrivo di una forza d’avanguardia della Legione Nera.

Rapporti più recenti indicarono il progressivo arrivo di alcune forze dell’Adeptus Astartes. Le flotte dei Cavalieri di Ferro e dei Magli Imperiali riuscirono a stabilire dei contatti mentre Logan Grimnar, Maestro Capitolare dei Lupi Siderali, organizzò una conferenza con Creed per pianificare al meglio lo spiegamento degli Space Marine presenti. Sebbene Grimnar non avesse un’oggettiva autorità su tutti i Capitoli giunti in soccorso di Cadia, Creed esplicitò il suo supporto nel caso in cui il Maestro Capitolare avesse deciso di coordinare le operazioni dei Marine. Il Capitano Echion dei Patriarchi di Ulixis, un Capitolo Successore degli Ultramarine, affermò la propria approvazione davanti a tale possibilità. Azrael, Gran Maestro Supremo degli Angeli Oscuri, si dimostrò contrario. Forse temendo la presenza di Caduti nei pressi del Cancello Cadiano e, di conseguenza, la loro possibile scoperta, Azrael si oppose alle recenti proposte sostenendo che dei traditori si sarebbero dovuti occupare personalmente gli Astartes. Creed ritenne ridicolo quanto detto e Azrael ritirò qualsiasi offerta di cooperazione.

Ulteriori analisi dell’Alto Comando, successivamente supportate da informazioni fornite dall’Ordo Malleus dell’Inquisizione, identificarono anche l’intervento di forze nemiche legate ai Signori della Notte e alla Legione Alfa, i primi come truppe di terrore e i secondo come infiltratori. Bande da guerra provenienti da queste due Legioni condussero numerose incursioni volte a scatenare il panico nella popolazione civile o a sabotare strutture chiave.

SALANDRAXIS, ALTO TEMPIO DI SALANDRAXIS MUNICIPALIS, CARDINALE ASTRAL VOLTURN PRADILLO

L’ombra del Caos può essere lunga e profonda, ma non temetela, Figli dell’Imperatore. Non consumerà mai la splendente perla che è Salandraxis. Tramite me, l’Imperatore presiede su di esso.”

Lozepath, Santo Vivente di Salandraxis, prima di partire per la propria crociata

Davanti a una statua dorata dell’Imperatore nelle cui gambe era scavato un grande trono, il Cardinale Pradillo pianse. Non per la visione della divina figura dell’Imperatore, ma per l’angoscia provata nel vedere quel trono vuoto, poiché normalmente avrebbe dovuto ospitare Lozepath, il Santo Vivente di Salandraxis. Dietro il Cardinale, in silenzio, lo aspettavano la Badessa Precettrice Alecia e il Colonnello Balacet, rispettivamente i leader dell’Ordine della Divina Perfezione e della guarnigione d’Astra Militarum. Dopo aver terminato la propria contemplazione, Pradillo si riunì privatamente con essi e chiese se ci fossero notizie dalla crociata di Lozepath, ma non ricevette alcuna risposta soddisfacente. Dopo settimane da quando Lozepath inviò una comunicazione annunciando il proprio ritorno in seguito a delle brillanti vittorie nei pressi del Cancello Cadiano, nessuno seppe più nulla. Mentre Alecia e Balacet espressero le proprie rassicurazioni sull’essere capaci di difendere il pianeta da soli, Pradillo rimase poco convinto. Lozepath era Salandraxis e Salandraxis era Lozepath, le due entità erano connesse e la difesa del mondo avrebbe sofferto la mancanza del suo protettore.

Non avendo molto altro di cui discutere, Pradillo si allontanò mentre Balacet salì su un Valkyrie in attesa e Alecia si fermò a discutere con altre sorelle. Il Cardinale osservò il cielo e sospirò pensando al futuro. Senza il Santo Vivente Lozepath a proteggere il pianeta dalla furia della 13a Crociata Nera, cosa ne sarebbe stato di Salandraxis?

HAELEON, KHÂRN IL TRADITORE

Quando lo ritrovarono, Khârn vagava tra le pianure cocenti di Haeleon. Ferito e con l’armatura danneggiata, ma vittorioso. Si era occupato personalmente di uccidere le Furie Bianche e solo dopo la fine del combattimento fu trovato dal leale Samzar, il quale lo raggiunse a bordo di una moto da combattimento. Una volta riunitisi con la banda da guerra, Khârn dovette ricevere cure, ma l’Astartes che tra loro si occupava dei doveri di un Apotecario era morto negli scontri precedenti, perciò se ne occupò Lukosz. A causa delle forti radiazioni solari, le ferite di Khârn si sarebbero rimarginate più lentamente, ma ciò non impedì al Traditore di alzarsi in piedi prima che Lukosz avesse terminato il proprio lavoro.

“Il Dio del Sangue mi ha offerto una visione quest’oggi.”

Le parole improvvise di Khârn suscitarono diverse reazioni nei suoi seguaci, che provenissero dall’antica Legione dei Divoratori di Mondi o da qualche Capitolo ormai dimenticato.

“Non mi ha dato un segno riservato a me, ma uno che condivideremo tutti. Torneremo sulla Skulltaker e abbandoneremo l’orbita. Ora percorriamo il Sentiero Rosso e dovremo seguirlo, non importa dove ci possa condurre, poiché promette trofei mai visti. Il nostro raccolto sarà infinito, la gloria rivolta a Khorne sarà senza misura.”

Mentre vari berserker esultarono, altri rimasero pressoché impassibili, mentre Lukosz non poté fare a meno di ragionare sul discorso appena pronunciato. A Khârn non importava il ruolo di leader, avrebbe sempre seguito i propri obiettivi da solo se necessario, eppure quel discorso trasmise qualcosa di diverso. Sembrò quasi che Khârn ammettesse di non poter raggiungere quel nuovo obiettivo senza il loro aiuto.

“Uccideremo! Dilanieremo! Bruceremo e distruggeremo! Sangue per il Dio del Sangue!”

Samzar sollevò il requiem e sparò in aria, altri si unirono alle grida esaltate e Khârn gridò con la Spargisangue tra le mani.

BIBLIOGRAFIA

  • Codex: Space Marine del Caos, 3a edizione, 2° Codex
  • Codex: Chaos Space Marines, 8a edizione
  • The 13th Black Crusade, di Andy Hoare
  • Black Crusade: Khârn – The Red Path, di Chris Dows
  • Daemon World, di Ben Counter
  • Materiale online sulla campagna mondiale Occhio del Terrore
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Articolo a cura di Nicholas Sacco

Appassionato di ogni forma di gioco, che sia fisica o digitale, aspirante game designer e narrative lead, vorrebbe curare e/o creare ambientazioni che ogni nerd possa amare. Negli anni è passato da un interesse nei confronti dei giochi come puro consumatore ad uno in cui trova estremamente interessante approfondire le dinamiche delle compagnie e dei processi di sviluppo che stanno dietro ad essi.
Il suo lavoro gravita principalmente attorno agli universi di Warhammer in qualità di Astropate e attualmente collabora con Need Games per la localizzazione italiana del gioco di ruolo Warhammer 40.000: Wrath & Glory, ma si è espanso comprendendo anche argomenti videoludici come il franchise di Destiny.

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